Orizzontintorno Carlo Paschetto
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01 The Far East chronicles, chapter 1: preparazione
NOV Travel Log: Far East for business
Dopodomani parto e sto studiando un po'. E niente, sono passati sedici anni e la Cina corre alla velocità della luce. O quasi.

2018. Da Suzhou a Shanghai ci sono 57 treni proiettile al giorno che coprono la distanza di oltre cento chilometri in un minimo di 25 minuti. Il biglietto in prima classe costa circa 9$.
Figo, penso, così uscendo dall'ufficio alle cinque riesco ad essere a Shanghai nel tardo pomeriggio e trascorrerci ancora un paio di serate, viaggiando pure comodo. Posso quindi prendermi con più calma il weekend in cui arrivo e soggiorno nella metropoli.
Verifico anche che la stazione ferroviaria di Suzhou è proprio a due passi dal mio hotel, comoda dunque se rientro da Shanghai la sera tardi.
Leggo le FAQ sull'acquisto dei biglietti: è possibile fare il ticket elettronico con una app fighissima, che scarico subito e mi installo sull'iPhone. Scopro però che il biglietto elettronico serve per recarsi alla biglietteria in stazione e ritirare quello cartaceo. Cioè, per prendere il treno è obbligatorio avere il tagliando di carta, quello digitale serve solo come facilitatore per non perdere poi tempo allo sportello a spiegarsi con l'impiegato delle ferrovie.
In effetti è un passo avanti rispetto a sedici anni fa, non fosse che praticamente usano la tecnologia come i Flintstones.

Una cosa che non è cambiata affatto in sedici anni è che in Cina, per prendere il treno, bisogna presentarsi in stazione almeno un'ora e mezza prima, meglio due. A quanto pare persistono le maledette procedure di controllo e check-in come in aeroporto (che poi per la verità è un po' come accade negli Stati Uniti).
Quindi, in sostanza, per fare venticinque minuti col treno proiettile impiegherei quasi cinque ore in totale di viaggio, tutto considerato. Tanto varrebbe andarci a piedi a Shanghai, anche perché a questo punto il tempo che avrei a disposizione si riduce a quello di un caffè.

Mi scrive la segretaria da Shanghai per dirmi che all'aeroporto mi aspetta una macchina con l'autista per portarmi all'hotel. È circa un'ora di viaggio, immagino il costo sia piuttosto elevato.
Mi viene in mente che all'aeroporto di Shanghai deve esserci qualcosa di figo. Controllo: c'è in effetti il Maglev, il treno a levitazione magnetica più veloce del mondo, che viaggia oltre i 400km/h. Costa circa 7$ e in 7' netti mi porta diretto a una fermata di metro di distanza dal mio hotel. In dieci minuti posso essere dall'aeroporto alla reception dell'hotel, a più di trenta chilometri di distanza.
Scrivo alla segretaria che rinuncio al driver. A parte l'assurdità di trascorrere un'ora nel traffico di Shanghai spendendo una cifra, avendo una qualsiasi alternativa più economica e veloce, non voglio certo perdermi l'esperienza del Maglev (che per fortuna fa parte della rete metropolitana di Shanghai e sfugge alle demenziali procedure delle ferrovie cinesi).

Confermo: a Suzhou sembrano esserci dei bellissimi giardini protetti dall'Unesco e ci sono anche tre o quattro linee della metro.

Coi giapponesi sto già diventando pazzo ancora prima di partire. Queste ultime due settimane di preparazione del mio viaggio in oriente hanno completamente ribaltato il punto di vista su cinesi e giapponesi che mi ero costruito nelle esperienze precedenti.

Questa volta, dopo anni e anni, non riuscirò a partire col solo cabin-trolley e mi toccherà imbarcare: non riesco a ficcare dentro al bagaglio a mano gli abiti e le camicie per due settimane di lavoro, e i giapponesi in particolare, a differenza degli americani, ci tengono al dress code. Maledetti.
TAG: cina, shanghai
23.21 del 01 Novembre 2018 | Commenti (0) 
 
12 Slow motion di un sabato pomeriggio
MAG Masterchef
Quando fai tre lavastoviglie nella stessa giornata, quella giornata è stata impegnativa.

(Decorazioni della torta di peperoni by Carola).
(Comunque la torta di peperoni non è venuta un granché e la melanzana era un po' amara).
(Vabbè, adesso mi faccio anche un Magnum White, tanto ormai faccio le ripetute a 4'45").

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TAG: cucina
21.45 del 12 Maggio 2018 | Commenti (0) 
 
21 Cinquantatré
GEN Diario
E dieci chilometri spesi bene.

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(Avevo scritto un post lungo sul senso della vita, il tempo perduto che non mi restituirà nessuno, la fine delle illusioni, delle speranze e delle fantasie impossibili da trasformare in realtà, la necessità di alleggerirsi e lasciarsi alle spalle le utopie e tutto quel che non esiste. E niente, ho cancellato tutto e ho cucinato per me, per i ragazzi, i loro amici e un mio amico.)
TAG: compleanno, cucina
21.50 del 21 Gennaio 2018 | Commenti (0) 
 
22 Domeniche d'autunno /reloaded
OTT Masterchef
Era un po' che non mi applicavo in cucina e che ti sei fatto a fare una cucina a isola se poi non la usi in qualche modo? Così, ieri sera ci siamo dati ai fiori di zucca fritti, oggi Carola ed io abbiamo inventato una torta salata - la prima della mia vita - mescolando zucchine e ingredienti a caso. Infine ci siamo dati al Galup, soufflé al formaggio da settordicimila calorie su ricetta della nonna.
Insomma, promossi a pieni voti.

Poi devo raccontarvi altre cose, magari i prossimi giorni butto giù qualche riga. È che sono settimane piene piene piene.

zucchine1
zucchine2
galup1
galup2
galup3
TAG: torta salata, cucina, galup
22.13 del 22 Ottobre 2017 | Commenti (0) 
 
18 Domeniche d'autunno/2
OTT Masterchef
E niente, ho fatto una cosina leggera macrobiotica vegana un po' ipste, fors'anche senza glutine e conservanti, a chilometri zero. Così ho pensato di accompagnarla con una bottiglia di Lambrusco, ché sennò mi pareva triste.
Mo' mi preparo un caffè.

Mozzarella
TAG: mozzarella in carrozza, cucina
15.34 del 18 Ottobre 2015 | Commenti (0) 
 
27 Domeniche d'autunno
SET Masterchef
Cosa mi abbia preso, lipperlì, davanti alle ceste del supermercato, a me, che a mala pena sforno pizze e il salame di cioccolata, io non lo so. Sarà stata la nostalgia di quando da ragazzino andavo per funghi con mio padre, su per i boschi di Andalo; sarà che a me i funghi piacciono; sarà che avevano l'aria di qualcosa di fresco e buono, non so.

C'è che non ho la minima idea di cosa farne e invece di passare la domenica sdivanato davanti alle MotoGP, come era nei programmi, son finito a pulire funghi per due ore, con almeno quattro post indietro da scrivere invece di questo, ma vabbè.

Per fortuna ci sono YouTube e internet. Per ora son stati preparati, tagliati e finiti nel congelatore. Poi si vedrà.

Funghi
TAG: funghi, cucina
22.35 del 27 Settembre 2015 | Commenti (0) 
 
10 Aletsch Arena/1
MAR Masterchef, Spostamenti
Sono reduce da qualche giorno trascorso in quota fra le montagne della Svizzera che più amo, al confine fra Vallese e Oberland, nello spettacolare palcoscenico della Aletsch Arena. Campo base all'hotel Park di Fiesch, ospite della signora Rosemary, la cui accoglienza compensa abbondamente il livello piuttosto spartano delle camere.

In realtà volevo parlarvi degli spettacolari panorami sull'Aletschgletscher, dell'esclusivo isolamento di Bettmeralp, di quattro giorni di neve (tanta) e sole (poco) e nuvole (parecchie) e chilometri e chilometri di sciate in uno dei comprensori più belli delle Alpi, ma il fatto è che al solito impiegherò qualche giorno per mettere ordine fra le foto e buttar giù qualche nota. Così ho pensato di segnalarvi che dalla signora Rosemary, fra le altre cose, si mangia proprio bene (e si beve parecchio).
Che insomma, in Svizzera fa anche un po' notizia.

Di tutto il resto, a breve. Più o meno.

Fiesch01
Una classica fonduta e zuppa d'orzo
Fiesch02
Salsiccia su un tradizionale tappeto di rösti
Fiesch03
Una sorta di bourguignon semplificata
TAG: cucina, svizzera
23.16 del 10 Marzo 2013 | Commenti (0) 
 
29 Serendipity
SET Fotoblog, Spostamenti
Davanti all'autogrill di Cigliano, lungo la carreggiata nord della A4, dove mi fermo quasi ogni mattina per la (seconda) colazione, c'è questa cascina - Cascina Verdella credo si chiami, o comunque si chiama così la località immediatamente lì vicino, e insomma è qui.

Dietro i tetti spunta la cima del Monte Rosa: viaggiando da Milano verso Torino è praticamente l'ultimo punto da cui è visibile, prima che scompaia nascosto dai primi rilievi della Valle d'Aosta e dopo averlo avuto a destra per quasi cento chilometri in tutta la sua estensione, con la parete est in primo piano.
In giornate come quella di oggi è uno spettacolo straordinario, himalayano.

Col passare dei giorni mi sono affezionato a questa cascina. Parcheggio proprio davanti e, prima di andare a farmi il solito caffè e brioche, me ne sto un po' lì a guardarla. Qualche volta ne approfitto anche per schiacciare un sonnellino di un quarto d'ora e riprendermi un attimo dalla paurosveglia di un paio d'ore prima.
E' un luogo di una tranquillità estrema, nonostante sia praticamente in mezzo all'autostrada: l'autogrill di Cigliano è l'ultimo prima della barriera di Torino, piccolo e poco frequentato, così ti sembra quasi silenzioso.

Ho fotografato questa cascina quasi ogni giorno, da quando ho iniziato a fare avanti e indietro quotidianamente fra Milano e Torino. C'è una luce stupenda queste mattine presto di inizio autunno, con la prima neve ad imbiancare le cime più alte tutto attorno. Non si vede, ma il panorama, qui, abbraccia tutto l'arco alpino, dal Monviso alle Alpi orobiche. Un piccolo assaggio lo avete cliccando sulla foto.

E insomma, dovessi immaginarmi un posto dove vivere, questi giorni, mi immagino questo. Con il Monte Rosa che spunta e l'orizzonte semicircolare delle Alpi alle mie spalle, il vuoto (apparentemente) infinito della Pianura Padana davanti e il nastro dell'autostrada ad un chilometro da me, sufficientemente lontano da non avvertirne il rumore di fondo, ma abbastanza vicino da costituire una via di fuga sempre a portata di mano.

Così mi sono innamorato di questa immagine.

Cascina Verdella
Cascina Verdella, o giù di lì
TAG: cascina verdella, pianura padana, buen retiro
13.18 del 29 Settembre 2010 | Commenti (0) 
 


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