Orizzontintorno Carlo Paschetto
Logo orizzontintorno Carlo Paschetto


18 Definitivo.
APR Politica, Mal di fegato, Prima pagina

La cosa sconvolgente è che in queste ore nessuno – ne sono certo – nella dirigenza PD ha idea del disastro comunicativo rappresentato di quella foto. Sono tutti presi da questioni politiche molto serie e complesse sia nella lettura che nella gestione, di cui non voglio né so parlare. Il punto che mi interessa è che non si stanno preoccupando di cosa significhi un’immagine come questa in termini di consenso. Quindi, essendo il 2013, è giusto che questi alfieri di strategie, equilibri, ragion di stato e sconfitte se ne vadano. E se arrivo a dirlo io, che di solito mangio i sandwich alla merda con serenità in nome della profondità macchinosa della politica, e addirittura apprezzo con sincera partecipazione la consistenza dei triangolini di pane, significa che è proprio finita.]


[Matteo Bordone, via Freddie Nietzsche]

Nota a margine: sono settimane che, per scelta, non scrivo di politica qua dentro. Ciò non toglie che ne discuta e mi accapigli e mi ci faccia il fegato altrove, parecchio e con una certa continuità e fervore. Poi, ieri sera tardi, ho davvero sbottato.
Definitivamente, per quanto mi riguarda.

Bersani-Alfano
TAG: elezioni, pd, presidente della repubblica, bersani, marini
16.20 del 18 Aprile 2013 | Commenti (0) 
 
22 Una mela al giorno: parte prima (the context)
GIU Web e tecnologia, Coffee break
Questa versione di Orizzontintorno, che compie un anno proprio fra qualche giorno, a differenza delle precedenti è nata su un Mac, salvo poi essere stata amministrata fino ad oggi all'interno del consolidato mondo Windows del suo titolare. Da una settimana in qua, però, c'è stata la rivoluzione e in qualche modo il nuovo Orizzontintorno è tornato a casa.

Nella mia ormai lunga carriera di informatico (cosa che peraltro, nonostante il pezzo di carta, non sono mai stato davvero: perlomeno non nel significato che la gente associa comunemente al termine) col Mac ho avuto pochissimo a che fare. All'epoca si chiamava ancora Macintosh, era pressoché un cubo di plastica bianca e mi capitava di usarlo qualche volta al CNR per scrivere testi in preparazione di qualche esame, ché Windows, Office e tutta quella roba lì che adesso a voi pare scontata come la luce elettrica, all'epoca aveva ancora in gran parte da venire, o comunque si era gli albori dell'homo technologicus uno punto zero. Per dire, io la tesi di laurea l'ho scritta con un editor per mainframe ed un compilatore di script per la stampa di formule matematiche, che nemmeno ve l'immaginate voi, giovani rampolli cresciuti in un mondo popolato di finestre colorate, touchpad, tablet e telefonini che combattono con gli alieni (in realtà le prime edizioni di Windows e di Word risalgono agli inizi degli anni '80, ma quella è Lamerica, mica il Belpaese. Io, nel 1985, usavo ancora Wordstar sotto Dos 2.0, non so se mi spiego).

Il mio, insomma, è (quasi sempre stato) un mondo Windows, almeno da quando ho lasciato l'ambiente universitario e i sistemi Unix-like prima (sui quali, peraltro, mi sono però fatto le ossa per almeno dieci anni), e il Dos poi. Che volete farci: si può nascere al caldo del welfare norvegese e in seguito ai casi (s)fortuiti della vita finire nelle miniere di rame del Congo.

Comunque.

Come tutti coloro cresciuti sotto alla stella di Redmond, ho sempre guardato con un po' di diffidenza ai fanatici della Mela. Bello il Mac, per carità, nulla da dire. Come un telefono della Bang & Olufsen. Ma io ho bisogno di lavorare e il (mio) mondo orbita in una galassia Microsoft, ché siam gente da quartieri popolari, noi che di strategie dei sistemi informativi aziendali viviamo davvero, altro che quei fighetta che campan di web design, content management, che scrivon sulle riviste e fanno i blogger di grido coi loro MacBook Air.
Di conseguenza, nel corso degli anni, le mie borse da viaggio e la scrivania di casa han visto l'avvicendarsi di pc portatili di un po' tutte le generazioni (e peso), con a bordo via via tutta le versioni possibili di Windows, dal 3.0 a Seven, passando per 2000 e anni di XP, in un continuo alternarsi di amore e odio verso quello che, tant'è, rimane il sistema operativo più diffuso in ambito aziendale, dunque lo standard di riferimento per chi fa il mio mestiere.
Solo Vista mi son saltato e a quanto pare ho fatto un gran bene.

Non so identificare con precisione quand'è che questo rapporto più che ventennale ha iniziato a mostrare le prime crepe irreparabili. Quel che però è sicuro è che a un certo punto quelle piccole crepe si sono via via trasformate in un terremoto di magnitudo epocale.
Come molte vittime del medesimo tunnel, ho iniziato qualche anno fa con un piccolo iPod nano, al quale pochi mesi dopo ne ho subito affiancato un altro più grande sul quale trasferire tutto il mio vasto archivio musicale e che da allora è il mio compagno di viaggio inseparabile. l'iPod è stato senza dubbio il primo mattone della rivoluzione, un amore immediato. E ha funzionato un po' come la stampella di Enrico Toti nella battaglia dell'Isonzo.
Tempo dopo è arrivata la Apple TV e ancora ricordo la meraviglia che mi aveva travolto alla prima accensione: da settimane mi picchiavo con la rete casalinga e quel misterioso parallelepipedo bianco piatto di alluminio, come nulla fosse, appena acceso si era immediatamente autoconfigurato, collegandosi al router wifi e sincronizzandosi senza batter ciglio con iTunes sul mio pc. Il mondo delle fate per qualunque utente medio abituato a combattere quotidianamente con Windows. E che bella interfaccia, che colori. Che impatto!

A quel punto era chiaro come ormai fosse solo questione di tempo...
[Continua a leggere]

TAG: apple, macbook, mac os, migrazione, dell, sony vaio, htc
09.13 del 22 Giugno 2011 | Commenti (0) 
 
29 Serendipity
SET Fotoblog, Spostamenti
Davanti all'autogrill di Cigliano, lungo la carreggiata nord della A4, dove mi fermo quasi ogni mattina per la (seconda) colazione, c'è questa cascina - Cascina Verdella credo si chiami, o comunque si chiama così la località immediatamente lì vicino, e insomma è qui.

Dietro i tetti spunta la cima del Monte Rosa: viaggiando da Milano verso Torino è praticamente l'ultimo punto da cui è visibile, prima che scompaia nascosto dai primi rilievi della Valle d'Aosta e dopo averlo avuto a destra per quasi cento chilometri in tutta la sua estensione, con la parete est in primo piano.
In giornate come quella di oggi è uno spettacolo straordinario, himalayano.

Col passare dei giorni mi sono affezionato a questa cascina. Parcheggio proprio davanti e, prima di andare a farmi il solito caffè e brioche, me ne sto un po' lì a guardarla. Qualche volta ne approfitto anche per schiacciare un sonnellino di un quarto d'ora e riprendermi un attimo dalla paurosveglia di un paio d'ore prima.
E' un luogo di una tranquillità estrema, nonostante sia praticamente in mezzo all'autostrada: l'autogrill di Cigliano è l'ultimo prima della barriera di Torino, piccolo e poco frequentato, così ti sembra quasi silenzioso.

Ho fotografato questa cascina quasi ogni giorno, da quando ho iniziato a fare avanti e indietro quotidianamente fra Milano e Torino. C'è una luce stupenda queste mattine presto di inizio autunno, con la prima neve ad imbiancare le cime più alte tutto attorno. Non si vede, ma il panorama, qui, abbraccia tutto l'arco alpino, dal Monviso alle Alpi orobiche. Un piccolo assaggio lo avete cliccando sulla foto.

E insomma, dovessi immaginarmi un posto dove vivere, questi giorni, mi immagino questo. Con il Monte Rosa che spunta e l'orizzonte semicircolare delle Alpi alle mie spalle, il vuoto (apparentemente) infinito della Pianura Padana davanti e il nastro dell'autostrada ad un chilometro da me, sufficientemente lontano da non avvertirne il rumore di fondo, ma abbastanza vicino da costituire una via di fuga sempre a portata di mano.

Così mi sono innamorato di questa immagine.

Cascina Verdella
Cascina Verdella, o giù di lì
TAG: cascina verdella, pianura padana, buen retiro
13.18 del 29 Settembre 2010 | Commenti (0) 
 


orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto
Copyright 2003-2017 Orizzontintorno   |   P. IVA 09609460960   |   Informazioni   |   info [at] orizzontintorno.com

Tutti i diritti riservati. I contenuti di questo sito sono licenziati Creative Commons Copyright. Orizzontintorno è un sito web di proprietà di Carlo Paschetto e non è da considerarsi in alcun modo una testata giornalistica in quanto non prevede periodicità nell'aggiornamento. Il titolare non si assume alcuna responsabilità per quanto pubblicato all'interno dei commenti del blog.

logo