Orizzontintorno Carlo Paschetto
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18 Di che cosa parliamo
NOV Politica, Mal di fegato, Prima pagina
Questa storia del "governo che non è stato eletto dal popolo" inizia veramente a darmi sui nervi. Gli elettori votano per eleggere i propri rappresentanti in Parlamento, non per il Governo. Ai parlamentari conferiamo il mandato per esprimere la propria fiducia verso una squadra di Governo scelta dal Presidente del Consiglio che, a propria volta, NON viene eletto dal popolo, ma all'interno delle istituzioni alle quali abbiamo delegato il compito di rappresentarci tramite il nostro voto.

Silvio Berlusconi è stato sfiduciato all'interno del Parlamento da noi eletto. Mario Monti è stato scelto dal Presidente della Repubblica dopo le consultazioni con le rappresentanze parlamentari e le istituzioni intitolate a fornire un parere in merito.
La Camera e il Senato, dunque i nostri rappresentanti, che sono ancora esattamente gli STESSI che abbiamo votato e che avevano prima espresso la fiducia a Silvio Berlusconi, hanno questi giorni espresso la propria fiducia a Mario Monti.

Quindi, tutti quei parlamentari che oggi affermano che questo governo non è stato scelto dal popolo, che c'è stato un golpe, che la maggioranza non è quella espressa dagli elettori e tutte le altre minchiate in merito, delle due l'una: o non conoscono il significato del proprio mandato, dunque il loro lavoro, e dunque don't fit, per dirla come i giornali inglesi, o sono in malafede e il tentativo di golpe bianco va ascritto a loro.

Tutto il resto è fuffa.
TAG: governo, parlamento, fiducia, mario monti
15.22 del 18 Novembre 2011 | Commenti (2) 
13 Provo a dirla in due parole
NOV Politica, Prima pagina
La necessità di un governo tecnico è la conseguenza, a tutti gli effetti, del fallimento di un'intera classe politica. Tutta, senza eccezioni.
Ora, mettiamo che - dico solo mettiamo che - il governo tecnico funzioni e che dopo qualche mese la situazione del Paese mostri un qualunque miglioramento sotto il profilo economico, sociale ed internazionale.

A questo punto, per quale mai ragione si dovrebbe andare alle elezioni prima del tempo, con il solo scopo di "restituire alla politica il suo ruolo", soprattutto quando la destinataria di quella restituzione sarebbe comunque la medesima classe politica che ha fallito in precedenza e che ha determinato la necessità del governo tecnico?
Perché comunque, al di là dei rimpasti, non v'è dubbio alcuno che sarebbe la stessa. Dunque?
TAG: governo tecnico, elezioni, politica
13.02 del 13 Novembre 2011 | Commenti (0) 
22 Donate un euro via sms
MAR Mal di fegato, Politica, Prima pagina

Quella in Libia, ha detto il mistro degli Esteri Franco Frattini, non è una missione di guerra ma di tipo umanitario.


Qui.

TAG: governo, libia, frattini
12.14 del 22 Marzo 2011 | Commenti (0) 
02 Da ribadire ad oltranza
MAR Politica, Segnalazioni, Prima pagina
Wittgenstein oggi. E sottoscrivo in toto, dalla prima all'ultima parola:

[...] Ci sono ottime scuole private in cui ottimi insegnanti educano ottimi studenti che ne escono ottime persone. Cosa di cui essere lieti, nei casi in cui avviene: ma non da celebrare come grande conquista della scuola privata, che conosce anche casi di mediocri scuole con mediocri insegnanti che insegnano a mediocri studenti, o che li rendono tali. È insomma, per la comunità, un’impresa privata che offre un’alternativa a un servizio delicato e importante, che è tenuta a soddisfare.
Poi c’è la scuola pubblica, che offre lo stesso servizio a partire da un’idea di responsabilità pubblica di un paese nei confronti dell’educazione e della crescita dei propri cittadini. Non a partire da un’idea di supplenza a favore di coloro che non si possano permettere educazioni più costose. La differenza è rilevantissima. La scuola, per l’Italia e per la sua Costituzione è un impegno, un progetto e una necessità sociale: esaurienti e soddisfacenti. Lo sono stati per molto tempo, non è un’utopia irrealizzabile.
Nei casi in cui non lo siano, questo è molto grave e lo si deve affrontare rendendoli esaurienti e soddisfacenti con le iniziative e gli investimenti necessari [...]

TAG: scuola, governo, italia
10.48 del 02 Marzo 2011 | Commenti (2) 
27 Un tema non opinabile
FEB Mal di fegato, Politica, Prima pagina
Oggi sul Post:

La scuola pubblica non è un tema opinabile, non è un soggetto con cui il governo può confrontarsi: è parte dell’istituzione che rappresenta, e ne è una parte importantissima. Che questa importanza sia stata insultata di fatto in questi anni attraverso un progressivo disimpegno del governo dal ruolo dell’istruzione, della cultura, della crescita delle generazioni e dell’Italia, è già una scelta sciagurata, per quanto dettata evidentemente da progetti lungimiranti di autoconservazione dell’ignoranza.
Ma dissociarsi dal ruolo degli insegnanti e della scuola pubblica – che sono una sola cosa: difficile accusare la sinistra di avere nominato gli insegnanti – , sostenere che la scuola possa “inculcare principi che sono il contrario di quelli che i genitori vogliono”, è una contraddizione inaccettabile almeno quanto il mancato riconoscimento dei simboli italiani da parte di alcuni ministri leghisti. Solo che per i secondi si tratta di uno sciocco capriccio simbolico da non assecondare con altrettanta sciocchezza, mentre la condivisione del ruolo della scuola è un fondamento concreto del dovere di un governo.

TAG: berlusconi, politica, governo, italia
12.06 del 27 Febbraio 2011 | Commenti (1) 
22 Dissociarsi è giusto
FEB Mal di fegato, Politica, Prima pagina
Stefano Menichini, oggi sul Post:

Siamo alla frontiera di un conflitto epocale, a due passi da un massacro perpetrato da «un grande amico dell’Italia» contro il suo stesso popolo, alla vigilia di cambiamenti complicati e drammatici che ci coinvolgeranno molto. Ma ieri abbiamo ascoltato dal ministro della giustizia quale siano ora le priorità del governo italiano: la separazione delle carriere dei magistrati, lo stop alle intercettazioni, la prescrizione breve e, obiettivo più alto, la trasformazione della Corte costituzionale in organismo partitico.

TAG: berlusconi, politica, governo, italia, libia
12.06 del 22 Febbraio 2011 | Commenti (0) 
17 Istituto Mannheimer /reloaded
FEB Politica, Mal di fegato
Nel caso non vi fosse chiaro.

La titolare di una boutique del centro di Riva del Garda, che un po' a malincuore non citerò, mentre tenta di rifilarmi con una certa fastidiosa insistenza le sue Lacoste in saldo a prezzo doppio rispetto al centro di Milano, mi intrattiene a lungo sul fatto che "è tutta colpa di quella stronzetta (sic!) di Ruby e delle sgallettate come lei, che lui non ha fatto assolutamente nulla e che comunque ognuno a casa sua è libero di fare quel che vuole", cadendo anche lei nell'equivoco che nessuno è affatto titolato a comportarsi illegalmente, nel caso fosse, né a casa propria né altrove, ma a parte ciò continua per un quarto d'ora abbondante sostenendo che "è tutta colpa della televisione, che se ci fosse la censura quelle sgualdrine svestite non andrebbero certamente in trasmissione, e che son quelle sciacquette a rovinarlo, che lui è un ingenuo, che paga il fatto di essere troppo buono, e che comunque finché lui continua a governare bene e a fare quel che ha promesso di fare è giusto che stia al suo posto e che non se ne vada".

Cito testuale.

E adesso, di nuovo, continuate a fare i vostri calcoli, le vostre strategie e ad aspettare il 6 aprile, bravi.
TAG: berlusconi, governo, ruby, italia, politica
22.54 del 17 Febbraio 2011 | Commenti (2) 
26 In ordine sparso
GEN Politica
Frattini. Alfano. Rotondi. Romani. Bondi. La Russa. Santanché. Carfagna. Gelmini. Calderoli. Bossi. Bonaiuti. Ravetto. Brunetta. Brambilla. Poi comunque anche Cicchitto. Gasparri. De Girolamo. Capezzone. (Chi dimentico?).
E voi state a pensare (solo) a Berlusconi.

[Ho aperto una nuova categoria sotto alla quale raccogliere tutti i post nei quali mi sono occupato di politica e mi sono così accorto che sono molti più di quanto credessi e sicuramente di quanto avessi intenzione di fare il giorno in cui ho pensato di aprire un blog. Immagino che dovrei trarne qualche conclusione sull'inarrestabile avanzare dell'età e sul declino di quella che credevo essere una mia inossidabile posizione terzista.]
TAG: berlusconi, politica, governo, italia
12.22 del 26 Gennaio 2011 | Commenti (0) 
18 Sfiancati
GEN Prima pagina, Mal di fegato, Politica

"La dismisura eretta a regola di vita, la concezione del rapporto tra uomo e donna, uniti insieme danno forma ad un permanente abuso di potere che macchia le istituzioni e offende lo Stato"...


[Il Post e Repubblica, fra dozzine di altri]

TAG: berlusconi, politica, governo, italia
16.50 del 18 Gennaio 2011 | Commenti (3) 
27 Qualcosa (non) di sinistra
NOV Prima pagina, Politica
Alcune cose che non ho bene a fuoco, ma provo ad abbozzare.

Tipo: si può dire quel che si vuole, compreso dell'opportunità o meno di Bersani di salire sui tetti (mah). Però, quel che più mi lascia perplesso, è che ascolto la Gelmini, Bocchino e Lupi, ospiti da Vespa (che, per inciso, non sopporto, ma passavo di lì), e capisco bene quel che dicono al di là che del condividerlo o meno. Lupi poi mi sembra persino più lucido del solito. Sarà che fra "colleghi" runner.
Poi ascolto il senatore Latorre (chicazz'è?) del PD e mi cascano le balle braccia, ché non c'è verso che risponda alla domanda, diretta, di Vespa: in definitiva, cosa perdono gli studenti con questa riforma universitaria?.
E' che è stramaledettamente palese che, semplicemente, non lo sa. Non risponde perché non lo sa e non sa che diavolo rispondere. Per dieci minuti di seguito, incalzato da quest'unica domanda, brancola nel buio, si agita dentro ai suoi massimi sistemi parlando di futuro, di speranza, di generazioni, ma una qualunque accidenti di risposta alla domanda no, niente, non riesce a darla. Non sa nemmeno di cosa sta parlando. Fa opposizione semplicemente negando alla cazzo le tesi dei suoi interlocutori e la posizione del Governo, senza alcuna argomentazione da contrapporre, lisciando del tutto la domanda.
Chi ce l'ha mandato? Non c'era proprio nessuno un po' più preparato del senatore Latorre sul tema della puntata, fra le file del PD, da contrapporre al fuoco incrociato Vespa-Bocchino-Gelmini-Lupi? Dove, per inciso, vi faccio notare che il correttore automatico di questo editor mi sottolinea solo Gelmini, dandomi per buoni gli altri tre...

Il dramma è che il senatore Latorre, che dovrebbe in teoria rappresentarmi, rappresenta invece benissimo lo stato confusionale totale nel quale versano il Partito Democratico e l'opposizione tutta, sempre più imbarazzanti nel loro annaspare a sollecitare nientepopodimeno che un segnale dal compagno Fini affinché dia la spallata definitiva al suo ex-amico Silvio, laddove la controproposta politica dell'opposizione antiberlusconiana (e già "opposizione antiberlusconiana" racchiude in sé tutta la miseria in cui versano oggi le forze antagoniste del Governo) è ormai ridotta solamente a chiedere all'ex-delfino di Almirante di far cadere, lui, l'Esecutivo del quale è alleato, non avendo peraltro una qualunque alternativa da mettere in gioco.

E poi? Anche cadesse davvero?

Perché è chiaro, vero, che se andiamo alle elezioni domani ristravince Berlusconi? Ma ve li immaginate, dopo, lo scassamento e i deliri di onnipotenza?

E non è solo per questo che Berlusconi deve andare avanti a governare, dopo la sfiducia (ammesso che ci sia) ed un opportuno rimpasto.
Berlusconi deve andare avanti a governare perché nei Paesi normali funziona, semplicemente, così (e certo, nei Paesi normali non c'è Berlusconi, ma questo è un altro discorso).

Se non sbaglio, oggi governano in minoranza Obama, Sarkozy, Merkel, Zapatero e a naso direi anche Cameron, ché non seguo molto la politica britannica ultimamente (non che le altre, a dirla tutta). Epperò governano lo stesso, perché hanno un mandato dagli elettori per farlo e gli elettori, se sarà il caso, li rimanderanno a casa a tempo debito, alla scadenza del mandato stesso. A nessuno, nei loro rispettivi Paesi, viene in mente di chiederne le dimissioni.
Poi, per carità, si può opporre che nessuno di loro è però coinvolto in scandali sessuali e in processi penali, ed infilarsi a pesce nella questione morale: del resto Clinton rischiò l'impeachment per un pompino. Ma qui si sta parlando di Costituzione e delle tavole della Legge e sono certo che nessuno di noi ha seriamente pensato che Clinton dovesse andare a casa per colpa della Lewinsky (ok, ok, il caso Lewinsky non era nemmeno lontanamente paragonabile a quel che sembra accadere fra Arcore e Palazzo Grazioli, né portava con sé le relazioni amichevoli con Putin e Gheddafi, e la Carfagna, Santanché, Carlucci, Frattini, La Russa, Gasparri, Calderoli, Cicchitto, Capezzone, ... va bene, mi arrendo: avete ragione, lo so, ci ho provato).

Poi.

Io, di Saviano, penso questo. Penso che faccia un po' il paio con quello che scrivevo tempo fa dei giovani freak.
A me le cose che Saviano racconta non sembrano affatto fuori dal mondo, anzi, né peraltro queste gran rivelazioni messianiche. Ci credo e sono certo che ci credete anche voi. Ci crediamo tutti, ci mancherebbe, perché noi siamo i buoni. Le diamo addirittura per scontate.
Non è agghiacciante, a pensarci un attimo?

Lo sappiamo che è così. Ci indigniamo perché una parte della classe politica attacca Saviano e immediatamente, di conseguenza, Saviano diventa il paladino di noi buoni. Di là il cattivo Maroni, che per una settimana fa il tour del force di tutte le trasmissioni televisive per rispondere alle accuse di Saviano (eccheppalle anche Maroni che frigna con il diritto di replica: non ha fatto altro che replicare per sette giorni consecutivi su qualunque Media nazionale).
Ma il fatto è che Saviano, oltre ad essere secondo me uno scrittore bravino, ma non fenomenale (io Gomorra l'ho letto: è interessante ma noioso a tratti, se vogliamo parlarne in termini di stile e di coinvolgimento nella lettura), non è al contrario un attore, né un personaggio televisivo. E dunque i suoi monologhi sono - lo dico? - pallosi.

Ora, prima di essere seppellito dalle facili obiezioni sul fatto che al fenomeno Saviano non viene richiesto di essere brillante, ma che è importante quel che dice, torno sul punto che mi sta qui a cuore: quel che dice, a me - ma sono certo che anche a tutti voi - non sorprende affatto. Peggio: non dice nulla di nuovo, nulla che in fondo non sapessimo, o anche solo immaginassimo già.
Quel che Saviano fa è mettere ordine. Fa nomi e cognomi, date, documenta, traduce in realtà tangibile, o perlomeno in cronaca credibile, quel che tutti respiriamo ma al quale non riusciremmo altrimenti a dare un volto, né una rappresentazione concreta. Ci mette la sua faccia e rischia pure la pelle nel mettercela.
Tanto di cappello, ci mancherebbe, e per fortuna che libri come Gomorra (che, insisto, a me non ha fatto impazzire) esistono e vengono letti da milioni di persone. Ma.

E dunque?
Cioè: e quindi cosa succede dopo che Saviano ha parlato (e scritto)?
A chi o a cosa serve il fatto che Saviano ci metta la faccia, a parte far fare dieci milioni di spettatori a RaiTre in prime time?
Ma a voi non sembra surreale tutto questo?

Com'è che tutti sappiamo, tutti immaginiamo, tutti eggià Saviano, e bravo Saviano, ecco uno che dice le cose come stanno, e bla bla bla, e poi però non accade nulla di nulla (a parte i numeri di Maroni, naturalmente, e l'arresto di Iovine che verosimilmente nulla cambierà più di tanto, come quello di Provenzano al tempo)?
Meglio: cosa ci aspettiamo o aspetteremmo che accada come conseguenza del fatto che Saviano vada in tv e faccia dieci milioni di spettatori, a parte far incazzare Maroni e fare indignare noi del fatto che Maroni s'incazzi?
Perché alla fine si traduce tutto in questo.
E' colpa nostra se nulla cambia a fronte del e nonostante il fenomeno Saviano? Me lo chiedo davvero, non è una domanda retorica. E se sì, dunque che dobbiamo fare? E se no, è colpa della classe politica? Ma se la classe politica è ben quella che Saviano stesso attacca, e se i politici son quelli che ormai si votano fra loro e si autoeleggono, che mai dovrebbe accadere di così rivoluzionario in conseguenza delle due ore totali di noiosissimi monologhi di Saviano in tv?

Mi sfugge il disegno complessivo, la sua declinazione ultima. Perché se il fenomeno Saviano nulla muove che già non si muova di moto proprio, né su quel movimento riesce ad influire in qualche modo, cos'è che applaudiamo in Saviano stesso, detto che il monologo, di per sé, è appunto noioso?
Allora preferisco, per assurdo, Grillo.

Così, solo per dire e per il gusto di fare un po' di polemica gratuita, né?
TAG: saviano, vieni via con me, berlusconi, sinistra, governo, fazio, gelmini
00.48 del 27 Novembre 2010 | Commenti (3) 
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