Orizzontintorno Carlo Paschetto
Logo orizzontintorno Carlo Paschetto


23 Ancora sulla questione reflex vs. cellulare
MAR Lavori in corso, Coffee break
Sto lavorando sulle foto del giro del mondo, che presto inserirò nell'archivio, e riflettevo una volta di più sulla scelta, anche in questo viaggio, di lasciare a casa la reflex.

Alla fine, come avevo già osservato in analoghe occasioni passate nelle quali avevo rinunciato a portarmi la Canon, per quel che serve ai miei scopi oggi l'iPhone basta e avanza, soprattutto via via che con l'evolvere dei modelli l'ottica migliora in modo sempre più apprezzabile.
A meno di safari fotografici, o condizioni davvero estreme, l'iPhone 6 copre ormai il 90% abbondante delle mie esigenze amatoriali. Immagino che se ne avessi uno di ultima generazione (ma probabilmente anche un Samsung di fascia alta o un telefono equivalente), questa percentuale sarebbe ancora più elevata.

In questo viaggio avrei voluto forse in un paio di occasioni al massimo avere con me lo zoom della Canon, o il suo super grandangolare, ma sono state davvero eccezioni e complessivamente sono stato ben contento di non essermi trascinato dietro i chili in più della reflex e non aver dovuto avere a che fare con la menata delle ottiche intercambiabili.
La verità è che non sono un professionista, non ho quasi mai davvero bisogno di una vera macchina fotografica e molto difficilmente, a pari condizioni, sono in grado di fare una foto migliore con la Canon rispetto a quella che porto a casa con l'iPhone. Tanto più che ormai si tratta spesso di una lotta fra software, ben prima che fra ottiche, a meno che non si parli di condizioni di luce molto, molto difficili, o di un contesto particolare dove la tecnologia di una reflex evoluta è in grado di fare davvero la differenza (penso ad esempio alle foto dei delfini scattate lo scorso anno a Madeira, che non sarei mai riuscito a fare con un telefonino).

Per quel che sono la mia esperienza e le mie necessità, in condizioni standard gli unici veri limiti oggi dell'iPhone (dell'iPhone 6 perlomeno, che è già obsoleto) sono la risoluzione, non un granché sopratutto sulla fotografia da lunga distanza, e il non poter scattare in raw, che per un viaggio così vale però anche un bel chissenefrega e non è certo un problema.
Peraltro, non poter scattare in raw potrebbe in generale anche non essere un problema, non essendo appunto io un professionista, ma naturalmente apprezzo la possibilità offerta dal raw di intervenire in post produzione in modo sofisticato sulle mie foto, in quei rarissimi casi nei quali possa valerne la pena.
La non eccessiva risoluzione dell'iPhone 6, 8Mp contro i 18Mp della Canon 60D, un confronto effettivamente impietoso, è invece davvero un po' un limite (e ovviamente lo era ancor più nei modelli precedenti) che si fa sentire soprattutto nelle foto panoramiche: appena si prova un po' a ingrandire emerge inesorabilmente la sgranatura e sono naturalmente da dimenticare del tutto le foto zoomate. D'altra parte che lo zoom digitale sia una schifezza non è certo una gran novità: quando parto senza reflex ho già messo in conto dall'inizio che dovrò fare a meno di qualunque possibilità di ingrandimento e delle fotografie da lontano.

Un altro limite che sento particolarmente è il non poter usare un mirino e la conseguente difficoltà a trovare la giusta inquadratura in condizioni di luce forte che batte sullo schermo del telefonino. Va sempre a finire che faccio seimila scatti (pressoché tutti uguali) quando ne basterebbe solo uno, perché non riuscendo a vedere un tubo di quel che sto fotografando procedo a caso per tentativi e croppo poi a casa.

Sempre con lo scopo di voler fare un po' il pignolo, osservo anche che detesto il formato 4/3 nativo dell'iPhone. Non ho mai capito perché la app standard di iOS non consenta di scegliere il formato di scatto, visto che tecnicamente è possibile: gli scatti fatti direttamente da Whatsapp, ad esempio, sono in 16/9.
Questo è davvero un mistero, soprattutto perché l'inquadratura non sfrutta tutto lo schermo del telefonino, come invece ad esempio accade se si registra un video o si fa una foto panoramica. Mah.

La sintesi comunque è che se è vero che con l'iPhone sono costretto a scattare tutto in automatico, completamente vincolato alle impostazioni del telefono, è altresì vero che normalmente io uso solo una volta su cento le impostazioni offerte dalla Canon, a voler essere generosi, e le sfrutto se va bene al dieci per cento delle possibilità. In questo senso potrei dire che uso la reflex come uso Excel o Word: hanno milioni di funzioni, ma alla fine a me servono un foglio elettronico che faccia le somme e abbia qualche funzione di calcolo avanzata, e un software per scrivere i verbali.
Per di più, mentre Excel e Word sono pur sempre strumenti della mia professione, in campo fotografico sono appunto un gran dilettante: in viaggio, soprattutto quando ho poco tempo per scattare, o ho le mani impegnate, e in mille altre situazioni, io scatto in automatico e basta, senza stare troppo a menarmela.
L'unica cosa che sfrutto quasi sempre con la reflex è la priorità di diaframma, giusto per regolare un minimo la profondità di campo, ma molto raramente mi avventuro nello scatto completamente in manuale e devono essere condizioni davvero difficili, che il software della macchina da solo non sarebbe in grado di interpretare. Nella maggioranza delle situazioni io non posso certo far meglio degli algoritmi di Canon o Apple.
Per questo, alla fine e al di là delle considerazioni sulla risoluzione o sulla difficoltà di inquadrare bene la foto, non fa così differenza per me partire con la Canon o con l'iPhone, perlomeno in un viaggio normale dove già so che il 95% delle foto saranno semplici panorami ricordo o primi piani.

Dove ormai invece spendo sempre più tempo è nella post produzione e se è vero che non mi importa più tanto lo strumento con cui ho scattato una foto, è anche vero che ormai non c'è foto sulla quale non intervenga successivamente.
In realtà non applico elaborazioni particolari: non mi piace in linea di massima l'HDR, detesto quasi tutti i filtri "artistici", non vado a caccia di effetti speciali. Passo ad esempio un sacco di tempo a scegliere se e come ritagliare l'inquadratura definitiva (a "cropparla", per l'appunto), alla ricerca di un punto di osservazione o di un dettaglio diverso da quello dello scatto originale. Anzi: potrei dire che ormai, ogni volta che faccio una foto, nella mia testa la sto già tagliando in modo diverso da quello inquadrato dall'obiettivo, e questo perché detesto sempre più il limite delle proporzioni offerte dalle macchine fotografiche.
E in realtà, a pensarci: ma perché mai le macchine digitali non permettono di croppare in sede di scatto quel che inquadra l'obiettivo, già mentre lo hai dentro il mirino? Che motivo c'è di blindare l'nquadratura dentro un 4/3, o un 16/9, o un 3/2, dal momento che dietro non ho più il fotogramma di una pellicola, ma un file digitale qualunque?

Un'altra cosa che di norma spingo in post produzione è la nitidezza, spesso applicata solo ad alcune zone specifiche della foto, e lavoro allo stesso modo sulla ridistribuzione delle luci e delle ombre, intervenendo in modo diverso su aree differenti.
Qualche volta accentuo i colori, qualche volta li spengo apposta, qualche volta viro al bianco e nero tanto per sperimentare un po': alcune fotografie, totalmente anonime a colori, emergono meglio giocando solo su luci ed ombre.
Cerco di non (ab)usare mai del timbro clone. Mi capita di intervenire solo in casi un po' estremi, dove qualche fattore esterno mi ha compromesso l'inquadratura, e se proprio voglio usarlo allora sono maniacale: non sopporto le immagini dove si vede l'artifizio, sono capace di mettermi a lavorare pixel a pixel per cancellare lo stupido cavo di una linea elettrica che mi attraversa un cielo perfettamente blu.
Tempo fa ho acquistato per pochi euro un filtro anti rumore potente da installare come plug-in per Photoshop: è molto utile ad esempio quando la bassa risoluzione dell'iPhone mi sgrana un cielo limpido ed è perfetto per eliminare le discontinuità introdotte dalle basse prestazioni dell'ottica. Questo è un classico caso in cui è evidente la differenza fra le foto fatte con la Canon, in cui non lo uso praticamente mai, e quelle fatte con l'iPhone, dove mi capita spesso di utilizzarlo, soprattutto con i panorami.

Il mio approccio alla post produzione è un po' riassunto nelle due immagini qua sotto. Sembrano panoramiche, ma non lo sono: si tratta di due fotografie qualunque fatte a Seattle con l'iPhone, due foto anonime che ho scelto fra dozzine di altre più o meno uguali (ricordate? Non riesco a inquadrare quel che voglio in campo aperto con la luce forte), inizialmente scattate nell'odiato formato standard 4/3, senza zoom e pure in navigazione, dunque una postazione non proprio ferma e stabile.
In testa avevo già idea di tagliarle e sfruttare il lato da oltre tremila pixel per dare l'idea - sullo schermo del computer - di un effetto panoramico. Avessi avuto la Canon, che consente di scattare immagini con un lato di più di cinquemila pixel, ovviamente l'effetto e la risoluzione sarebbero stati decisamente migliori, ma per un monitor di un qualunque portatile, che è poi la mia destinazione d'uso, posso appunto accontentarmi dell'iPhone.

fotografiaA
La skyline di Seattle da Bainbridge island
fotografiaB
Il Mount Rainier da Bainbridge island

Nella foto della skyline di Seattle quel che ho fatto è stato semplicemente tagliarla, desaturarla lasciando un accenno quasi impercettibile di colore, applicare al cielo il filtro anti rumore ed enfatizzare la nitidezza dei grattacieli.
Ovviamente la resa finale è migliore riducendo un po' il fattore di visualizzazione: alla risoluzione originale la sgranatura è inevitabile.

La seconda foto ha richiesto invece un po' più lavoro: quel che volevo era riuscire a mettere in evidenza la sagoma del Mount Rainier, un compito non facile.
La foto è stata scattata nel primo pomeriggio, col sole quasi a picco; il Rainier all'orizzonte era piccolissimo e innevato, color bianco latte contro il cielo azzurro: insomma, una schifezza irrilevante e quasi indistinguibile nella fotografia originale. A quella distanza la bassa risoluzione è un handicap insormontabile per l'iPhone. Persino con il teleobiettivo stabilizzato da 300mm della Canon sarebbe stata una foto non facile in quelle condizioni di luce e movimento.
Questo è un classico caso dove ho fatto la foto (e altre venti gemelle) senza star troppo a pensare, avendo ben presente i limiti dell'ottica a disposizione e affidando tutto alla post produzione, sulla base di un'idea iniziale.
Ho tagliato quindi la foto come nel primo caso, ho eliminato il rumore, l'ho virata in bianco e nero per poterla contrastare al massimo e giocarla tutta esaltando le ombre del mare per staccarlo completamente dal cielo. Quindi ho mascherato la sagoma del Mount Rainier e mi sono accanito col contrasto, finché non è venuto fuori sullo sfondo.
Infine ho enfatizzato la nitidezza al centro della foto, concentrandola sul Rainier, le onde e i pali di segnalazione, e ho sfocato ai lati, per accentuare ancora di più il soggetto.
Anche in questo caso alla massima risoluzione la sgranatura è evidente, ma riducendo un po' il fattore di visualizzazione diventa quasi impercettibile.

Sarebbe venuta meglio con la Canon? Be', intanto avrei avuto a disposizione una risoluzione decisamente migliore, uno zoom e uno stabilizzatore, e soprattutto avrei avuto un file raw su cui lavorare. Non avrei avuto bisogno di un'idea a partire dallo strumento nelle mie mani, avrei semplicemente fatto una foto diversa.

Il risultato di per sé, poi, può piacere o non piacere a prescindere: di nuovo, non sono un professionista, faccio foto per ricordo e devono piacere a me. A me queste due foto piacciono, quindi ho ottenuto il mio risultato.

Quindi, in questo caso, partire con il solo iPhone è stata una scelta azzeccata.
Che poi era esattamente la questione di partenza.
TAG: fotografia, reflex, iPhone, viaggiare
00.34 del 23 Marzo 2018 | Commenti (0) 
 
05 Lumia 925 vs. iPhone 4S (e il Lario nel mezzo)
MAG Web e tecnologia, Fotoblog
Da qualche giorno sto usando un Nokia Lumia 925 in affiancamento all'iPhone 4S che mi accompagna da più di due anni e che è diventato il mio compagno inseparabile e insostituibile di lavoro e di viaggio.
Di quanto ormai l'iPhone (e l'iPad) abbiano cambiato il mio modo di viaggiare ho detto altre volte, soprattutto per quanto riguarda la fotografia: ne scrivevo qui dentro proprio un mese fa, al rientro dal viaggio a Boston e alle Bermuda. Tralasciando dunque il mero confronto tecnico fra le caratteristiche, i pro e i limiti dei due smartphone, sul quale mi sono soffermato altrove perlopiù per ragioni professionali, ho approfittato di una gita sul lago di Como la scorsa settimana per fare qualche test con la macchina fotografica del Lumia e avere così un raffronto diretto con l'iPhone 4S.

Detto che stiamo paragonando un telefono attuale ad uno di tre anni fa, e che dunque il giusto confronto sarebbe dovuto avvenire fra il 925 e il 5S, l'impressione a caldo è che la qualità delle foto del Lumia sia decisamente migliore rispetto a quella dell'iPhone, soprattutto in termini di fedeltà dei colori (le foto del 4S tendono a virare al blu, sempre).
La risoluzione dei due sensori è praticamente la medesima, anche se il Lumia offre qualche decimo di megapixel in più, ma è una differenza irrilevante. Le foto del Lumia appaiono però più "lucide" e definite. Inoltre, la maggior dimensione dello schermo del Lumia facilita parecchio l'inquadratura rispetto all'iPhone, anche se di per sé il telefono della Nokia è decisamente meno maneggevole (la pessima ergonomia della forma del Lumia è uno dei suoi difetti maggiori).
Il software del 925 (in questo caso, Windows Phone versione Black) batte poi alla grande iOS 7.1, consentendo di controllare tutti i parametri di apertura, velocità dell'otturatore e ISO come in una classica macchina fotografica compatta. Per contro, sull'iPhone è possibile solo lo scatto in automatico e iOS non lascia quasi alcun controllo manuale, tranne la selezione del punto di esposizione, cosa peraltro possibile anche sul Lumia in modo analogo.

L'iPhone offre però un paio di funzionalità che il Lumia non ha e che personalmente uso tantissimo: lo scatto panoramico in ripresa continua e il formato quadrato, oltre al nativo 4:3. Qualcuno mi faceva notare che in fondo per avere una foto quadrata basta tagliarla in post produzione, ma in realtà non è affatto la stessa cosa: un conto è inquadrare il soggetto con un campo visivo quadrato, caratteristico ad esempio del vecchio medio formato 6x6 che amavo moltissimo, un conto è scattare una foto rettangolare cercando di immaginare il perimetro di cropping.
Il Lumia scatta in formato 16:9, un rapporto ottimo per fotografare panorami, ma un po' limitante in altri contesti. Rende bene sul lago, insomma, ma credo farei fatica a utilizzarlo in situazioni ordinarie di viaggio, perlomeno in relazione al mio modo di fotografare.

Insomma: non so. Le foto del Lumia mi piacciono parecchio, ma temo che come macchina fotografica accessoria da viaggio possa essere meno versatile dell'iPhone.
Una discriminante importante, alla fine, potrebbe essere l'autonomia della batteria: l'iPhone non è certo un campione, ma il Lumia è davvero un disastro. Con la custodia-batteria della Mophie che uso regolarmente da due anni, il 4S tira in fondo alla giornata senza problemi. Se mi metto a fotografare a raffica con il 925 non tiro due ore, per dire.
Di più, il Lumia ha solo 16Gb di spazio contro i 64Gb del mio iPhone e come quest'ultimo non può montare micro SD a supporto per estenderne la capacità, che è poi una delle critiche maggiori rivolte da sempre all'iPhone.

Una preziosa funzionalità di Windows Phone, invece, è il backup automatico e nativo delle foto su OneDrive di Microsoft, sebbene le immagini trasferite sulla nuvola siano a risoluzione inferiore rispetto agli originali memorizzati sul telefono. È comunque un sistema più semplice e intuitivo del photostream di Apple, che invece di utilizzare iCloud in modo analogo permette di trasferire le foto sul Mac solo via iPhoto o Aperture: un passaggio inutile e frustrante per chi non utilizza regolarmente almeno uno dei due software. In più, funziona appunto solo per chi possiede un computer della Apple, mentre OneDrive è disponibile per qualunque sistema e accessibile ovunque via internet. Per ottenere una funzionalità simile sull'iPhone è necessario trasferire le foto via Dropbox o alternative del genere.

Varenna1
Panoramica del lago di Como da Varenna, ripresa con l'iPhone 4S
Varenna2
Varenna3
Varenna4
Il lago di Como e Varenna fotografati con il Nokia Lumia 925

A margine, alcune note tecniche su Lumia 925 e Windows Phone Black, visto che ci sono:

- Il Wifi non aggancia reti che necessitano dell'assegnazione di un IP statico: per quanto in teoria sia possibile assegnare un IP al telefono, pare sia un bug per il momento senza soluzione. Risultato, non posso agganciare il Lumia alla mia rete di casa...
[Continua a leggere]

TAG: nokia, lumia, iphone, varenna, lago di como
00.03 del 05 Maggio 2014 | Commenti (0) 
 
14 Secondo di due: iPhone 4S
APR Web e tecnologia
[Ho in canna questo post più o meno da quando ho scritto quello sull'iPad, ma poi, al solito, ero rimasto senza benzina, avevo una gomma a terra, non avevo i soldi per prendere il taxi, la tintoria non mi aveva portato il tight, c'era il funerale di mia madre, era crollata la casa, c'è stato un terremoto, una tremenda inondazione, le cavallette, eccetera.]

Ho amato molto gli HTC e fino a poco tempo fa li ho ritenuti i migliori smartphone in circolazione, nonostante il mio primo, un Diamond2 con a bordo Windows Mobile 6, mi avesse abbandonato di punto in bianco a un solo anno dall'acquisto, piantandomi in asso nel bel mezzo della Corea con il touchscreen completamente inerte. Nella (lunga) attesa che gli ormai leggendari cinesi di via Rosmini a Milano me lo sistemassero, un anno e mezzo fa avevo preso un HD2 con WinMobile 6.5, il modello di punta dell'azienda, che a differenza del Diamond montava un touchscreen capacitivo: in teoria, allora, l'unica vera risposta all'iPhone sul mercato.
La scelta di smartphone con WinMobile era dovuta semplicemente al fatto di avere un classico pc portatile con Windows e di usare Outlook per la gestione dell'agenda e della rubrica: dunque di poter continuare ad usare ActiveSync per la sincronizzazione pc-telefono.

Dell'HD2 sono stato davvero innamorato: risposta dell'interfaccia (quasi, credevo) a livello iOS di Apple, esperienza utente ottima sotto ogni punto di vista, connettività globale, display eccezionale, memoria espandibile, eccetera. Un vero e proprio mini personal computer. Finché ho usato il notebook Windows, anche la sincronizzazione non ha mai dato problemi: eccellente.
Poi sono migrato al MacBook e da lì sono iniziati i problemi, ché far dialogare Mac OS X con Windows Mobile ve lo lascio immaginare.

In realtà, confesso, sono stato a lungo uno degli irriducibili detrattori dell'iPhone, ritenendolo indietro di almeno un paio di generazioni rispetto alla concorrenza. Dello smartphone di Cupertino ho però sempre apprezzato la straordinaria fluidità dell'interfaccia, dovuta a uno schermo capacitivo la cui risoluzione grafica è sempre stata innegabilmente avanti anni luce, anche se leggo in giro che gli attuali schermi amoled di Samsung sono forse ancor più una meraviglia del display retina di Apple.
In ogni caso è un fatto che a partire dall'iPhone 3S il divario tecnologico fra Apple e la concorrenza sia andato via via riducendosi, perlomeno in termini di funzioni orientate alla produttività e all'impiego in ambito professionale, tant'è che oggi parecchi indici sembrano mostrare una decisa contrazione della quota di mercato tradizionalmente coperta da RIM, in parte proprio a favore di Apple.

Sta di fatto che, iCoso o non iCoso, me ne stavo bene ancorato al mio HTC, pur sacramentando quotidianamente per la difficoltà di farlo dialogare con il MacBook e consapevole che in un futuro prossimo, anche su questo fronte, mi sarei infine piegato alla Mela per ormai innegabili questioni di opportunità e omogeneità del mio substrato tecnologico.
Senonché proprio la sera di Capodanno, dopo qualche strano preavviso nei giorni precedenti, anche l'HD2 mi ha abbandonato di colpo, lasciandomi irrimediabilmente senza telefono. E, francamente, due KO in meno di tre anni, peraltro per la stessa ragione - touchscreen inerte - si meritano anche un bel vaffanculo.
Così ho abbattuto anche l'ultimo muro e da inizio 2012 il mio è un universo tecnologico interamente e definitivamente Apple: MacBook Pro, iPad 2 ed iPhone 4S, tutto annegato e sincronizzato via iCloud. Il paese dei balocchi.

E, come ebbi già modo di scrivere in occasione del passaggio da PC a Mac, prima, e dell'acquisto dell'iPad poi, già dopo qualche giorno di utilizzo dell'iPhone la domanda inevitabile che mi son trovato a farmi è stata: ma com'è che ho aspettato così tanto?

Sincronizzazione a parte di posta, agenda e rubrica, che a questo punto è diventata l'ultimo dei miei problemi - iCloud gestisce tutto in modo eccellente e in tempo reale - e che di fatto mi consente oggi di lavorare al 90% indifferentemente sul Mac, sull'iPad o sull'iPhone, e dando per scontata la fluidità dell'interfaccia sul retina display, quel che più mi ha colpito dell'iPhone è la foto/video camera. La qualità delle immagini e dei video è davvero impressionante, anche in condizioni estreme di luce e già senza bisogno di alcun fotoritocco in post produzione.
Il risultato è che ho abbandonato in via definitiva la mia piccola compattina Panasonic e da tre mesi tutte le immagini che ho pubblicato qua dentro arrivano dall'iPhone. Per non dire dei filmati in alta definizione che ho girato in montagna ai Tati, in movimento lungo le piste da sci, con tutte le difficoltà, vibrazioni e problemi di instabilità connessi: eccellenti, come se l'iPhone fosse dotato di uno stabilizzatore professionale d'immagine.

Dovessi proprio dire, i difetti storici dell'iPhone son comunque sempre gli stessi: la non espandibilità (i 64Gb interni sono tanti, ma tutto sommato non un'esagerazione, soprattutto in virtù proprio delle capacità di acquisizione immagini) e l'impossibilità di accedere direttamente a un eventuale cambio di batteria - ammesso che davvero sia così un limite.
È peraltro vero che io tutti questi problemi di autonomia della batteria, dei quali tanto avevo letto al tempo del lancio sul mercato del 4S, non li ho riscontrati, pur avendo sempre attive tutte le varie feature succhia-energia (WiFi, Bluetooth, localizzazione, eccetera). Sarà perché già con l'HTC ero abituato ad attaccarlo alla corrente ogni volta che potevo: l'HD2 dovevo caricarlo almeno due volte al giorno. L'iPhone, per contro, lo metto spesso in carica una sola volta alla sera.

Il maggior limite dell'architettura Apple, comunque, vista ora nel suo complesso (almeno per l'uso che ne faccio/farei io), sta tutto sommato proprio nelle dimensioni dello spazio a disposizione su iCloud.
Detto che i 5Gb gratuiti bastano di fatto solo per sincronizzare agenda, rubrica, preferiti e poche altre cose - e quelli ho, al momento - iCloud mette al massimo a disposizione 50Gb di spazio al non modico prezzo di 80€/anno, un taglio che secondo me ha un po' poco senso, costo a prescindere. Non vedo infatti particolarmente utile usare iCloud per fare i backup di iPhone e iPad, che posso tranquillamente continuare a gestirmi sul disco di rete di casa o su un qualunque disco esterno (senza contare peraltro che i 50Gb di iCloud, avendo un iPhone da 64Gb, potenzialmente non basterebbero comunque). Né quello spazio sarebbe sufficiente se volessi usarlo per condividere la mia libreria di musica (180Gb circa), o l'archivio immagini (100Gb almeno).
Il punto è che oggi gestiamo volumi dati notevoli, soprattutto in termini di contenuti multimediali: contenuti, però e guarda caso, che in gran parte sono generati proprio dalle nostre device mobili. E dunque, che senso ha proporre tagli massimi da 50Gb quando vendi device dotate di funzionalità di sincronizzazione reciproca, che potenzialmente vengono usate per generare contenuti multimediali di peso elevato e che hanno capacità superiori di storage interna?
Confesso che non mi è ben chiaro.
TAG: iPhone 4s, HTC, HD2, icloud
00.07 del 14 Aprile 2012 | Commenti (1) 
 
30 Alla fine avranno anche me
NOV Segnalazioni, Diario
Avevo letto qualcosa in proposito quando la rottura dello strafichissimo ed indistruttibile cristallo dell'iPhone 4 resiste-anche-ai-meteoriti iniziava ad essere un fenomeno piuttosto diffuso fra i "fortunati" possessori del costosissimo gioiello di punta di Cupertino. Si dice infatti in giro che la sostituzione dell'indistruttibile di cui sopra costi un occhio della testa e richieda pure un tempo non irrilevante.
A voler fare le cose con tutti i crismi e secondo i dettami della religione di appartenenza, perlomeno.

A Milano, all'incrocio fra via Paolo Sarpi e via Antonio Rosmini, nel cuore della Chinatown meneghina, si trovano in fila tre anonimi negozi cinesi di elettronica che quella sostituzione ve la fanno, sembra, non in un mese, non in una settimana e nemmeno in un giorno: impiegano un'ora e la pagate al massimo qualche decina di euro.
Ce ne sono altri di negozi analoghi sparsi in zona, volendo, ma quelli non puoi fare a meno di notarli, sono proprio lì in riga sullo stesso lato di via Rosmini.

Originale che? Seee, vabbè. E allora andate al centro assistenza ufficiale lì vicino, e auguri (ho letto che pare che siano addirittura i commessi del centro in questione a sussurrare ai clienti di rivolgersi ai cinesi, per dire).

Comunque. L'ultimo giorno della mia permanenza a Seoul il mio fedelissimo ed amatissimo Diamond 2 mi ha tradito. Touchscreen in coma profondo, nessuna risposta nemmeno al massaggio cardiaco d'emergenza (pugni e colpi di cacciavite contro lo schermo).
Quando il touchscreen di un Diamond 2 ti molla puoi pure suicidarti e non c'è nulla che tu possa chiedergli di fare, nemmeno spegnerlo (a meno, ovviamente, di togliere la batteria), perché l'interfaccia è esclusivamente, appunto, touch.
Nel senso: se premi il pulsante di spegnimento, lui, beffardo, ti chiede sei sicuro?, e lì ti fotte.

Ci ho provato, nelle settimane seguenti, a cercare un centro di assistenza HTC per capire cosa fare e conformarmi alle tavole della Legge, ma ho presto capito che avrei avuto più fortuna con il Sacro Graal.
Poi mi è venuto in mente quel che avevo letto dei cinesi e sono partito in missione per il misterioso incrocio Sarpi-Rosmini, dove, sappiatelo in partenza, l'unica chance di parcheggiare è smontare direttamente la macchina e vendere i pezzi separatamente ai grossisti gialli lì attorno.

Sono entrato nel primo dei tre famigerati negozi, circondato da un ben di dio di qualunque novità tecnologica la mia mente nerd potesse concepire - e da cinesi, naturalmente, tanti cinesi - ho detto ciao e ho mostrato il mio Diamond 2. Uno dei cinesi dietro il bancone lo ha guardato distrattamente per un picosecondo, ha detto bello, molto bello, ma non possiamo aggiustaLLo quello, mi spiace.
Sono entrato allora nel secondo negozio, ancor più grande e ripieno di meravigliosi gadget dieci punto zero da far quasi vacillare il mio animo geek, ho detto ciao, ho mostrato il mio Diamond 2 e il cinese dietro il bancone mi ha sorriso (!) e ha detto bello, molto bello, ma non possiamo aggiustaLLo quello, mi spiace.
Ero quasi sul punto di rinunciare e scaraventare il mio bello, molto bello, Diamond 2 nel tombino all'incrocio fra via Paolo Sarpi e via Antonio Rosmini, ma ho fatto un ultimo tentativo con il terzo negozio, il più sfigato all'apparenza, un buco con una sola vetrina, strapieno di cinesi ed alimentatori per cellulari appesi alle pareti tutti aggrovigliati fra loro, scatoloni abbandonati contro i muri colmi di banchi di memoria impolverati, cpu e schede madri, laptop, notebook, netbook, tablet, smartphone, palmari, palmipedi e sa dio che altro.

Mi son fatto largo fra i cinesi, che mi guardavano come quando Jack Burton/Kurt Russel incontra i Signori della morte in Grosso guaio a Chinatown. Parlavano fra loro sottovoce, tutto in cinese strettissimo, ed anche i fumetti sopra le loro teste erano in ideogrammi. Forte della mia proverbiale e lunga esperienza con i gialli, non mi sono fatto intimorire. Ne ho puntato uno dietro il bancone, che sembrava Bruce Lee e che mi fissava con lo sguardo kung-fu, gli ho detto ciao e gli ho mostrato il mio Diamond 2.
Bruce Lee ha solo alzato un po' il mento, senza una parola, come a dire "embè?". Gli ho sussurrato (per adeguarmi all'ambiente) il touchscreen non risponde più, kaput (ché secondo me i cinesi "kaput" lo capiscono) e gliel'ho timidamente avvicinato perché potesse osservarlo.
Lui non lo ha degnato di uno sguardo. Ha detto qualcosa in cinese ad un altro cinese. L'altro cinese, senza nemmeno guardarmi, mi ha detto possiamo faLLo, ma pel questo ci vogliono dieci giolni. Timidamente gli ho chiesto quanto e lui ha detto settantacinque. Gli ho detto va bene. Lui non ha aggiunto una parola, ha preso il telefonino, lo ha fatto sparire e mi ha dato *solo* questo.

HTC2

Sono uscito senza null'altro in mano, cercando perlomeno di fotografare con la memoria il luogo per ritrovarlo e pensando, fra me e me, tanto era perso comunque, nel caso.
Giusto per consolarmi e per convincermi che fosse stata una buona idea.

Dieci giorni dopo mi è arrivata sul cellulare una chiamata da un numero anonimo, il cui contenuto trascrivo tale e quale: "Sono il cinese, è plonto."
Vado, entro, dico ciao sono quello dell'HTC, nessuno dei due o trecento cinesi dentro il buco dice nulla, tranne Bruce Lee che dice ah, sì.
Tira fuori da uno scatolone sotto il bancone, pescandolo in mezzo ad altre decine di cellulari, il mio Diamond 2. Con lo schermo nuovo fiammante, addirittura protetto da una pellicola adesiva. Lo provo. E' ovviamente perfettamente funzionante.
Mi restituisce persino lo schermo danneggiato che ha sostituito. Se quello nuovo non sia un pezzo originale ma un tarocco made in China, be', è assolutamente impossibile capirlo.

Da oggi questo blog, dopo anni di dossieraggio accanito, cambia vergognosamente bandiera e diventa amico dei cinesi.

HTC1
TAG: htc, iphone
01.24 del 30 Novembre 2010 | Commenti (0) 
 


orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto
Copyright 2003-2018 Orizzontintorno   |   P. IVA 09609460960   |   Informazioni   |   info [at] orizzontintorno.com

Tutti i diritti riservati. I contenuti di questo sito sono licenziati Creative Commons Copyright. Orizzontintorno è un sito web di proprietà di Carlo Paschetto e non è da considerarsi in alcun modo una testata giornalistica in quanto non prevede periodicità nell'aggiornamento. Il titolare non si assume alcuna responsabilità per quanto pubblicato all'interno dei commenti del blog.

logo