Orizzontintorno Carlo Paschetto
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05 Lumia 925 vs. iPhone 4S (e il Lario nel mezzo)
MAG Web e tecnologia, Fotoblog
Da qualche giorno sto usando un Nokia Lumia 925 in affiancamento all'iPhone 4S che mi accompagna da più di due anni e che è diventato il mio compagno inseparabile e insostituibile di lavoro e di viaggio.
Di quanto ormai l'iPhone (e l'iPad) abbiano cambiato il mio modo di viaggiare ho detto altre volte, soprattutto per quanto riguarda la fotografia: ne scrivevo qui dentro proprio un mese fa, al rientro dal viaggio a Boston e alle Bermuda. Tralasciando dunque il mero confronto tecnico fra le caratteristiche, i pro e i limiti dei due smartphone, sul quale mi sono soffermato altrove perlopiù per ragioni professionali, ho approfittato di una gita sul lago di Como la scorsa settimana per fare qualche test con la macchina fotografica del Lumia e avere così un raffronto diretto con l'iPhone 4S.

Detto che stiamo paragonando un telefono attuale ad uno di tre anni fa, e che dunque il giusto confronto sarebbe dovuto avvenire fra il 925 e il 5S, l'impressione a caldo è che la qualità delle foto del Lumia sia decisamente migliore rispetto a quella dell'iPhone, soprattutto in termini di fedeltà dei colori (le foto del 4S tendono a virare al blu, sempre).
La risoluzione dei due sensori è praticamente la medesima, anche se il Lumia offre qualche decimo di megapixel in più, ma è una differenza irrilevante. Le foto del Lumia appaiono però più "lucide" e definite. Inoltre, la maggior dimensione dello schermo del Lumia facilita parecchio l'inquadratura rispetto all'iPhone, anche se di per sé il telefono della Nokia è decisamente meno maneggevole (la pessima ergonomia della forma del Lumia è uno dei suoi difetti maggiori).
Il software del 925 (in questo caso, Windows Phone versione Black) batte poi alla grande iOS 7.1, consentendo di controllare tutti i parametri di apertura, velocità dell'otturatore e ISO come in una classica macchina fotografica compatta. Per contro, sull'iPhone è possibile solo lo scatto in automatico e iOS non lascia quasi alcun controllo manuale, tranne la selezione del punto di esposizione, cosa peraltro possibile anche sul Lumia in modo analogo.

L'iPhone offre però un paio di funzionalità che il Lumia non ha e che personalmente uso tantissimo: lo scatto panoramico in ripresa continua e il formato quadrato, oltre al nativo 4:3. Qualcuno mi faceva notare che in fondo per avere una foto quadrata basta tagliarla in post produzione, ma in realtà non è affatto la stessa cosa: un conto è inquadrare il soggetto con un campo visivo quadrato, caratteristico ad esempio del vecchio medio formato 6x6 che amavo moltissimo, un conto è scattare una foto rettangolare cercando di immaginare il perimetro di cropping.
Il Lumia scatta in formato 16:9, un rapporto ottimo per fotografare panorami, ma un po' limitante in altri contesti. Rende bene sul lago, insomma, ma credo farei fatica a utilizzarlo in situazioni ordinarie di viaggio, perlomeno in relazione al mio modo di fotografare.

Insomma: non so. Le foto del Lumia mi piacciono parecchio, ma temo che come macchina fotografica accessoria da viaggio possa essere meno versatile dell'iPhone.
Una discriminante importante, alla fine, potrebbe essere l'autonomia della batteria: l'iPhone non è certo un campione, ma il Lumia è davvero un disastro. Con la custodia-batteria della Mophie che uso regolarmente da due anni, il 4S tira in fondo alla giornata senza problemi. Se mi metto a fotografare a raffica con il 925 non tiro due ore, per dire.
Di più, il Lumia ha solo 16Gb di spazio contro i 64Gb del mio iPhone e come quest'ultimo non può montare micro SD a supporto per estenderne la capacità, che è poi una delle critiche maggiori rivolte da sempre all'iPhone.

Una preziosa funzionalità di Windows Phone, invece, è il backup automatico e nativo delle foto su OneDrive di Microsoft, sebbene le immagini trasferite sulla nuvola siano a risoluzione inferiore rispetto agli originali memorizzati sul telefono. È comunque un sistema più semplice e intuitivo del photostream di Apple, che invece di utilizzare iCloud in modo analogo permette di trasferire le foto sul Mac solo via iPhoto o Aperture: un passaggio inutile e frustrante per chi non utilizza regolarmente almeno uno dei due software. In più, funziona appunto solo per chi possiede un computer della Apple, mentre OneDrive è disponibile per qualunque sistema e accessibile ovunque via internet. Per ottenere una funzionalità simile sull'iPhone è necessario trasferire le foto via Dropbox o alternative del genere.

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Panoramica del lago di Como da Varenna, ripresa con l'iPhone 4S
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Il lago di Como e Varenna fotografati con il Nokia Lumia 925

A margine, alcune note tecniche su Lumia 925 e Windows Phone Black, visto che ci sono:

- Il Wifi non aggancia reti che necessitano dell'assegnazione di un IP statico: per quanto in teoria sia possibile assegnare un IP al telefono, pare sia un bug per il momento senza soluzione. Risultato, non posso agganciare il Lumia alla mia rete di casa...
[Continua a leggere]

TAG: nokia, lumia, iphone, varenna, lago di como
00.03 del 05 Maggio 2014 | Commenti (0) 
 
14 Secondo di due: iPhone 4S
APR Web e tecnologia
[Ho in canna questo post più o meno da quando ho scritto quello sull'iPad, ma poi, al solito, ero rimasto senza benzina, avevo una gomma a terra, non avevo i soldi per prendere il taxi, la tintoria non mi aveva portato il tight, c'era il funerale di mia madre, era crollata la casa, c'è stato un terremoto, una tremenda inondazione, le cavallette, eccetera.]

Ho amato molto gli HTC e fino a poco tempo fa li ho ritenuti i migliori smartphone in circolazione, nonostante il mio primo, un Diamond2 con a bordo Windows Mobile 6, mi avesse abbandonato di punto in bianco a un solo anno dall'acquisto, piantandomi in asso nel bel mezzo della Corea con il touchscreen completamente inerte. Nella (lunga) attesa che gli ormai leggendari cinesi di via Rosmini a Milano me lo sistemassero, un anno e mezzo fa avevo preso un HD2 con WinMobile 6.5, il modello di punta dell'azienda, che a differenza del Diamond montava un touchscreen capacitivo: in teoria, allora, l'unica vera risposta all'iPhone sul mercato.
La scelta di smartphone con WinMobile era dovuta semplicemente al fatto di avere un classico pc portatile con Windows e di usare Outlook per la gestione dell'agenda e della rubrica: dunque di poter continuare ad usare ActiveSync per la sincronizzazione pc-telefono.

Dell'HD2 sono stato davvero innamorato: risposta dell'interfaccia (quasi, credevo) a livello iOS di Apple, esperienza utente ottima sotto ogni punto di vista, connettività globale, display eccezionale, memoria espandibile, eccetera. Un vero e proprio mini personal computer. Finché ho usato il notebook Windows, anche la sincronizzazione non ha mai dato problemi: eccellente.
Poi sono migrato al MacBook e da lì sono iniziati i problemi, ché far dialogare Mac OS X con Windows Mobile ve lo lascio immaginare.

In realtà, confesso, sono stato a lungo uno degli irriducibili detrattori dell'iPhone, ritenendolo indietro di almeno un paio di generazioni rispetto alla concorrenza. Dello smartphone di Cupertino ho però sempre apprezzato la straordinaria fluidità dell'interfaccia, dovuta a uno schermo capacitivo la cui risoluzione grafica è sempre stata innegabilmente avanti anni luce, anche se leggo in giro che gli attuali schermi amoled di Samsung sono forse ancor più una meraviglia del display retina di Apple.
In ogni caso è un fatto che a partire dall'iPhone 3S il divario tecnologico fra Apple e la concorrenza sia andato via via riducendosi, perlomeno in termini di funzioni orientate alla produttività e all'impiego in ambito professionale, tant'è che oggi parecchi indici sembrano mostrare una decisa contrazione della quota di mercato tradizionalmente coperta da RIM, in parte proprio a favore di Apple.

Sta di fatto che, iCoso o non iCoso, me ne stavo bene ancorato al mio HTC, pur sacramentando quotidianamente per la difficoltà di farlo dialogare con il MacBook e consapevole che in un futuro prossimo, anche su questo fronte, mi sarei infine piegato alla Mela per ormai innegabili questioni di opportunità e omogeneità del mio substrato tecnologico.
Senonché proprio la sera di Capodanno, dopo qualche strano preavviso nei giorni precedenti, anche l'HD2 mi ha abbandonato di colpo, lasciandomi irrimediabilmente senza telefono. E, francamente, due KO in meno di tre anni, peraltro per la stessa ragione - touchscreen inerte - si meritano anche un bel vaffanculo.
Così ho abbattuto anche l'ultimo muro e da inizio 2012 il mio è un universo tecnologico interamente e definitivamente Apple: MacBook Pro, iPad 2 ed iPhone 4S, tutto annegato e sincronizzato via iCloud. Il paese dei balocchi.

E, come ebbi già modo di scrivere in occasione del passaggio da PC a Mac, prima, e dell'acquisto dell'iPad poi, già dopo qualche giorno di utilizzo dell'iPhone la domanda inevitabile che mi son trovato a farmi è stata: ma com'è che ho aspettato così tanto?

Sincronizzazione a parte di posta, agenda e rubrica, che a questo punto è diventata l'ultimo dei miei problemi - iCloud gestisce tutto in modo eccellente e in tempo reale - e che di fatto mi consente oggi di lavorare al 90% indifferentemente sul Mac, sull'iPad o sull'iPhone, e dando per scontata la fluidità dell'interfaccia sul retina display, quel che più mi ha colpito dell'iPhone è la foto/video camera. La qualità delle immagini e dei video è davvero impressionante, anche in condizioni estreme di luce e già senza bisogno di alcun fotoritocco in post produzione.
Il risultato è che ho abbandonato in via definitiva la mia piccola compattina Panasonic e da tre mesi tutte le immagini che ho pubblicato qua dentro arrivano dall'iPhone. Per non dire dei filmati in alta definizione che ho girato in montagna ai Tati, in movimento lungo le piste da sci, con tutte le difficoltà, vibrazioni e problemi di instabilità connessi: eccellenti, come se l'iPhone fosse dotato di uno stabilizzatore professionale d'immagine.

Dovessi proprio dire, i difetti storici dell'iPhone son comunque sempre gli stessi: la non espandibilità (i 64Gb interni sono tanti, ma tutto sommato non un'esagerazione, soprattutto in virtù proprio delle capacità di acquisizione immagini) e l'impossibilità di accedere direttamente a un eventuale cambio di batteria - ammesso che davvero sia così un limite.
È peraltro vero che io tutti questi problemi di autonomia della batteria, dei quali tanto avevo letto al tempo del lancio sul mercato del 4S, non li ho riscontrati, pur avendo sempre attive tutte le varie feature succhia-energia (WiFi, Bluetooth, localizzazione, eccetera). Sarà perché già con l'HTC ero abituato ad attaccarlo alla corrente ogni volta che potevo: l'HD2 dovevo caricarlo almeno due volte al giorno. L'iPhone, per contro, lo metto spesso in carica una sola volta alla sera.

Il maggior limite dell'architettura Apple, comunque, vista ora nel suo complesso (almeno per l'uso che ne faccio/farei io), sta tutto sommato proprio nelle dimensioni dello spazio a disposizione su iCloud.
Detto che i 5Gb gratuiti bastano di fatto solo per sincronizzare agenda, rubrica, preferiti e poche altre cose - e quelli ho, al momento - iCloud mette al massimo a disposizione 50Gb di spazio al non modico prezzo di 80€/anno, un taglio che secondo me ha un po' poco senso, costo a prescindere. Non vedo infatti particolarmente utile usare iCloud per fare i backup di iPhone e iPad, che posso tranquillamente continuare a gestirmi sul disco di rete di casa o su un qualunque disco esterno (senza contare peraltro che i 50Gb di iCloud, avendo un iPhone da 64Gb, potenzialmente non basterebbero comunque). Né quello spazio sarebbe sufficiente se volessi usarlo per condividere la mia libreria di musica (180Gb circa), o l'archivio immagini (100Gb almeno).
Il punto è che oggi gestiamo volumi dati notevoli, soprattutto in termini di contenuti multimediali: contenuti, però e guarda caso, che in gran parte sono generati proprio dalle nostre device mobili. E dunque, che senso ha proporre tagli massimi da 50Gb quando vendi device dotate di funzionalità di sincronizzazione reciproca, che potenzialmente vengono usate per generare contenuti multimediali di peso elevato e che hanno capacità superiori di storage interna?
Confesso che non mi è ben chiaro.
TAG: iPhone 4s, HTC, HD2, icloud
00.07 del 14 Aprile 2012 | Commenti (1) 
 
30 Alla fine avranno anche me
NOV Segnalazioni, Diario
Avevo letto qualcosa in proposito quando la rottura dello strafichissimo ed indistruttibile cristallo dell'iPhone 4 resiste-anche-ai-meteoriti iniziava ad essere un fenomeno piuttosto diffuso fra i "fortunati" possessori del costosissimo gioiello di punta di Cupertino. Si dice infatti in giro che la sostituzione dell'indistruttibile di cui sopra costi un occhio della testa e richieda pure un tempo non irrilevante.
A voler fare le cose con tutti i crismi e secondo i dettami della religione di appartenenza, perlomeno.

A Milano, all'incrocio fra via Paolo Sarpi e via Antonio Rosmini, nel cuore della Chinatown meneghina, si trovano in fila tre anonimi negozi cinesi di elettronica che quella sostituzione ve la fanno, sembra, non in un mese, non in una settimana e nemmeno in un giorno: impiegano un'ora e la pagate al massimo qualche decina di euro.
Ce ne sono altri di negozi analoghi sparsi in zona, volendo, ma quelli non puoi fare a meno di notarli, sono proprio lì in riga sullo stesso lato di via Rosmini.

Originale che? Seee, vabbè. E allora andate al centro assistenza ufficiale lì vicino, e auguri (ho letto che pare che siano addirittura i commessi del centro in questione a sussurrare ai clienti di rivolgersi ai cinesi, per dire).

Comunque. L'ultimo giorno della mia permanenza a Seoul il mio fedelissimo ed amatissimo Diamond 2 mi ha tradito. Touchscreen in coma profondo, nessuna risposta nemmeno al massaggio cardiaco d'emergenza (pugni e colpi di cacciavite contro lo schermo).
Quando il touchscreen di un Diamond 2 ti molla puoi pure suicidarti e non c'è nulla che tu possa chiedergli di fare, nemmeno spegnerlo (a meno, ovviamente, di togliere la batteria), perché l'interfaccia è esclusivamente, appunto, touch.
Nel senso: se premi il pulsante di spegnimento, lui, beffardo, ti chiede sei sicuro?, e lì ti fotte.

Ci ho provato, nelle settimane seguenti, a cercare un centro di assistenza HTC per capire cosa fare e conformarmi alle tavole della Legge, ma ho presto capito che avrei avuto più fortuna con il Sacro Graal.
Poi mi è venuto in mente quel che avevo letto dei cinesi e sono partito in missione per il misterioso incrocio Sarpi-Rosmini, dove, sappiatelo in partenza, l'unica chance di parcheggiare è smontare direttamente la macchina e vendere i pezzi separatamente ai grossisti gialli lì attorno.

Sono entrato nel primo dei tre famigerati negozi, circondato da un ben di dio di qualunque novità tecnologica la mia mente nerd potesse concepire - e da cinesi, naturalmente, tanti cinesi - ho detto ciao e ho mostrato il mio Diamond 2. Uno dei cinesi dietro il bancone lo ha guardato distrattamente per un picosecondo, ha detto bello, molto bello, ma non possiamo aggiustaLLo quello, mi spiace.
Sono entrato allora nel secondo negozio, ancor più grande e ripieno di meravigliosi gadget dieci punto zero da far quasi vacillare il mio animo geek, ho detto ciao, ho mostrato il mio Diamond 2 e il cinese dietro il bancone mi ha sorriso (!) e ha detto bello, molto bello, ma non possiamo aggiustaLLo quello, mi spiace.
Ero quasi sul punto di rinunciare e scaraventare il mio bello, molto bello, Diamond 2 nel tombino all'incrocio fra via Paolo Sarpi e via Antonio Rosmini, ma ho fatto un ultimo tentativo con il terzo negozio, il più sfigato all'apparenza, un buco con una sola vetrina, strapieno di cinesi ed alimentatori per cellulari appesi alle pareti tutti aggrovigliati fra loro, scatoloni abbandonati contro i muri colmi di banchi di memoria impolverati, cpu e schede madri, laptop, notebook, netbook, tablet, smartphone, palmari, palmipedi e sa dio che altro.

Mi son fatto largo fra i cinesi, che mi guardavano come quando Jack Burton/Kurt Russel incontra i Signori della morte in Grosso guaio a Chinatown. Parlavano fra loro sottovoce, tutto in cinese strettissimo, ed anche i fumetti sopra le loro teste erano in ideogrammi. Forte della mia proverbiale e lunga esperienza con i gialli, non mi sono fatto intimorire. Ne ho puntato uno dietro il bancone, che sembrava Bruce Lee e che mi fissava con lo sguardo kung-fu, gli ho detto ciao e gli ho mostrato il mio Diamond 2.
Bruce Lee ha solo alzato un po' il mento, senza una parola, come a dire "embè?". Gli ho sussurrato (per adeguarmi all'ambiente) il touchscreen non risponde più, kaput (ché secondo me i cinesi "kaput" lo capiscono) e gliel'ho timidamente avvicinato perché potesse osservarlo.
Lui non lo ha degnato di uno sguardo. Ha detto qualcosa in cinese ad un altro cinese. L'altro cinese, senza nemmeno guardarmi, mi ha detto possiamo faLLo, ma pel questo ci vogliono dieci giolni. Timidamente gli ho chiesto quanto e lui ha detto settantacinque. Gli ho detto va bene. Lui non ha aggiunto una parola, ha preso il telefonino, lo ha fatto sparire e mi ha dato *solo* questo.

HTC2

Sono uscito senza null'altro in mano, cercando perlomeno di fotografare con la memoria il luogo per ritrovarlo e pensando, fra me e me, tanto era perso comunque, nel caso.
Giusto per consolarmi e per convincermi che fosse stata una buona idea.

Dieci giorni dopo mi è arrivata sul cellulare una chiamata da un numero anonimo, il cui contenuto trascrivo tale e quale: "Sono il cinese, è plonto."
Vado, entro, dico ciao sono quello dell'HTC, nessuno dei due o trecento cinesi dentro il buco dice nulla, tranne Bruce Lee che dice ah, sì.
Tira fuori da uno scatolone sotto il bancone, pescandolo in mezzo ad altre decine di cellulari, il mio Diamond 2. Con lo schermo nuovo fiammante, addirittura protetto da una pellicola adesiva. Lo provo. E' ovviamente perfettamente funzionante.
Mi restituisce persino lo schermo danneggiato che ha sostituito. Se quello nuovo non sia un pezzo originale ma un tarocco made in China, be', è assolutamente impossibile capirlo.

Da oggi questo blog, dopo anni di dossieraggio accanito, cambia vergognosamente bandiera e diventa amico dei cinesi.

HTC1
TAG: htc, iphone
01.24 del 30 Novembre 2010 | Commenti (0) 
 


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