Orizzontintorno Carlo Paschetto
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22 Nagorno-Karabakh: where exactly am I?
AGO Travel Log: Caucasus
Poi, dopo ore di steppa vuota e piccoli villaggi dimenticati all'orizzonte, a un tratto finisce l'Armenia. C' un monumento grigio a piramide e un orizzonte infinito di vallate e colline gialle, altipiani inclinati ed erba secca che brucia. Quasi nessuno, nemmeno pi i TIR iraniani, solo qualche vecchia Lada e alcuni van sporadici.
Ti guardi attorno e pensi emb?
Emb, dice Albert, di qua Armenia, di l Karabakh. Che poi loro chiamano Artsakh. Intendo, "loro" quelli che in Karabakh ci vivono, i pochi rimasti (sopravvissuti?). Nagorno, per i russi.

Ho dovuto chiedere un visto speciale per andare oltre il monumento a piramide. Me lo ha rilasciato la rappresentanza consolare del Nagorno-Karabakh a Yerevan, costato una trentina di cosi armeni.

Il punto che il Nagorno-Karabakh non esiste, almeno come nazione indipendente. O, per meglio dire, non lo riconosce nessuno al mondo. Di fatto una porzione di territorio dell'Azerbaijan, sotto il controllo armeno da una ventina d'anni, il risultato di una lunga guerra fra i due Paesi e una dichiarazione di indipendenza che ha creato una situazione di stallo totale nella regione.
In mezzo, pulizia etnica da entrambe le parti, migliaia di morti e profughi, citt rase al suolo, campi minati e storie che non sono molto lontane da quelle delle analoghe vicende nei Balcani. Con la differenza, sostanziale, che tutto sommato del Nagorno-Karabakh non frega un tubo a nessuno. Non sufficientemente strategico, non ci sono petrolio e risorse chiave, non c' un accidente di nulla, a parte montagne e steppa. Fatevi un giro su Wikipedia, nel caso.
In realt, sia in Azerbaijan che in Armenia sono diverse le enclavi/exclavi dei due Stati che si sovrappongono fra loro, disegnando una mappa geopolitica completamente assurda. Sulla strada che da Yerevan porta a Stepanakert, capitale del Karabakh, ho ad esempio attraversato anche il territorio di Karki/Tigranashen, un'altra exclave azera in territorio armeno.

Comunque, per entrare in Nagorno-Karabakh, la frontiera c', eccome. E ci si entra solo dall'Armenia, badando bene di tenersi sufficientemente lontani dalla linea di cessate il fuoco con l'Azerbaijan e di fare attenzione a dove si mettono i piedi al di fuori delle strade battute. Va da s che con un visto del Nagorno sul passaporto potete dimenticarvi di entrare, poi, in Azerbaijan per qualunque altra via. Nel caso, dovr rifarmi un passaporto nuovo.

Stepanakert una citt inesistente e surreale. Per associazione mi vengono in mente Moynaq ed il Mare d'Aral, o Dashoguz in Turkmenistan. All'inizio degli anni '90 era stata rasa al suolo da una pioggia di missili. Adesso la stanno ricostruendo qua e l grazie al contributo degli armeni residenti all'estero, soprattutto negli Stati Uniti.
Fra le prime cose che hanno terminato, il palazzo del Presidente e l'unico hotel decente del Paese, che un tutt'uno con l'Assemblea Nazionale. Forse per risparmiare.
E lo stadio, naturalmente.

Alexander un ex-ufficiale dell'esercito di liberazione del Nagorno. Mi aggancia appena metto il naso fuori dall'hotel e non mi molla pi. Solite cose sull'Italia, su Berlusconi e il bunga-bunga, su Celentano, Milan, Inter, Monica Bellucci. Mi snocciola tutte le formazioni della serie A a memoria, poi mi racconta della guerra. Ha s e no qualche anno pi di me. O forse anche no. Il cimitero di Stepanakert pieno di lapidi di gente della mia et ed anche molto pi giovani. Combattenti (ritratti con i Kalashnikov al collo), uomini, donne, ragazzi. Bambini.
Alexander mi racconta che ha un amico che vive in America che lo esorta sempre a lasciare il Karabakh e a raggiungerlo, ma lui gli risponde che deve rimanere, che deve combattere per il suo Paese, che non se ne va.
Dice che adesso sta andando a trovare un suo amico che ha perso una gamba in guerra.
Alla fine mi chiede qualche spicciolo: dice che stato al bancomat e mi indica la banca centrale, distrutta e in ricostruzione. Dice che lui a posto, ma che il bancomat non funziona, balance zero. Gli rispondo che sono uscito dall'hotel senza portafoglio e che mi dispiace. Ma l'hotel a due passi e lui insiste, dice che pu aspettare, che posso fare un salto a prendere qualcosa, che gli basta un euro per il suo amico. Mi irrigidisco e invento a braccio, dico che in camera c' mia moglie che non sta bene e che non voglio svegliarla. Allora lui mi d una pacca sulla spalla e risponde che capisce, che non c' problema, che siamo amici lo stesso e che se ho bisogno di qualcosa a Stepanakert lui pu aiutarmi per qualsiasi necessit, perch lui un ex-ufficiale. Mi saluta come fossi suo fratello e si allontana.
Rimango di nuovo solo, in centro a Stepanakert. Ho addosso circa mille euro, al collo una macchina fotografica che ne vale almeno il doppio e in tasca uno smartphone che combatte con gli alieni (ma che in Karabakh, ovviamente, inservibile).
Sta scendendo la sera su Stepanakert e tutto un po' surreale.
Corro dietro ad Alexander e gli dico che per caso, frugandomi in tasca, mi sono reso conto che mi erano rimasti degli spiccioli. E gli offro una birra.
Poi mi chiedo che cazzo ci faccio a Stepanakert.

Gandzasar un monastero a una trentina di chilometri da Stepanakert, quasi nascosto fra i boschi e le vallate del Vank. Ovviamente non c' un'anima attorno. C' un atmosfera di strana pace e serenit del tutto fuori luogo, a pensarci. Non vola una mosca, silenzio perfetto fra le montagne del Karabakh.
Il cimitero di Gandzasar racconta le stesse identiche storie di quello di Stepanakert. In paese alcuni muri sono stati interamente rivestiti con le vecchie targhe azere delle automobili, sostituite con quelle armene dopo la vittoria nella guerra e la dichiarazione di indipendenza.
Di Shushi invece, la seconda citt del Karabakh, non c' rimasto quasi un tubo. Piallata. Anche qui stanno ricostruendo: han fatto un assurdo hotel nuovo di zecca, non si capisce bene per chi. Una cattedrale esagerata, in rapporto alla desolazione circostante, ma tutto sommato comprensibile. L'antica moschea iraniana, invece, rimane distrutta e preda della vegetazione che la sta divorando. All'interno c' un passeggino divelto ed arrugginito.
Chiedo ad Albert, con qualche titubanza, se per caso i cimiteri sono misti e/o se c' rimasto in giro qualche azero. Mi risponde seccamente: no. Nessun azero. E nei cimiteri solo cristiani, nessun mussulmano. "Pulizia" totale.

Uscendo, in frontiera mi ritirano semplicemente il documento di accredito del consolato senza nemmeno farmi scendere dall'auto. Per il segnale del cellulare devo aspettare qualche chilometro, il tempo di uscire dal fondo del canyon dove hanno tracciato il confine, e risalire verso le steppe infinite, bruciate e vuote del Vayots Dzor.
Rotta verso nord.

(Il titolo una citazione del capitolo della Lonely Planet sul Karabakh).

Nagorno 01
Qui finisce l'Armenia e inizia il Nagorno-Karabakh (o l'Azerbaijan...)
Nagorno 16
Nei pressi della frontiera fra Armenia e Nagorno-Karabakh
Nagorno 02
Albert fa il pieno di gas alla Volga
Nagorno 03
Nagorno 04
Nagorno-Karabakh on the road
Nagorno 05
Stepanakert, capitale del Nagorno-Karabakh
Nagorno 06
Il simbolo del Nagorno-Karabakh
Nagorno 07
Stepanakert
Nagorno 08
Anche a Stepanakert le tradizionali case di grandi mattoni rossi
Nagorno 09
Monastero di Gandzasar, Nagorno-Karabakh settentrionale
Nagorno 10
Nel cimitero di Gandzasar i segni della guerra d'indipendenza
Nagorno 11
I muri di Gandzasar rivestiti con le vecchie targhe azere
Nagorno 12
Nagorno 13
Nagorno 14
Nagorno-Karabakh: Shushi, rasa al suolo dai bombardamenti
Nagorno 15
L'interno della moschea di Shushi, completamente distrutto
TAG: stepanakert, nagorno, karabakh, gandzasar, artsakh, vank, shushi
09.32 del 22 Agosto 2011 | Commenti (0) 
 
12 Appiccicato
AGO Travel Log: Caucasus
Fra il farlo mettere direttamente sulla pagina, o su un documento separato, nessun dubbio: prima soluzione, anche se per entrare in Azerbaijan attraverso una frontiera normale dovr a questo punto rifarmi un (ennesimo) nuovo passaporto.

Visto Karabakh
TAG: nagorno, karabakh, visa, armenia, caucaso
17.25 del 12 Agosto 2011 | Commenti (0) 
 


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