Orizzontintorno Carlo Paschetto
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06 Di cosa stiamo parlando (almeno per milanesi e dintorni)
FEB Prima pagina
Di Alemanno, che prima allerta i romani a rimanere chiusi in casa e poi si incazza sostenendo di non essere stato avvertito che avrebbe nevicato, non voglio nemmeno parlare. Del resto parlar di neve a Roma è una barzelletta già di per sé.
Come giustamente ha scritto Gianandrea su FriendFeed: "Stoccolma: -10° e neve, tutto regolare. Oslo: -16°, tutto regolare. Helsinki: -13° e neve, tutto regolare. Roma: 5° e pioggia debole, scuole chiuse e sindaco barricato da qualche parte a pianificare emergenze meteo."

Il punto è che, a quanto pare, la neve è diventata un problema per il Paese intero. Un Paese, peraltro, che per il momento non fa ancora parte della fascia sub sahariana e che in teoria ha viceversa una lunga tradizione alpina, probabilmente più di quanto l'abbia marinara, con buona pace dei proverbi.
Metaforicamente parlando, val la pena ricordarlo: la Coppa America non l'abbiamo mai vinta, ma la Coppa del Mondo di sci parecchie volte e sul K2 (e non solo) ci siamo andati per primi.

In questo Paese, travolto da millemila problemi di una certa serietà, il cui territorio è montuoso per più del settanta per cento, una buona metà del quale è caratterizzato da un clima piuttosto continentale anzichenò, e che è pure contitolare della cima del Monte Bianco, il principale quotidiano nazionale è capace di tirar fuori un titolo così e di metterlo pure come seconda notizia più importante della giornata nel proprio sito web:

Neve1
Corriere.it del 5 febbraio 2012

Comunque lascerei Alemanno, i romani, il Paese tutto e i suoi Media alle proprie allucinazioni. Sorvolo e vado oltre. È su Milano che vorrei invece soffermarmi. O meglio, su certi milanesi, perlomeno.

Ero a Riva del Garda mercoledì sera e, a leggere i social network e i giornali, sembrava che nel capoluogo lombardo la protezione civile e il soccorso alpino dovessero accorrere con gli elicotteri e i cani da slitta per mettere in salvo la popolazione. In effetti, quando ero partito martedì sera dopo cena, nevicava abbastanza intensamente, ma era comunque neve sottile che un po' attaccava e un po' no. Nulla che non sia comune - ripeto: assolutamente comune - vedere a Milano d'inverno.
Per non parlare della temperatura: alle nove di sera, un grado sopra zero.
Sono rientrato giovedì in serata e tanto era il terrorismo meteo dilagante che mi aspettavo il finimondo: quel che ho trovato erano due gradi di temperatura, strade perfettamente pulite, traffico regolare e un po' di neve sui marciapiedi e nei prati. Nei campi attorno a casa mia, a quindici chilometri da Milano, non c'erano più di tre-quattro centimetri di neve, a voler essere generosi.

Non so: a me pare delirio collettivo. E per una volta non è solo una questione dei Media: per tutta la settimana su FriendFeed, per citarne uno, non si è parlato d'altro e non si son viste che foto di neve. Gente angosciata perché il termometro ha segnato meno cinque. Scuole chiuse, qui, in provincia di Milano, perché sono caduti cinque centimetri scarsi di neve. La follia al potere.

Tutti a tirare in ballo la nevicata dell'85. Io la ricordo bene, avevo vent'anni: ne venne giù a sufficienza da buttar giù il tetto del Palasport di Milano. Abbastanza eccezionale, sì, ché mica siamo in Svezia, anche se il crollo del Palasport non fu indice della quantità di neve caduta, ma dei criteri di costruzione tipici di molte infrastrutture del Belpaese, diciamolo.
Quei giorni giravo regolarmente in auto e nemmeno avevo le gomme termiche come oggi, ma normalissime catene, tenute forse un paio di giorni per precauzione. Oggi abbiamo (o dovremmo avere) quasi tutti le gomme invernali, con cui si gira senza alcun problema: io le uso da anni e ci ho fatto migliaia di chilometri guidando tranquillamente anche su strade, nel nord Europa, che sembravano piste da sci.
Eppure ormai bastano pochi centimetri di neve e la gente sembra precipitare nel panico. Appena la temperatura scende sotto lo zero - a gennaio, pieno inverno al 45° parallelo in Europa - i giornali pubblicano i bollettini dei pronto soccorsi e "delle vittime". Le vittime!
Parliamo, per capirci, di temperature che in questa stagione è normalmente possibile sperimentare in qualunque località di villeggiatura montana. Sciare a meno dieci e a temperature ancor più basse non è così raro sulle Alpi: lo scorso anno in Valdidentro, a gennaio, si sciava a -18°. Quest'anno, fra Capodanno e l'Epifania, a Madesimo si era scesi a -12° ventosi, ma la gente era normalmente in pista.
Di che stiamo parlando, dunque? Perché, per quel che ne so, a Milano ci si può coprire come a Courmayeur, a voler ben vedere. Non è nemmeno così distante, Milano da Courmayeur, intendo

Pare poi, soprattutto, che sia necessario rinfrescare la memoria. Perché io, almeno dal 2004 ad oggi, da quando cioè mi son trasferito appena fuori Milano, ricordo almeno tre o quattro nevicate che hanno seppellito completamente le auto: condizioni ben lontane dalle attuali, per intenderci.
Eccovi una bella carrellata degli ultimi inverni qua attorno, con un occhio particolare a quello del gennaio 2006.
Vedete un po' voi.

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17 dicembre 2010
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21 dicembre 2009
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2 febbraio 2009
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7 gennaio 2009
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28 novembre 2008 - dicasi "novembre"...
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27 gennaio 2006
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26 dicembre 2005
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3 marzo 2005
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18 gennaio 2005

TAG: nevicata, neve, milano
00.45 del 06 Febbraio 2012 | Commenti (3) 
 


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