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Da Font de Sa Cala a Palma de Mallorca son circa un'ottantina di chilometri, praticamente l'isola quasi da parte a parte, ché sul lato lungo Mallorca ne fa ad occhio un centinaio al massimo. Comunque, piccola non è.
Di buono c'è che sulla mediana esatta è attraversata quasi per intero da una specie di autostrada, per cui alla fin fine per andare a Palma dal nostro campo base per la via più breve, volendo, basta un'oretta.
Da quel che capisco della carta, bordeggiarla per la costa non è invece così scontato, ché o non ci son strade, o son di categoria talmente infima da non essere nemmeno mappate sulla 1:75.000. Da domani (ieri, o l'altroieri, o chissà quando per chi leggerà 'sta roba) ci proviamo per un pezzo almeno e puntiamo alla costa settentrionale.
A Palma, dunque, il giro d'ordinanza per l'onor di bandierina lo abbiam messo a segno quasi subito, dopo due o tre giorni di mare sindacale e giochi bimbi. Ci siam presi una Skoda, che a me fa sempre venire in mente Croda e così l'ho insegnata ai Tati, e abbiam puntato la capitale con programma di minima la cattedrale di Gaudì (io), le navi grandi grandi nel porto (loro due) e il forte dei pirati (tutti e tre). Bonus: pranzo nella movida palmiota o palmense che si dir si voglia, cena in villaggio medievale nell'entroterra maiorchino, gelati q.b. e comunque secondo necessità. Giornata piena, insomma.
Riassunto: mica male, Palma. Bella deviazione Valldemossa, circa venti chilometri all'interno, sulle montagne, chiamiamole così.
Contenuti: la cattedrale (in parte) di Gaudì, sette e mezzo pieno; le case art nouveau sparse un po' per tutto il centro, un bel sette; il panorama dal forte Bellver, otto; soprattutto, il lungomare, un bel nove ed un paradiso per i runner.
A parte ciò, di Palma si può dire tutto ed il contrario di tutto. E' una città piacevole, viva, sufficientemente incasinata, che a voler ben vedere strizza l'occhio alle vicine cittadine nordafricane di matrice araba, ma che in realtà ti fa sentire un po' a Montecarlo, non fosse altro per la stazza degli yacht e delle navi da crociera ormeggiate in porto, e per le vetrine del centro. Quel che è certo è che come Montecarlo costa, e forse anche di più, tipo che vi ci vuole la carta di credito per un panino e una birra.
Io comunque, a Palma de Mallorca, per un po' di mesi ci vivrei volentieri.
Cena a Valldemossa, nell'entroterra appunto, bel villaggio quasi-medievale a una mezzoretta dalla capitale, non troppo affollato dal turismo selvaggio e ideale per godersi una fresca serata in altura con panorama su Palma.
Note a contorno: Leonardo e Carola segnalano che a Palma de Mallorca ci sono tantissime palme, ci si può trovare il gelato di Hello Kitty (fondamentale, per Carola), che l'autobus a due piani del classico sightseeing è divertente solo se le cuffiette in dotazione funzionano e che a Valldemossa è facile perdersi nel labirinto di vicoli e dimenticarsi dove si è parcheggiata la macchina.
Poi, al prossimo giro, parliamo davvero di Mallorca, nel senso dell'isola, e soprattutto di mare.
Il porto turistico di Palma de Mallorca e la cattedrale |
La cattedrale di Palma de Mallorca |
Palma de Mallorca, la Almudaina |
Palma de Mallorca, architetture art nouveau |
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| TAG: mallorca, baleares, palma de mallorca |
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