Orizzontintorno Carlo Paschetto
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22 Panama/6: il canale
MAG Travel Log: Round the World
Scrivere a quasi tre settimane dal rientro non mi piace. Epperò la bozza di 'ste due righe l'avevo in canna da giorni, le immagini le avevo già montate, cercavo solo una mezz'ora di tempo per consolidare un po' le idee, trovare il filo.

Il Canale di Panama lo si può percorrere in molti modi. Uno dei più caratteristici è prendendo il treno della Canal Railway che tutti i giorni collega Panama City, sul Pacifico, a Colòn sull'Atlantico.
Il treno lascia la capitale all'alba e segue la sponda del canale per quasi tutto il percorso, attraversando lunghi tratti di foresta tropicale e i laghi del Gatùn. Ci vuole poco più di un'ora da un oceano all'altro ed è un viaggio bellissimo, permeato dall'umidità e dalla foschia che salgono dalle acque e avvolgono l'atmosfera tutto attorno.
Poca gente, quasi nessuno, qualche isolato turista. Puntualità garantita al minuto, naturalmente.

Sono arrivato a Panama di giovedì sera tardi, dovevo ripartire il lunedì per l'Europa. Il treno c'è solo nei giorni feriali e parte da Panama City alle sette del mattino. Bisogna essere in stazione una mezz'ora prima per acquistare il biglietto. Riuscire a prenderlo è stata una scommessa contro una stanchezza da incubo ed il jet lag, con la consapevolezza che sarebbe stata un'occasione irripetibile.
Ne è valsa la pena, eccome.

CanalTrain
In viaggio con la Panama Canal Railway Company

Navigare il canale, naturalmente, si può. Ci sono parecchie agenzie che offrono l'escursione, anche se probabilmente, avendo più tempo a disposizione e studiando meglio la cosa, è sicuramente possibile percorrerlo a bordo di qualche nave portacontainer, il che renderebbe il viaggio ancora più straordinario di quel che già è.
L'intero percorso dura dalle otto alle dieci ore, a seconda del traffico, ma le agenzie turistiche lo programmano solo una volta al mese. Nei fine settimana ci si può invece imbarcare a Gamboa, a metà del canale, ed effettuare il transito lungo la sezione meridionale, fino a Panama City. La navigazione dura circa quattro ore e consente di attraversare due dei tre sistemi di chiuse, quello di Pedro Miguel e quello di Miraflores.
Le chiuse del Gatùn, le più grandi al mondo, si trovano a nord, dall'altre parte dell'istmo, nei pressi di Colòn. Non potendo attraversarle navigando, ci sono andato in auto, ché ne vale comunque la pena eccome. La terrazza panoramica si eleva proprio sopra alle chiuse, all'altezza dei ponti delle grandi navi portacontainer che, nel transito, sfiorano quasi l'obiettivo della macchina fotografica.

Scrivere oggi dell'esperienza vissuta lungo il Canale di Panama ha poco senso, come ne ha sempre poco cercare di ritrasmettere a distanza di tempo emozioni uniche la cui intensità è stata inevitabilmente correlata all'istante stesso nel quale sono state vissute.
Per quanto mi riguarda, e l'ho già detto altrove, quei giorni sono stati formidabili come poche altre volte nella mia lunga esperienza di viaggiatore. Mi vengono in mente per associazione i campi base dell'Everest e del Cerro Torre, o l'atterraggio alle Svalbard venticinque anni fa: quei sogni che ti porti nel cassetto per anni e anni, che se ne stanno lì a prender polvere senza un piano preciso, ma che in cuor tuo sai esser sempre lì e che prima o poi chissà. Magari per caso.

E' stato così. Per caso, senza che lo immaginassi davvero fino a poche settimane prima, mi son trovato in mezzo ad uno dei miei sogni. A navigare quel taglio fra le due Americhe che, in qualche modo, ti fa sentire al centro del mondo.
E oggi non so più che scriverne.

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In navigazione lungo il Canale di Panama
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Il nuovo ponte della Independencia che attraversa il Canale
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Chiuse di Gatùn, Canale di Panama
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Chiuse di Pedro Miguel, Canale di Panama
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Chiuse di Miraflores, Canale di Panama
TAG: canale di panama, panama, chiuse, miraflores, pedro miguel
14.42 del 22 Maggio 2011 | Commenti (0) 
 
11 Panama/5 - Panama City/2
MAG Travel Log: Round the World
Quel che dovresti fare è lasciare il taxi almeno due o trecento metri prima di entrare a Casco Viejo e da lì proseguire a piedi fino al Paseo las Bovedas. Invece il taxi ti scarica quasi certamente a Plaza de Francia, anche se magari tu hai chiesto di andare a Plaza de la Independencia.
Il risultato è che Panama City non è quella che ti porti a casa in fotografia. Perlomeno non solo, perlomeno non tutta quella che avresti voluto.

E nemmeno riesci a portarti via quella che per altre ragioni ti rimarrà dentro per sempre. Così provi a fissarla in qualche modo, ad aggrappartici con tutte le tue forze, ogni sera quando vai a letto, ogni mattina all'alba - ché a Panamà ci si sveglia sempre all'alba, e non chiedetemi perché.
Alla fine ne avrai scattate forse duecento, sistematicamente, in modo quasi compulsivo ed ossessivo, ma inutilmente. L'emozione rimane solo dentro di te, o altrove. Nelle immagini non c'è.

O forse, più semplicemente, bisognerebbe saperle fare davvero le fotografie.

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PanamaCity08
L'ingresso del canale dalle finestre del Country Inn By Carlson Panama Canal Hotel

E nemmeno la granita mi son portato a casa, nel senso del carrettino della grattachecca, ma solo perché non avevo la telecamera pronta e questo sì, un po' mi rode. Ché lo dovevate vedere il ragazzo grattugiare il blocco di ghiaccio ed il vecchio mescolar sciroppi.
Che poi non abbia osato è un'altra faccenda, anche se farsi lo shave-ice da Matsumoto e rimbalzare la granita di Casco Viejo è da codardi, vero.

E' che Panamà, alla fin fine, non è che ti dia esattamente ciò che chiedi. Anzi, quasi mai. Tipo Plaza de la Independencia, appunto. E meno male che dopo averci stazionato un paio d'ore, in Plaza de Francia, ho per caso alzato lo sguardo verso il cartello e mi son detto toh, non sono dove credevo di essere.
O metti ad esempio di aver voglia di un bel piatto di calamarones, ché hai visto anche la foto sul menù e di hamburger ne hai piene le tasche. Magari, chessò, quel che invece ti arriva sono dei bei gamberoni alla griglia. Annaffi tutto con una bottiglia di Panama o di Balboa e fine lì, è Panamà che guida, non tu.

Poi arriverà anche il canale, ché tutto gli ruota un po' attorno e quel che non ruota parliamone allora, ché il canale unisce, ma soprattutto divide, a pensarci. Non solo il continente.
Adesso però no. Adesso Panamà, city all'occorrenza, ma in questo caso senza accento, affacciata sul Pacifico (dall'altra parte c'è Colòn, sappiatelo), sudata ma non troppo, che lipperlì no, non ti fidi, ma nemmeno tanto dopo, o forse chissà. Chissà, Panamà.
Vedete a nove nodi appena/si è un punto fisso nel mare/che sa di nafta e lo nasconde/con l'odore del té e dell'erba da fumare.

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Panama City, Panamà
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Casco Viejo, Panama City
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Iglesia de la Merced, Casco Viejo - Panama City
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Iglesia Catedral, Casco Viejo - Panama City
TAG: casco viejo, panama city, panama
16.16 del 11 Maggio 2011 | Commenti (0) 
 
09 Panama/4
MAG Travel Log: Round the World
Tipi che ti può capitare di incontrare andando a zonzo per le foreste di Panama, ad esempio.

Animali Panama 1
Animali Panama 2
Animali Panama 3
Parque nacional San Lorenzo, Panama
TAG: panama, fuerte san lorenzo, animali, avvoltoio, tapiro
10.52 del 09 Maggio 2011 | Commenti (0) 
 
02 Panama/3 - Panama City/1
MAG Travel Log: Round the World
Continuo a lasciare indietro il log delle Hawaii e nel frattempo mi addentro dentro Panama City (che poi, sappiatelo se non lo sapete, Panama è Panamà, con l'accento) (io, per dire, non lo sapevo).
Nel senso: non è che con Panama, o Panamà che dir si voglia, le cose mi vadano meglio. Perché voi state per alzarvi e far colazione, ma qui è notte fonda, sto scrivendo con gli occhi ormai chiusi, domani mattina devo far su i bagagli e vi lascio immaginare il casino in giro per la camera, e di scrivere, per non parlar di mettermi a far selezione fra qualche centinaio di foto, potete ben capire voglia che possa avere.

E' che Panamà (o Panama, eccetera) di tempo ne richiederebbe assai. Ché un conto è il canale, un conto sono i grattacieli ed un conto è poi quel che c'è in mezzo, di tangibile ed intangibile, di vie, palazzi (palazzi?) ed umanità varia, che è tutta un'altra storia.
Una storia molto centro-sudamericana, un ritorno ad emozioni di venti e più anni fa - da tanto manco da quaggiù. Ci sono suoni, colori, musica che nulla c'entrano con il resto della rotta attorno al mondo che fin qui m'ha portato. C'è il caldo umido, che non è quello del sudest asiatico, ché la brezza pacifica (o atlantica, se siete sessanta chilometri più a nord) a queste latitudini un po' aiuta, anche se il sole quasi equatoriale a mezzogiorno ti cuoce come in un grill, E' un caldo questo che tutto rallenta e avvolge, e in effetti, mentre lo scrivo, mi rendo conto che è strano, anzi, è giusto che sia così, perché è esattamente questo che il caldo umido dovrebbe fare, rallentare, e allora come mai dall'altra parte del Pacifico, dove picchia altrettanto e talvolta ben di più, al contrario tutto scorre così veloce e frenetico, che tu sia a Tokyo, a Bangkok, a Singapore?

E' che comunque, a Panama o Panamà, di andare ai cocktails con la pistola/non ne posso più/piña colada o coca cola/non ne posso più./Di trafficanti e rifugiati/ne ho già piena la vita/oh maledetta traversata/non sarà mai finita.

Dei trafficanti un assaggio. Il resto magari domani in aereo.

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Panama02
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Uno dei due è stato spennato, l'altro è colombiano
TAG: panama
01.22 del 02 Maggio 2011 | Commenti (1) 
 
01 Panama/2
MAG Travel Log: Round the World
Ho completato il caricamento dei filmati relativi alla navigazione lungo il canale di Panama e al transito dalle chiuse di Pedro Miguel e di Miraflores. Il senso della navigazione è da nord a sud, ovvero verso l'Oceano Pacifico, o se preferite da Colon a Panama City. Il percorso completo fra i due oceani dura dalle otto alle dieci ore, in funzione ovviamente del traffico di navi.

Il transito del canale è stata un'avventura memorabile e straordinaria, per quanto mi riguarda pari quasi al trovarmi al campo base dell'Everest più di dieci anni fa. Confesso che all'apertura delle chiuse di Pedro Miguel e di Miraflores ho fatto fatica a trattenere le lacrime e in effetti nel commento la voce tende a rompersi. Volevo inizialmente tagliare la traccia audio, ma poi ho pensato che un'emozione è un'emozione.

E, rivedendo i filmati, mi rendo anche conto che è comunque un'emozione molto difficilmente trasferibile. Lo svuotamento del bacino di Pedro Miguel, ad esempio, apparentemente è un processo statico e lentissimo. Credo che la portata emotiva del momento possa essere colta solo vivendola sul luogo: siete in mezzo alla più grande opera dell'ingegneria umana sul nostro pianeta, in mezzo alle due americhe e ai due maggiori oceani... se non è questo essere al centro del mondo, non so cosa possa esserlo, e comunque la sensazione è esattamente quella.

Questi sono anche gli ultimi filmati. Dopodomani si parte per l'ultimo balzo di questo straordinario giro del mondo: la trasvolata atlantica verso l'Europa e il rientro a casa via Amsterdam. Poiché domani sarà una giornata di solo riposo e vasche per Panama City non credo proprio che girerò altro materiale.
Restano però da completare ed integrare il travel log con la seconda parte del soggiorno alle Hawaii e con l'intera avventura di Panama. Rimangono ancora le fotografie da selezionare e da pubblicare sul blog, l'archivio fotografico da caricare al completo. Tanto, tanto materiale da elaborare e caricare in linea.
Per una volta temo che andrò in differita con l'aggiornamento del weblog, non fosse altro perché ho da scremare e scegliere fra quasi duemila foto scattate in queste due settimane. Una cifra che di per sé conferma quanto questa esperienza del tutto anomala, nata per caso e perlopiù con l'intenzione di far fuori miglia premio, si sia trasformata in uno dei viaggi sicuramente più belli della mia vita.

Magari ci lavoro un po' domani nel pomeriggio e sui voli di rientro.
TAG: canale di panama, panama, miraflores, gamboa, pedro miguel
01.33 del 01 Maggio 2011 | Commenti (0) 
 
30 Panama/1
APR Travel Log: Round the World
Altro intervento al volo, in ordine ormai totalmente sparso rispetto alla cronologia effettiva di questo viaggio e complice la difficoltà di connettersi ad internet che mi sta perseguitando da quando sono quaggiù, solo per segnalare che ho caricato i filmati girati sul canale di Panama: una delle esperienze più emozionanti che abbia vissuto in giro per il mondo.

Questi video sono stati registrati nel mio itinerario via terra lungo il percorso del canale. Ora di corsa su un taxi verso il "Flamenco Island Marina, Amador Causeway", per imbarcarsi e ripercorrere il canale, questa volta in navigazione!
TAG: panama, canale di panama
07.04 del 30 Aprile 2011 | Commenti (0) 
 


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