Orizzontintorno Carlo Paschetto
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20 Uno in (G) più
LUG Web e tecnologia, Lavori in corso
Colgo lo spunto dall'interessante analisi di Alessandra per fare un po' d'ordine, almeno per quei quattro gatti che mi seguono ostinatamente e ai quali sono particolarmente affezionato.
Come molti altri, grazie alla presenza su Friendfeed, ho avuto anche io un invito per unirmi agli early adopter di Google+, dentro al quale bazzico dunque ormai da più o meno tre settimane, il che ha ulteriormente frammentato la mia vita digitale, già assai distribuita un po' ovunque con l'unica eccezione, confermata e consolidata, di Facebook (me lo continuano a chiedere tutti, ma come, non sei su FB? No, non ci sono, né mi interessa entrarci. Magari prima o poi approfondirò il tema).

Ho già accennato molto brevemente altrove al fatto che a me, Google+, tutto sommato piace, pur con tutti i suoi evidenti limiti attuali, che è piuttosto lecito supporre siano in gran parte un semplice fatto di beta release. Per dire, non credo durerà molto la barriera all'importazione dei feed esterni nel mainstream, attualmente il principale ostacolo che si oppone alla resistenza dei più a migrare definitivamente verso G+ da altre piattaforme come Friendfeed, anche perché in caso contrario è assai probabile che Google Plus andrebbe rapidamente incontro al destino del suo sfortunato precedessore, Wave.
Fra l'altro, come ho osservato altrove, già il fatto che lo stream di Buzz non sia integrato nel mainstream di G+ è piuttosto sconcertante ed irritante. Attendiamo fiduciosi.

A parte ciò, non voglio addentrarmi qui nell'ennesima analisi socio-cultural-nerd dell'ultimo arrivato sulla inflazionatissima scena dei social network. Do fiducia a Google Plus soprattutto perché, personalmente, un po' mi piace fare il pioniere (anche per mestiere, del resto) e un po' perché tanto sono già da tempo inesorabilmente Google addicted, con buona pace degli altrui timori per cui meno si sa in giro chi siamo e cosa facciamo, meglio è: quel che penso in merito è, in un parola, bah.
Uso GMail da sette anni ed ormai tutti i miei account di posta sono residenti a Mountain View, ho un profilo Google completamente pubblico, il mio feed reader di default è Google reader, Orizzontintorno è agganciato a Google analytics e fa uso delle Google apps, ho un account Picasa, mi picchio con la Google agenda da mesi e all'occorrenza anche con Google docs, e infine ho tutta la storia dei miei viaggi regolarmente mappata sul mio account Google maps, dove peraltro apro ormai in anteprima gli itinerari delle mie prossime avventure a zonzo per il mondo e grazie al quale sto pure conducendo qualche esperimento di map-collaboration.
C'è forse qualcosa che Google di me non sa ancora? C'è forse qualcosa che Google, peraltro, sa più di quanto non sappiano già la mia banca, la società Autostrade che mi traccia col telepass, gli istituti che emettono le mie carte di credito, la compagnia telefonica che traccia il mio cellulare, lo Stato che traccia le mie transazioni economiche, eccetera?

Dunque, più o meno l'organizzazione temporanea che mi sono dato, allo stato attuale, è questa.

Al blog su Orizzontintorno sono ormai riservati in linea di massima solo i travel log estesi, i post lunghi(ssimi) e qualche incursione fotografica spot. Il resto del sito, come già anticipato, è work in progress, ché sto lavorando (con i soliti tempi biblici) alla ristrutturazione totale dell'archivio fotografico e ad altri piccoli enhancement.

FriendFeed lo uso sia per condividere contenuti altrui pescati in giro per il web, sia per chiacchierare del più e del meno con i miei (pochi) contatti, sia per blogging a carattere sintetico ed eterogeneo, roba che ormai con Orizzontintorno ha un po' poco a che fare. Uso FF anche come aggregatore dei miei contenuti su YouTube, Google reader e Diigo, che da qualche tempo ho adottato al posto di Delicious.
Tutti i post su FriendFeed vengono importati sia dentro a uno specifico widget inserito nella pagina del blog di Orizzontintorno, al di fuori del mainstream, sia dal mio account su Twitter.

Su Twitter indirizzo di regola il microblogging di viaggio ed eventualmente, in assenza di un pc a portata di mano, altri tweet isolati, questi ultimi essenziamente per ragioni di comodità, ché il client di FriendFeed per il mio HTC fa schifo mentre quello per Twitter funziona decentemente. I tweet vengono importati nel mainstream del blog di Orizzontintorno, a meno che non provengano da Friendfeed: ciò per evitare una ridondanza di contenuti poiché, come detto, quel che scrivo su FF va già di suo nella pagina del blog.
Sto peraltro studiando il modo di filtrare ulteriormente i tweet importati, proprio per evitare che qualunque stupidata occasionale e commento io posti su Twitter vada a finire dentro al blog.
I post di Orizzontintorno fanno invece il percorso inverso e vengono importati automaticamente su Twitter, così come i miei check-in su Foursquare (che di conseguenza, passano anche da Twitter al blog di Orizzontintorno).
In altre parole, Twitter è in questo momento il mio aggregatore principale.

L'introduzione di Tumblr come aggregatore ultimo di tutto 'sto ambaradan non ha mai funzionato un granché. A quanto pare Tumblr, se abbandonato a se stesso come faccio io, importa un po' quel che gli pare con frequenza del tutto casuale.
Son sempre lì lì per cancellare l'account, ma tant'è.

LinkedIn è scollegato da tutto: lo uso solo ed esclusivamente per mantenere il network professionale. Una volta lo avevo aperto all'importazione di Twitter, ma ho sganciato anche quel collegamento.

L'introduzione di Google Plus ha un po' scombussolato e complicato il panorama, soprattutto perché, come detto, non importa i contenuti degli altri sn, né in teoria li esporta, a meno di qualche app sviluppata ad hoc da terze parti. Poiché proprio grazie ad uno di questi plug-in riesco per il momento ad esportare G+ verso FF, sto pian piano migrando il ruolo di FriendFeed a Google Plus. Nel momento in cui dovesse essere possibile includere lo stream di G+ dentro Orizzontintorno, e sostituire dunque il widget di FF, è probabile che vada verso l'abbandono totale di quest'ultimo. Del resto ormai sono in parecchi a ritenere che, da quando è stato acquistato da Facebook, FriendFeed abbia i giorni contati. Non a caso buona parte dei suoi utenti sta migrando proprio verso il nuovo social network di Mountain View.

E' probabile quindi che nel giro di qualche mese mi assesti definitivamente distribuendo i miei contenuti in tre luoghi: travel blog e post lunghi di approfondimento su Orizzontintorno, microblogging di viaggio su Twitter (importato sul blog di Orizzontintorno) e tutto il resto su G+. Sempre che Google mantenga le promesse.

SN
Relazioni fra i miei social network
TAG: google plus, googleplus, g+, friendfeed, twitter, foursquare, social network
09.45 del 20 Luglio 2011 | Commenti (0) 
 
30 Però il profilo del programma c'è
NOV Mal di fegato, Web e tecnologia, Prima pagina
Scompare una ragazza. I soliti cannibali della televisione si avventano sulla notizia. A Pomeriggio sul 2 Lorena Bianchetti ci riempie ovviamente la trasmissione.
I servizi scivolano inevitabilmente su Facebook. Chiede la Bianchetti all'inviata di turno: "La ragazza aveva per caso un profilo su qualche social network, frequentava Facebook?". Risposta da manuale: "No Lorena, niente del genere, era una ragazza tranquilla".
Poteva anche chiederle se frequentava i negozi di ferramenta, per dire.

Segue il consueto dibattito fra esperti di tonno sott'olio sui pericoli di internet e del mostro Facebook, che consente agli adolescenti di sfuggire ai controlli dei genitori.

E voi state a preoccuparvi dei festini di Berlusconi.
TAG: facebook, social network, internet
16.43 del 30 Novembre 2010 | Commenti (2) 
 
13 Di Twitter e dintorni
OTT Web e tecnologia
Per quanto appartenente alla comunità dei perennemente e (potendo) ovunque connessi da prima ancora che internet fosse internet, da qualche tempo ci vado piano con le iscrizioni ai social network di qualunque natura. Un po' per non perdere il controllo della mia identità digitale, sempre più pubblica e sempre più destinata ad essere tanto incancellabile quanto consultabile dalle sorgenti più inimmaginabili; un po' per non adeguarmi inutilmente alle evidenti ridondanze e sovrapposizioni degli strumenti web di condivisione dei contenuti che ormai dilagano ognidove; un po' per focalizzare quegli stessi contenuti che voglio condividere, controllandone l'effetto dispersivo e il sempre maggior pericolo di looping nelle sincronizzazioni reciproche fra i vari account.

Di Twitter ho seguito fin dall'inizio l'evolversi della diffusione con poca convinzione, molte perplessità e un po' di normale curiosità geek. Non riuscivo a farmi un'opinione specifica in merito, né a chiarirmi a che potesse servire a me, in veste di titolare di un sito web con blog e feed annessi, dunque già condivisore di contenuti rispetto ad una comunità di persone, identificabile con i miei lettori, senza alcun obbligo per i medesimi di doversi registrare ad un servizio specifico per accedere, né limite architetturale imposto a monte.
Mi son comunque iscritto a Twitter un anno fa, con il semplice obiettivo di provare ad usarlo per un po' e vedere se mi catturava.
Dieci mesi ed oltre quattrocento cinguettii dopo, Twitter è ormai lo strumento che più accompagna le mie scorribande e al quale affido contenuti con maggior frequenza, al punto da essere la prima applicazione accessibile dal menù contestuale del mio smartphone.
Questa nuova versione del blog di Orizzontintorno è del resto stata in parte costruita proprio attorno all'integrazione con le API di Twitter.

Uso Twitter con un obiettivo specifico, che è poi quello evidente per cui è stato inizialmente concepito: il microblogging. Twitter è lo strumento perfetto per l'instant publishing del pensiero che ti attraversa la testa e che vale solo in quel momento. Del commento che affideresti al tuo compagno di viaggio, se non fosse che in auto sei dai solo. Della foto senza foto (per quanto, parlando di ridondanza dei social network, adesso sia possibile anche twittare immagini, ad esempio tramite il server di Twitgoo).
In viaggio Twitter è fantastico, è il realizzarsi ultimo della visione di Wim Wenders in Fino alla fine del mondo: viaggio, vedo, penso, catturo e condivido: parole e immagini, nell'istante esatto, nello spazio di 140 caratteri. Telegrafico, essenziale. Ti insegna ad essere estremamente sintetico e diretto, che è poi l'esercizio più difficile.
Càpita di buttar giù il testo di corsa, sforare del 300% con i caratteri e dover ridurre all'osso per poter inviare il messaggio, cercando di non alterare il significato né lo stato emotivo dietro il messaggio stesso.

Ho l'impressione che Twitter non sia amato proprio da chi ha un pessimo rapporto con la sintesi. Noto peraltro una continua migrazione locale ("locale" nel senso che credo sia un fenomeno limitato alla community italiana) di utenti Twitter verso FriendFeed, grazie alla possibilità di sincronizzare i contenuti dei due account. In particolare, mi sembra che sempre più utenti Twitter aprano un account FriendFeed ed utilizzino quest'ultimo come strumento di microblogging e discussione, ribaltandone poi i contenuti in automatico sull'account Twitter originale.
Naturalmente anche io ho un account su FriendFeed, che però uso in modo differente, credo anche in questo caso con uno spirito più prossimo a quello per cui è stato ideato. A Friendfeed affido la condivisione immediata di quanto trovo in Rete e che mi sembra possa essere interessante per la mia community di lettori. Si tratta dunque quasi sempre di semplici link, al massimo con qualche commento personale accessorio. In questo senso mi sta un po' cannibalizzando Delicious, al quale mi ero registrato tempo addietro con il medesimo scopo.
Oggi suddivido i contenuti perlopiù indirizzando su Delicious solo quei link che voglio in qualche modo taggare e conservare, a mo' di archivio e per eventuali future ricerche, mentre mando su Friendfeed tutto quel che mi pare di consumo esclusivamente immediato. Entrambi gli account sono aperti alla community e la replica è monodirezionale: quel che va su Delicious va anche su FriendFeed, ma non viceversa. Fra parentesi, convoglio su FriendFeed anche i post che condivido attraverso Google Reader, sul quale ho l'ennesimo account e che uso come feed reader standard.

A differenza di quanto osservo accadere nelle community di Twitter e FriendFeed, con l'avvio del nuovo sito di Orizzontintorno ho sganciato il legame fra i miei due account, in modo che non si alimentino più vicendevolmente e non diano luogo a ridondanze. Contemporaneamente, ho eliminato la replica incrociata fra i due social network ed i post del blog, cosicché quanto viene pubblicato su Orizzontintorno non venga a propria volta inutilmente ridondato. Adesso indirizzo a senso unico i contenuti di Twitter all'interno della cronologia del blog, conservandone dunque la natura intrinseca, e lascio quel che condivido su FriendFeed nella colonna di segnalazioni qua a lato. Mi sembra una ripartizione coerente dei contenuti.
Grazie a questa suddivisione posso dunque bloggare rapidamente via Twitter, lasciando perlopiù ai post veri e propri di Orizzontintorno argomenti tipicamente oggetto di approfondimento, che richiedono maggior tempo per essere sviluppati (come questo, ad esempio), decontestualizzati da un particolare istante temporale.
In viaggio, poi, Twitter fissa brevemente gli eventi nell'istante in cui accadono, il blog è il diario vero e proprio. Twitter è la Polaroid, il blog è la galleria fotografica post-prodotta. Mi sembra funzioni.

La migrazione d'uso, invece, che sta accadendo in Rete da Twitter a FriendFeed (attorno al quale, peraltro, si continua a vociferare di un ciclo di vita a breve termine) mi convince poco. Oggi accade che su FriendFeed fioriscano thread chilometrici in occasione di determinati eventi (ad esempio, durante il messaggio video di Fini sulla questione della casa a Montecarlo, o nel corso di trasmissioni televisive particolarmente al centro di polemiche), all'interno dei quali si dibatte in diretta dell'evento in sé, che poi è esattamente quello che accadeva ed accade tutt'ora con gli analoghi thread su Twitter, che su questa potenzialità è nato e si è diffuso.
A livello di interfaccia Twitter è un po' più spartano, e del resto è sempre stata la sua impronta caratteristica. I singoli tweet riferiti ai thread rimangono dispersi nel flusso informativo complessivo che scorre dentro alla propria schermata principale, a meno di non visulizzare direttamente i contenuti del solo #thread a scapito degli altri. FriendFeed aggrega un po' meglio i contenuti, consente di essere più prolissi, dà spazio ai commenti sul singolo post. Ma, appunto, mi pare un'altra cosa rispetto a Twitter: ho l'impressione che migrare da Twitter a FriendFeed solo per superare i limiti del primo sia un po' come passare dalla canoa alla vela perché in canoa non si sono le cuccette (è un paragone un po' contorto, ma non me ne vengono di migliori, così su due piedi).

Due parole anche su geolocalizzazione. Io sono registrato su Latitude, che è ovviamente attivo (quando voglio che lo sia) sul segnale del mio smartphone. La combinazione di Twitter con la geolocalizzazione su Latitude mi permette di fare del full-liveblogging quando sono in viaggio. Di più, integrando Twitter con Twitgoo posso anche postare immagini, taggarle, georeferenziarle e commentarle in tempo reale. Per le ragioni esposte all'inizio ed (anche) per quest'ultimo motivo non sono registrato ad esempio su Foursquare: nel mio caso sarebbe solo l'ennesima frammentazione della mia identità digitale, per usufruire di un servizio con qualche accessorio in più rispetto agli obiettivi che mi pongo nell'aprire l'accesso alla mia geolocalizzazione (e peraltro son già profilato anche su TripIt).

Da Facebook continuo invece a tenermi ben alla larga, per tutta una serie di ragioni legate a quanto talvolta condivido via FriendFeed, per le note questioni sulla esplicita allegra open-policy di Facebook relativamente alla condivisione dei contenuti e dei dati personali, e non ultimo per l'inutilità generale di possedere un profilo su FB avendo già da anni un intero sito personale ben indicizzato.
Verso FB, peraltro, son prevenuto da sempre: mi sembra, probabilmente senza ragione alcuna, un prodotto di per sé assimilabile ai viaggi a Sharm tutto compreso. Perfetto per l'uso di massa del web e per far saltare il digital divide a gran parte dell'umanità che di internet non ha in realtà la benché minima ragionevole cognizione, o che ne ha una visione ancora ferma a dieci anni fa.
In fondo, Facebook nel 2010 altro non è che il telefonino nel 2000.
TAG: twitter, friendfeed, blog, google latitude, delicious, social network
00.02 del 13 Ottobre 2010 | Commenti (1) 
 


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