Orizzontintorno Carlo Paschetto
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11 Di ritorno a valle (Tirano, eccetera)
GEN Spostamenti
Direi che nonostante i meno dieci di media anche questo inizio d'anno ce la siamo cavata egregiamente, con tanto di nuova stelletta d'argento per Leonardo che, sette anni fra un paio di giorni, ormai fa l'occhio ai pali e alla fresca con una certa eleganza, ed un clamoroso esordio di Carola, tre emmezzo, che al suo debutto ufficiale con un paio di assi dotate di veri attacchi infila addirittura un paio di stellette di bronzo in un colpo solo, affrontando impianti e piste di tutti i colori come non avesse mai fatto altro nella sua vita.

Dario, il maestro baffone, congratulandosi le appunta il distintivo di Ermellino sulla giaccavento e lei si illumina tutta orgogliosa, scuotendo le sue nuove orecchie da dalmata attaccate al casco. Adesso possiamo finalmente far davvero il trenino: papà locomotiva, Carola minitender, Leonardo vagone passeggeri a chiudere, e pistaaaa! please (in realtà per il momento la formazione è: papà cameramen in testa costretto a sciare all'indietro per riprendere, Leonardo locomotiva e Carola minitender che vien giù pacifica cantando, seguendo perfettamente la scia che le traccia il fratellone, curva dopo curva).

Posso quasi andare in pensione.

Isolaccia1
Tirano1
Isolaccia, Valdidentro (SO)

Sulla strada del rientro c'è al solito da affrontare lo snervante attraversamento di Tirano, paese che su di me ha sempre esercitato uno strano fascino, forse per via del suo particolare essere un po' fuori dal mondo pur conservando il ruolo di importante nodo geografico e logistico transalpino.

Tirano non è particolarmente bella, anzi. Anzi niente, a dir la verità, perché tutto sommato, per quante decine e decine di volte l'abbia attraversata in vita mia, non ricordo di essermici mai fermato più del tempo necessario a smaltire la tradizionale ed inevitabile coda infinita per scavacarla.
C'è però quella piazza rotonda attraversata dai binari della ferrovia e dalla statale 38 dello Stelvio che dopo aver risalito la Valtellina verso nord per decine di chilometri, proprio lì in centro a Tirano, sfruttando la rotatoria, piega di colpo ad est , e lo fa solo per poco, perché appena fuori dall'abitato riprende la direzione precedente fin su a Bormio.
In mezzo alla rotonda la statale 38 e i binari si incrociano senza passaggio a livello: c'è solo il semaforo a segnalare l'eventuale transito del treno. Qui si incontrano le ferrovie italiane e le leggendarie Ferrovie Retiche, la cui rete termina (o inizia) proprio a Tirano. Sono i famosi trenini rossi svizzeri, per intenderci, quelli che arrivano a Sankt Moritz e a Davos. La stazione di partenza è poco distante dalla rotonda. Se volete andare a sciare in treno a Sankt Moritz è a Tirano che cambiate, qualunque sia la vostra provenienza. Auguratevi che il vostro treno italiano sia puntuale, perché quelli elvetici, come ben immaginate, non sgarrano un minuto e non vi aspettano certo.

Dalla rotonda di Tirano, oltre alla statale 38 che porta verso i grandi passi alpini dell Stelvio e del Gavia, si diparte anche la cantonale 29 che sale attraverso la valle di Poschiavo verso il bellissimo passo del Bernina e che porta in Engadina, diritta a Sankt Moritz.
La frontiera fra Italia e Svizzera è qualche centinaio di metri a nord della piazza, lungo la cantonale che, qui in mezzo a Tirano, si chiama non a caso viale Elvezia, mentre la statale 38 si chiama ovviamente viale Italia.
Se sei in coda in mezzo alla rotonda, guidando verso Bormio, hai le bandiere e il posto di confine alla tua sinistra e sfiori il filo di frontiera per qualche metro. A Leonardo e Carola piace molto questo gioco.

Non c'è che dire, Tirano è un luogo di frontiera. Sarà anche perché la Val Poschiavo è in fondo poco frequentata e nota, ché chi sale a Sankt Moritz ed in Engadina lo fa di solito entrando da Chiavenna, o da Innsbruck, o da altre parti. Piuttosto da Livigno. Da Tirano difficile che ti venga in mente, se non per via del treno.

Il passo del Bernina, svetta in cima alla Val Poschiavo, ad oltre duemilatrecento metri, proprio sopra a Tirano: è uno dei luoghi che posso tranquillamente etichettare come "casa" per quanto lo abbia frequentato e conosca bene queste zone (sci)alpinisticamente parlando e non solo, come in fondo l'Engadina tutta ed il Bernina stesso, del quale si è raccontato spesso in questo blog. Anche per questo Tirano, in qualche modo, è parte di me pur non essendomici mai davvero fermato prima. Tirano mi appartiene come mi appartengono Aosta e Trento, in fondo.

E insomma, nulla. Tutto questo per dire che l'altroieri ero al solito in coda a Tirano durante il rientro a casa, proprio lì in attesa di immettermi nella rotonda, e per l'ennesima volta mi son trovato sotto a 'sto campanile che, a guardarlo bene, mica tanto insignificante è. Così mi son detto sai che c'è, mo' lo fotografo col cellulare approfittando del fatto che son qui fermo in macchina e lo bloggo, poi vado su Wiki a veder che è.

Be', è il Santuario della Madonna di Tirano ed è il monumento religioso più importante della Valtellina. Così, tanto per dire.

Isolaccia2
Santuario della Madonna di Tirano (SO)
TAG: isolaccia, valdidentro, tirano, statale 38, valtellina
17.15 del 11 Gennaio 2011 | Commenti (0) 
   


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