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Ed eccola Torino, immortalata per il Progetto 110. Come di consueto, orrende foto scattate in corsa col cellulare, seguendo le solite regole: il duomo (brutto), il centro, al massimo un paio di monumenti che contano, tipo i primi nell'appello di Wikipedia, per intenderci.
Dallo sfiancante confronto Milano-Torino vorrei astenermi una volta di più. Anche oggi son stato a dibattere un'ora sul tema.
Credo che il mio si possa definire un punto di vista sufficientemente oggettivo, per quanto ovviamente irrimediabilmente personale. Dalla mia ho di conoscere (molto) bene Milano e di essere stato a Torino dozzine e dozzine di volte, nonché, ora, di iniziare a conoscerla davvero un po' anche dal di dentro, di fatto vivendoci e frequentandola in parte. Del resto già cinque anni fa era la mia seconda sede di lavoro: non si può dunque dire che non sappia di cosa parlo.
Di più, ed una volta per tutte: io sono genovese, punto. Non milanese. Da Milano, inoltre, son scappato sei anni fa e non la rimpiango affatto. Non parto dunque da posizioni campaniliste.
'Sta storia che a Torino ci son le montagne e a Milano no mi sembra di aver dimostrato più di una volta che è aria fritta, ormai una specie di mantra infinito recitato da tutti i torinesi. Milano è addirittura più vicina alle montagne di Torino, a meno di non voler considerare Superga o le colline intorno al capoluogo piemontese. Ma in questo caso Milano potrebbe schierare dalla sua Montevecchia e le colline della Brianza, alla stessa distanza.
Il punto è che Milano è per tre quarti dell'anno avvolta da una cappa devastante di smog - questo sì - che rende le montagne "invisibili". Non solo: c'è anche che Milano è grande il quadruplo di Torino, è mediamente più alta e non ha quella pianta rettangolare caratteristica di Torino, con quei viali chilometrici che la attraversano da parte a parte. Milano è circolare e le strade son fatte a ragnatela perfetta, per cui la prospettiva sull'orizzonte, dal basso e dall'interno della città, è inevitabilmente chiusa su se stessa.
Ma basta provare a salire ai piani alti e la magia sull'orizzonte si apre.
Oltre alle foto stupende di Stefano Gusmeroli, che già l'altra volta ho segnalato e che dimostrano che l'orizzonte di Milano abbraccia l'intero arco circolare montuoso della Pianura Padana, dal Monviso alle Orobie, con le Grigne, il Rosa e tutti i quattromila del Vallese in primo piano (il Monte Rosa è molto più vicino a Milano e la parete est, la più alta d'Europa, dà proprio sul versante meneghino!), fino all'Appennino a sud, ci sono anche le mie molto più brutte foto scattate al volo, ad esempio, dalle finestre del mio ufficio milanese di cinque anni fa, di cui qui un esempio.
Ma a parte le montagne. Che, per dire, a Milano ci son pure i laghi, allora.
A parte questo, dunque.
Lasciamo perdere la posizione, per un attimo, e parliamo delle città, ché in realtà son ben queste che andrebbero messe a confronto.
Palazzo reale, la Mole, il museo egizio, il Po. Ok. Va bene. Le colline intorno: ennò, ci risiamo. Non stiamo parlando di questo. Fine Torino.
Milano, a casaccio e senza nemmeno pensarci tre secondi: il Duomo, il Castello Sforzesco, Sant'Ambrogio, il Cenacolo di Leonardo, la Scala, Galleria Vittorio Emanuele, Palazzo reale, Brera, il Poldi Pezzoli, l'Arena, i navigli, la Triennale, la rotonda della Besana, cinque università.
La periferia di Milano è orrenda, orrendissima, ma la periferia di Torino riesce ad essere ancor peggio (e quella di Roma le batte tutte, se è per questo). Perfino qualche amico torinese lo riconosce. Non fosse altro perché a Milano qualche avvisaglia di progetto di recupero delle periferie e di investimenti in tal senso, perlomeno, si intravvedono qua e là. A fatica, molto a fatica, e con i tipici tempi del Bel Paese, ma ci sono.
Mi dicon tutti che le olimpiadi a Torino (eran le olimpiadi, giusto?) sono state un'occasione straordinaria per lo sviluppo della città. Francamente io, questo sviluppo, non riesco a coglierlo. Forse non ricordo come fosse prima, il che può sicuramente essere.
Ci sono cose che apprezzo di Torino, invece: ad esempio la gente, lo dicevo l'altro giorno. Milano è una città infernale, se penso ai milanesi. Torino è molto più piacevole e si fa benvolere, almeno per me che son foresto. Non lo avrei detto: so cambiare idea, l'ho cambiata.
A Torino l'aria sembra essere decisamente migliore, è vero. Io a Milano ormai non respiro. Il traffico di Milano è da guerra civile continua sette per ventiquattro per trecentosessantacinque. Torino, al confronto, sembra Singapore (anche se pure Torino, se becchi la giornata sbagliata, la raderesti al suolo: lei, i suoi semafori e i suoi automobilisti).
A Torino, poi, ci son delle gran belle piazze. Ma proprio belle. Questo sì. A Milano, Piazza del Duomo a parte, non me ne vengono in mente di analoghe quipperquì, perlomeno certamente non nel centro storico.
E insomma, alla fine Milano non c'entra nulla qui. Questo è il post di Torino per il Progetto 110.
E fine della questione.
Il sarcofago della Sindone, nel Duomo di Torino |
La Mole Antonelliana, Torino |
Piazza Castello e Palazzo Reale, Torino |
Il Po all'altezza di Ponte Vittorio Emanuele I, Torino |
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| TAG: torino, milano |
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Sto perfino iniziando ad orientarmici e ad impararne i punti cardinali, di Torino.
Tipo, io sto qui a Mirafiori, il centro è là, il Po sta qua sotto, corso Giulio Cesare è sempre dritto in fondo dall'altra parte e c'è pure un tram che mi ci porta diretto. Eccetera.
Ad esempio, scopro solo oggi che, se escludiamo la torre Telecom di Rozzano ed una ciminiera dell'Enel, la Mole Antonelliana è l'edificio più alto d'Italia. Altro che Pirellone & c. (a Milano sono in costruzione - in teoria - i tre grattacieli previsti per l'Expo che sulla carta dovrebbero essere ancora più alti, ma per il momento si tratta di fenomeni osservati solo nel campo del paranormale, tipo la linea 4 della metropolitana).
Poi, che devo dirvi: a Torino, ovunque abbia a che fare con servizi al pubblico, mi sembran marziani (sullo standard di riferimento della Madonnina). Per dire, si riesce a mangiarci decentemente spendendo perlomeno la metà che a Milano, ti fan sempre lo sconto arrotondando per difetto e ti offrono sempre qualcosa, dolce o digestivo di regola.
Oppure, prendete l'hotel Guala, dove alloggio. Toglietegli tranquillamente di default la solita stella, come nel resto d'Italia. Ma, a parte questo, la gentilezza e la cortesia dello staff son paragonabili a quelle giapponesi. Dopo averci alloggiato la prima notte, poi, ti trattano come se fossi il loro miglior cliente da anni e ci manca solo che ti chiamino per nome.
E infine, dopo anni di frequentazione sommaria del capoluogo piemontese, per una volta devo riconoscerlo: ieri mattina, quando sono arrivato, a Torino c'eran le montagne. A Milano, due ore prima in condizioni atmosferiche in teoria più favorevoli, no.
E insomma, non ci riuscirete mai a convincermi che Torino è bella. Ma diciamo che, dopo un mese di frequentazione forzata un po' più capillare e ragionata, la mia idiosincrasia inizia ad essere leggermente scalfitta.
Per dirla in altri termini: almeno qui sembrano non esser così stronzi come a Milano.
(Non ultimo, a Torino c'han Chiamparino, che fa anche rima. Noi abbiam la Moratti. Persino Cota - cough, cough - è meglio di Formigoni. Capìte bene che non c'è partita, mi tocca trasferirmi).
(Per quanto, "noi" un tubo, ché io con Milano non ho più niente a che fare da sei anni ormai: io sto ad Arcore) (be', ecco, Arcore poi....) (vabbè, lasciamo perdere).
(Comunque, agli amici Torino che mi menan le balle da anni con 'sta storia che a Torino ci son le montagne e a Milano no, non bastassero le decine di foto del Monte Rosa e delle Grigne scattate da Milano e dintorni che ho pubblicato fra queste pagine - e sottolineo, soprattutto, del Monte Rosa, mica di quelle due colline qua attorno che spaccian per monti - consiglio di farsi un giro qua e qua, progetto al quale sono orgoglioso di aver contribuito in minima parte.
Dopo parliamo delle montagne di Torino). |
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| TAG: torino |
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