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10 Centodieci/34-36: Friuli safari adventure/1
DIC Centodieci
Nelle ultime settimane ho fatto un po' la spola per lavoro fra Milano e Ljubljana, che fra parentesi è una discreta rottura perché non esistono voli diretti, di treni nemmeno a parlarne, di fatto non c'è alternativa comoda all'auto e son pur sempre cinquecento chilometri.
Di buono c'è che ho colto l'occasione per dare una bella botta al Progetto Centodieci, piazzando una sosta mordi e fuggi in tutti e quattro i capoluoghi del Friuli, che un po' in culo al mondo allo Stivale stanno e non è che siano proprio sulle mie rotte consuete. In effetti, per quanto in questi anni mi sia capitato alcune volte di attraversare in corsa il nordest nei miei ripetuti viaggi verso i Paesi slavi, del Friuli non conosco quasi nulla (e a proposito di Centodieci, notizie dell'ultima ora fan presupporre che, nemmeno a dirlo, le province non le toccherà nessuno, nel caso qualcuno ci avesse mai creduto).

Al solito avrei preferito riuscire a buttar giù in diretta un post per ciascuno dei quattro capoluoghi, ché son sicuro mi sarebbe uscito assai meglio. Invece, come ormai sempre più spesso accade nei miei spostamenti, ho affidato le prime impressioni a caldo al microblogging su FriendFeed e ai relativi commenti dei miei follower, tralasciando anche di prendere i soliti appunti che uso poi a distanza di tempo per scrivere i miei post. E sì che ormai viaggio sempre con l'iPad sotto braccio.
Comunque, giusto a onor di cronaca e per non lasciar nulla sparso in giro, ecco qua uno screenshot tratto dalle mie avventure a Gorizia e Udine.

FFGorizia

A Trieste ero già stato una decina d'anni fa, a Udine una sola volta a metà degli anni '70 e non ero mai più tornato. A Gorizia non avevo invece mai messo piede.
Trieste la ricordavo come una città fredda, fredda nell'aria, molto banalmente forse perché c'ero stato d'inverno. Nonostante l'occasione non fosse stata delle migliori, ne conservavo comunque un buon ricordo e in effetti mi ha accolto piacevolmente anche questa volta, ché il panorama scendendo dall'autostrada, con tutte le navi all'ancora in rada quassù in cima all'Adriatico, è sempre assai suggestivo.

È una città meravigliosa per correre Trieste, con quel lungomare infinito e le colline carsiche che la chiudono alle spalle. È una città di frontiera, lontana da tutto il resto, ché quando sei a Venezia te ne mancano ancora centocinquanta e le corsie in autostrada scendono a due: il traffico diminuisce, una volta lasciato alle spalle il passante di Mestre, e son quasi solo TIR slavi e poche auto che si spingono fin laggiù, così che ti chiedi se per caso quelli di Trieste vengano mai a farsi un giro più a occidente, o se se ne rimangano arroccati in fondo alla loro baia a trafficare con gli slavi e, a noi di qua, semplicemente ci ignorino e punto.
Ché a Trieste ti senti davvero foresto, perlomeno arrivando dalla Pianura Padana. E persino io, che son genovese, mi sento un po' straniero a Trieste, per quanto secondo me la gente delle città di porto sia un po' tutta figlia della stessa madre...
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TAG: udine, gorizia, trieste
23.34 del 10 Dicembre 2012 | Commenti (0) 
 


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