Orizzontintorno Carlo Paschetto
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03 Venti mesi
MAG Amarcord, Prima pagina
Di recente mi capita spesso. Scrivevo di Al Raqqa lo scorso dicembre e di Aleppo qualche tempo prima, e ancora di Kiev prima che la situazione degenerasse.
Oggi tocca a Odessa, per le cui bellissime strade mi aggiravo e di cui scrivevo appena un anno e mezzo fa.

E ancora una volta, quel senso di smarrimento totale nel vedere le immagini in fiamme di vie che ho vissuto e amato, la cui polvere porto ancora addosso, ché è solo ieri che trascorrevo le mie serate seduto ai tavolini di qualche caffè lungo la Derybasivska, a scattare foto, prendere appunti, chiacchierare con quella gente e vivere in mezzo a loro.

OdessaA
Odessa, agosto 2012
OdessaB
Odessa, maggio 2014 (fonte: Reuters, via Corriere)
TAG: odessa, ucraina
22.29 del 03 Maggio 2014 | Commenti (0) 
 
08 Ne conto almeno ancora una a Bishkek, però
DIC Prima pagina, Amarcord
E niente, pare che abbia fatto giusto in tempo a fotografarla. E pensare che non era nemmeno così facile notarla, ché non è che fosse proprio proprio in centro e particolarmente in vista. Anzi, avevo dovuto girare un po' per trovarla e quel che è curioso è che era a due passi dal mio hotel e c'ero già passato davanti altre volte senza accorgermene.

Un altro pezzo che non esiste più della mia carriera di viaggiatore.

Lenin1
Kiev, agosto 2012

Lenin2
Kiev, dicembre 2013 (credit: Corriere.it)
TAG: kiev, ucraina
20.26 del 08 Dicembre 2013 | Commenti (0) 
 
29 Moldova e Ucraina 2012 /4: Chornobyl
AGO Travel Log: Ucraina e Moldova

During the visit to the exclusion zone and zone unconditional (mandatory) resettlement:

- you're not allowed to carry the weapons in;
- you're not allowed to consume alcohol and drugs;
- you're not allowed to eat and smoke in the open air;
- you're not allowed to put photo and video equipment on the ground;
- you're not allowed to take any items originating from the exclusion zone and zone unconditional (mandatory) resettlement outside these zones;
- you're not allowed to take outside the exclusion zone and zone unconditional (mandatory) resettlement any crop production or livestock (vegetables, fruits, berries, mushrooms, plants, fish, other foodstaffs grown (produced) in the exclusion zone and zone of unconditional (mandatory) resettlement), except for the samples aimed at scientific purposes under the special permit;
- you're not allowed to take animals (dogs, cats, etc.) outside or carry them inside the territory of the exclusion zone and zone unconditional (mandatory) resettlement;
- you're not allowed to violate the dress code (wear open shoes, short pants, skirts);
- you're not allowed to stay in the exclusion zone and zone unconditional (mandatory) resettlement without the accompanying person;
- you're not allowed to leave the exclusion zone and zone unconditional (mandatory) resettlement in additional means of individual protection;
- you're not allowed to attend the dining room in dirty clothes and shoes;
- you're not allowed to drink water from wells, rivers and other terrestrial sources;
- you're not allowed to swim, sunbathe, fish, hunt, gather fruits, vegetables, berries, mushrooms and other forest products;
- you're not allowed to eat fruits, mushrooms, berries, venison, poultry, fish and other food products grown in the exclusion zone and zone unconditional (mandatory) resettlement;
- you're not allowed to visit Zone I (10-kilometer zone) and Zone II (buffer) without approval from the radiation safety service and without the accompanying person;
- you're not allowed to move around the territory of the Zone I (10-km zone) and Zone II (buffer) outside the designated routes.


[Paragrafo 6.4 del regolamento di accesso alla Zona di esclusione di Chernobyl, la cui lettura e sottoscrizione integrale fa parte del briefing di addestramento prima di entrare nell'area.]

Adesso si chiama Chornobyl e si trova in Ucraina, a soli 16km dalla frontiera con la Bielorussia. Il 26 aprile del 1986 era ancora Chernobyl, il suo nome russo. Quello che mi son sempre chiesto, perlomeno da quando ho iniziato ad approfondire la storia dell'incidente nucleare più disastroso dell'era moderna, è perché mai si sia sempre parlato di centrale di Chernobyl, che in realtà è a una ventina di chilometri dalla centrale, e non di Prypyat, la cittadina a soli tre chilometri che all'epoca dell'esplosione contava quasi cinquantamila abitanti e che venne completamente evacuata d'urgenza nelle ore successive al disastro.
Comunque sia, Chornobyl e Prypyat oggi si trovano nella Zona di esclusione, un'area di 30km di raggio dalla centrale che da allora viene tenuta sigillata e isolata dal resto del mondo. Più o meno.

Più o meno perché, a parte alcune decine di ex residenti che hanno deciso di tornare sfidando i divieti del Governo, nella Zona di esclusione vivono e lavorano, alternandosi in turni di durata variabile, ingegneri, scienziati, biologi, militari e tutte quelle centinaia di persone che contribuiscono ancora oggi alla decontaminazione del territorio e delle infrastrutture, al controllo, alla manutenzione della centrale fantasma e alla costruzione del nuovo sarcofago per il reattore numero 4, quello esploso, la cui copertura d'emergenza costruita nei mesi immediatamente successivi all'incidente sta cedendo pericolosamente. E il nocciolo là sotto, per la cronaca, sta ancora fondendo.

Dentro la Zona di esclusione, a turno con alcuni colleghi, vive anche Nikolai, un biologo che è la mia guida all'interno dell'area e che, mentre superiamo il check point di ingresso, mi legge il regolamento e me lo fa firmare.
Per entrare qua ci vuole un permesso governativo speciale: un mesetto fa mi ero rivolto a una delle agenzie di Kiev che provvedono a inoltrare la richiesta e alla eventuale logistica per raggiungere la Zona di esclusione. Al check point di ingresso si viene accolti dalla guida assegnata dal Governo ucraino, il cui compito è istruire i visitatori sulle regole da osservare, accompagnarli nell'escursione, controllare che rispettino tutte le precauzioni necessarie e guidarli in sicurezza all'interno dell'area contaminata.
La guida ha l'elenco dei nominativi delle persone che le sono state assegnate e verifica i passaporti. Questo non è un giro turistico: è un'esperienza da prendere parecchio seriamente, regolata da uno strettissimo protocollo di normative e controlli. Per dire: dal momento dell'ingresso nella Zona di esclusione, dovesse cadermi una qualsiasi cosa per terra, dovrò abbandonarla.
All'uscita, persone e veicoli vengono sottoposti a verifiche del livello di radiazione assorbito e, in caso venissero riscontrate anomalie o valori fuori norma, a opportune procedure sanitarie di decontaminazione.

Vorrei che trovaste il tempo di leggervi le pagine di Wikipedia che ho linkato qui sopra e che raccontano e spiegano, molto meglio di quel che possa fare io, cosa accadde esattamente a Chernobyl nel 1986 e quale sia la situazione odierna.
Sto anche montando un piccolo cortometraggio con il materiale che ho girato all'interno della Zona di esclusione, che spero di completare e pubblicare qua dentro in tempi brevi. Suppongo funzioni meglio di qualunque cosa possa aggiungere [Edit: lo trovate qui].
Il resto provo a raccontarvelo con una specie di storyboard composto di sole immagini.

Le scarpe non le ho buttate: erano le uniche che avevo con me in viaggio. Speriamo sia stato sufficiente il lavaggio obbligatorio delle suole prima dell'accesso all'area decontaminata.
Che poi al ritorno fosse il caso di lavare separatamente (anche) i vestiti indossati durante l'escursione l'ho letto solo oggi, navigando in Rete nei regolamenti: evidentemente durante il briefing mi era sfuggito.

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Benvenuti a Chornobyl. La strada è deserta già da un po'.
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Monumento ai primi vigili del fuoco intervenuti la notte del 26 aprile 1986: tutti morti
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Check point di ingresso alla Zona di esclusione (*)
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Dentro la Zona di esclusione
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Radioattività al suolo 170 volte maggiore del normale
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Immagini da Prypyat, a 3km dalla centrale: una Pompei del XX secolo
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Un orologio a Prypyat fermo sull'ora dell'esplosione
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Il reattore numero 4 della centrale di Chernobyl, coperto dal sarcofago
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Nikolai, la guida governativa che mi ha accompagnato
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Controllo del livello di radiazioni all'uscita dalla Zona di esclusione
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Controllo del livello radiazioni sul veicolo uscendo dalla Zona di esclusione

(*) L'immagine del check point di ingresso alla Zona di esclusione l'ho scaricata da internet perché in teoria fotografare il posto di blocco è vietato; ovviamente l'immagine è tranquillamente disponibile su Foursquare.
TAG: chornobyl, chernobyl, ucraina
09.21 del 29 Agosto 2012 | Commenti (6) 
 
28 Moldova e Ucraina 2012 /3: da Odessa alla Crimea
AGO Travel Log: Ucraina e Moldova
È il 24 agosto, il mio ultimo giorno a Kiev, o Kyiv per dirla alla ucraina, sono seduto al mio caffè preferito sulla Kreshachatyk, il boulevard principale della capitale, ho una Krušovice scura media, c'è il WiFi gratuito come quasi ovunque in Ucraina e sto aspettando di andare in stazione, come al solito, per prendere il treno che stanotte mi porterà a Lviv, ultima tappa di questo bel viaggio che, a questo punto, posso dire sia stato comunque parecchio al di sopra delle aspettative.
Oggi è la Festa di indipendenza dell'Ucraina, ventunesimo anniversario per la precisione, e a Kiev succede di tutto. Ma io sto per raccontarvi di Odessa, della Crimea e del Mar Nero, le cui coste ho lasciato ormai da quattro giorni per venire quassù, attraversando tutta l'Ucraina. Ho bisogno di riavvolgere il nastro, perché mi sembra una vita fa. E poi qua sono nel centro dell'orgoglio ucraino, là ero in Russia. Perché Odessa, ma ancor più Sevastopol, sono Russia a tutti gli effetti. Sono i blu, loro, mentre qua a Kiev son di casa gli arancioni (e ancor più lo saranno a Lviv) (che poi, in effetti, Kiev e Lviv son piene di Hare Krishna, che era una vita che non li vedevo, ma mi sa che non c'entra).
È che alla fine, l'Ucraina, è davvero spaccata in due: russi a oriente, ucraini a occidente. Russo da una parte, ucraino dall'altra. Che, sebbene si scrivano entrambi in cirillico, alla fine nemmeno l'alfabeto è proprio uguale uguale.

È che faccio presto, io, a dire che ucraino e russo son tutte la stessa roba, perché in realtà non è affatto vero. I russi, ad esempio, ce l'han con il Governo che ha imposto l'ucraino come lingua ufficiale, convertendo anche tutti i documenti e le scartoffie della burocrazia e mettendo nei guai buona parte della popolazione di lingua madre russa che l'ucraino non lo parla, soprattutto gli anziani. Gli ucraini, quelli veri, capiscono invece il russo senza problemi e se ne sbattono.
Per non parlare della conversione dei testi scolastici. Della lingua usata nelle scuole. Insomma, un casino. E si menano di conseguenza: in teoria come in Tirolo, nella pratica peggio.

Mi spiega tutto ciò Maria, mentre mi accompagna in giro per la Crimea in una giornata che a tratti è rovente e a tratti dà giù più acqua di quanta ne abbia vista Noè. Lei, ad esempio, si dichiara russa. Mi spiega che la segnaletica stradale è bilingue, almeno quaggiù fra Odessa e la Crimea. Io non ci avevo proprio fatto caso, mi pareva semplicemente tutto cirillico. In effetti l'alfabeto lo è, ma le lingue son diverse e alcuni caratteri anche: per esempio, l'ucraino ha sia la lettera "i" come la nostra, sia la "?", che si pronunciano leggermente diverse, mentre il russo ha solo la "?" che però si pronuncia come la "i". Così, nei cartelli, quel che leggo sopra è ucraino e quel che leggo sotto è russo.
Perfetto, adesso posso orientarmi da dio e buttar via gps e cartine.

Maria è di Yalta, fa la guida turistica e parla un inglese oxfordiano. Mi preleva a Sevastopol il secondo giorno della mia permanenza e in una giornata mi fa fare il giro completo della Crimea che conta: Bakhchysaray, l'enclave degli ultimi tatari, e Yalta. Mi sono deciso a optare per questa soluzione all in one per guadagnare tempo, risolvere in un colpo tutti i problemi logistici e cercare di riuscire a vedere tutto quello che posso quaggiù nel poco tempo che ho a disposizione.
Non mi piace, mi costa e mi tocca andare a ruota per un'intera giornata, e Maria è logorroica almeno tanto quanto le serve per dimostrare il più possibile le sue competenze e la sua padronanza dell'inglese, e io odio fare conversazione, tanto più se dopo ore di lezioni di storia sull'impero russo, gli zar e tutte le guerre di Crimea, che per la cronaca sono innumerevoli, finisce irrimediabilmente a noi in Ucraina così, voi in Italia cosà.
Io sono un viaggiatore solitario e silenzioso. Guardo, osservo, leggo, studio. Parlare mi stanca, soprattutto se devo fare acrobazie linguistiche.

E vabbè. La Crimea è grande, ho una giornata di tempo e solo per capire quale sia la Marshrutka che da Sevastopol va a Bakhchysaray, da dove parta, a che ora e quanto costi impiegherei un'ora. E poi da lì a Yalta, stessa storia. E poi di nuovo da Yalta a Sevastopol. Senza contare che quel che voglio vedere non si trova nei centri città, ma lungo le strade e nei sobborghi.
No, da solo in un'unica giornata è impossibile: vada per Maria e un'auto con driver. Altre soluzioni intermedie, qui, non ce ne sono a portata di mano e non ho tempo di trovarle.

Ma com'è che sono arrivato a Sevastopol e a Maria? Ché c'era Odessa prima, ché là c'eravam lasciati. E Odessa non è ancora in Crimea, sebbene si affacci sul Mar Nero. Sebbene russa fin nel midollo. Sebbene bellissima.
Quanto è bella Odessa. Quanto è viva, poi. Non so come dirvelo.

Io di Odessa sapevo per via della scalinata Potëmkin. E sapevo che ci facevan scalo le crociere sul Mar Nero. Anche se poi, Odessa, diciamolo, è un nome evocativo di per sé. Erano anni che me lo dicevo fra me e me, certo che Odessa, pensa andare a Odessa, chissà Odessa.
E ora eccomi qui. Come mille altre volte. A forza di evocarla ci son davvero arrivato senza quasi rendermene conto, quasi per caso, ché fino a tre mesi fa, per dire, nemmeno me lo immaginavo che davvero avrei camminato su e giù per la Derybasivska e che mi sarei fatto fotografare sulla scalinata Potëmkin. Che, io ve lo dico: è una cagata pazzesca.
Lo so che la battuta è facile, ma è anche la verità: se a Odessa c'è una cosa francamente evitabile è la scalinata resa famosa da Paolo Villaggio. Pardon, dal maestro Sergei Eisenstein. A meno, probabilmente, da avere una carrozzina da buttar giù per vedere l'effetto che fa (e l'occhio della madre, il montaggio analogico, eccetera).

Odessa sono i palazzi. Le architetture bellissime. Le grandi vie. Il porto sul Mar Nero. E la vita, l'incredibile vita, non solo notturna, l'eterogeneità della folla. Quanto è cosmopolita e internazionale Odessa.
E non credete a chi vi dice Arkadia. La più famosa spiaggia di Odessa di giorno è affollata peggio del lido di Jesolo a Ferragosto e il mare fa ancora più schifo. Di sera è il vostro luogo solo se siete a caccia di donne, di fiumi di alcool, o di discoteche leggendarie. Arkadia è la Riccione del Mar Nero, ma se venite fin qua per questo potete stare tranquillamente a casa: costa tutto uguale, anche le donne (considerazione che potete leggere come volete). Che, badate bene, sono le stesse, anzi peggio, perché le ucraine che vi immaginate voi, d'estate, vengono a Riccione: a Odessa, come dicon qua, piomban le contadine.
La vera vita di Odessa, anche quella by night, è in centro e si muove fra il bellissimo teatro e la Derybasivska, su e giù, di vasca in vasca, di negozio in negozio, di locale all'aperto in locale all'aperto. Perché a Odessa, va detto, e per la verità ovunque anche in Crimea, si vive comunque all'aperto e se fa freddo - e qui lo fa, spesso, non fosse altro perché tira vento - non c'è problema: vi buttano una coperta sulle spalle e si sta fuori lo stesso.

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La spiaggia di Arkadia sul Mar Nero, Odessa
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La moleskine che da anni uso per comunicare e i biglietti del treno conquistati grazie ad essa

Lascio Odessa a malincuore per raggiungere Sevastopol, in Crimea, e affronto così il primo dei viaggi notturni in treno con cui attraverserò tutta l'Ucraina. Ché in questo Paese, che è grande parecchio, i viaggi in treno di notte sono ancora la consuetudine per gli spostamenti lunghi anche perché la rete sovietica, tutt'ora operativa, è lenta, lentissima, per quanto efficiente e puntualissima come da tradizione.
O quasi: perché proprio nel viaggio da Odessa a Simferopol, capitale della Crimea, mi tradisce bucando l'orario di arrivo di quasi un'ora su dodici di viaggio...
[Continua a leggere]

TAG: Odessa, Sevastopol, Sebastopoli, Crimea, yalta, bakhchysaray, ucraina
09.07 del 28 Agosto 2012 | Commenti (0) 
 
22 A night on the #298 train Sevastopol-Kyiv
AGO Travel Log: Ucraina e Moldova
Di solito il microblogging di viaggio lo affido a Twitter, ma ci sono episodi che preferisco tracciare su FriendFeed perché il tema si presta ad essere sviluppato come una conversazione fra amici, commentato in tempo reale e, soprattutto, ad essere organizzato in unico thread di post tutti collegati fra loro, piuttosto che in una sequenza slegata di tweet.
Così, sebbene gli amici su FriendFeed abbiano accesso ai tweet (che vengono automaticamente importati), chi mi segue solo su Twitter non legge le eventuali discussioni che vanno avanti su FriendFeed, né i commenti ai medesimi tweet.

L'altra notte ho viaggiato sull'alienante treno da Sevastopol a Kyiv: ho scritto un solo tweet per annunciare la mia partenza, ma poi la conversazione e il racconto del viaggio sono proseguiti su FriendFeed. Qualche amico che mi segue solitamente su Twitter si è domandato che fine avessi fatto e che mi fosse accaduto nel corso della nottata, viste le premesse. Così ho pensato di riportare qui sul blog la timeline di FriendFeed di quella notte, anche per completezza del travel log.

[E sì, sono ancora indietro con i reportage da Odessa e dalla Crimea. Con calma arrivano anche quelli].

Aspetto con terrore di scoprire chi sarà il mio compagno di cuccetta. #MDUA2012
Lunedì da Advanced Tweets -
Questo vagone è in pezzi, rovente e puzza come una fogna. Va a finire che rischio di aver viaggiato meglio la scorsa volta in seconda. Speriamo ci sia l'aria condizionata quando parte. Perlomeno pare esserci una presa 220B. - ?????? ????????? [Carlo] da FFHound!
Aria condizionata un tubo, è sigillato e ci saranno 40 gradi. È stato pure parcheggiato ore al sole. Devo farci almeno 16 ore qua dentro... - ?????? ????????? [Carlo] da FFHound!
E le prese non funzionano, né 220 né 110. - ?????? ????????? [Carlo] da FFHound!
A Simferopol è salita la mia compagna di viaggio. È una signora russa di 108kg e altrettanti bagagli, compresa finta borda Chanel. È chiaramente incazzata nera perché il suo compagno di viaggio, il barbone extracomunitario (nel senso della CSI) che sta scrivendo, le fa schifo. Andiamo bene. - ?????? ????????? [Carlo] da FFHound!
Il fatto poi che non parli russo la scoccia ancora di più. Si è attaccata al telefono e sta mandando affanculo quello che le ha fatto la prenotazione, credo. - ?????? ????????? [Carlo] da FFHound!
Ma il bello è che io sto occupando il SUO letto. Queste sono cuccette a castello: siccome ero solo e ci sono diecimila gradi mi sono sistemato su quella di sotto, ma la mia sarebbe quella di sopra. Adesso vediamo se mi sputa addosso e mi mena, chiama la milizia, o cerca di arrampicarsi su quella di sopra con il suo elegante vestito da passeggio bianco. - ?????? ????????? [Carlo] da FFHound!
Ha chiamato a raccolta amici e provonidtsa. Mi hanno sloggiato a forza. - ?????? ????????? [Carlo] da FFHound!
Ho capito tutto. È la madre/suocera di una giovane coppia in viaggio con lei. Ehi, ma ha preso il cappello, la finta Chanel e se è andata! - ?????? ????????? [Carlo] da FFHound!
Hanno acceso l'aria condizionata. Gelo siberiano. Ecco perché mi han dato una coperta. - ?????? ????????? [Carlo] da FFHound!
Aggiornamento: la signora proprio non ne voleva sapere di stare con me. Mi ha spedito la figlia/nuora. Che senza fare una piega si è spogliata e messa in vestaglia per la notte davanti a me. Il marito è alto due metri, ha i capelli biondi taglio marines, la mascella quadrata ed è molto tatuato. - ?????? ????????? [Carlo] da FFHound!
Al risveglio io la mia socia ed io siamo bloccati nella cella frigorifera. Serratura andata. Scatta la complicità italo-ucraina e riusciamo a liberarci come Houdini. Sorride, almeno lei, finalmente. - ?????? ????????? [Carlo] da FFHound!
Vado a chiedere un chai alla provodnitsa. Mi sorride anche lei, ironicamente, e mi chiede se ne voglio due. Ne prendo due così lei è tutta divertita e convinta che nella notte si sia consumato un incandescente incontro al vertice. - ?????? ????????? [Carlo] da FFHound!
Comunque, in tutto ciò, devo ancora farci tre ore su 'sto treno e voglio una camera d'albergo, un bagno e un letto vero. - ?????? ????????? [Carlo] da FFHound!
Il marito è venuto a riprendersi moglie e bagagli. Non mi ha degnato di uno sguardo né di una parola. Noto solo ora i lunghi baffi cosacchi di lei. - ?????? ????????? [Carlo] da FFHound!
La tipa peraltro nemmeno ha fatto il gesto di pagarselo il suo chai. - ?????? ????????? [Carlo] da FFHound!
Comunque questi scompartimenti sono peggio delle celle di Guantanamo, andrebbero segnalati ad Amnesty International. Lunghezza un metro e ottanta esatti, tocco con la testa e coi piedi. Larghezza meno di un metro. Altezza siamo sui due e venti. Tutto di metallo. Finestrino blindato. Una vera e propria cella di isolamento. - ?????? ????????? [Carlo] da FFHound!
E insomma, entro ora a Kiev. Prossima radiocronaca dall'espresso notturno Kiev-Lviv. - ?????? ????????? [Carlo] da FFHound!
TAG: Ucraina
10.20 del 22 Agosto 2012 | Commenti (0) 
 


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