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19 Cosa porto con me
MAR Travel Log: Isole Cook ed RTW 2018, Spostamenti
Mi è stato chiesto da alcuni lettori come abbia poi risolto la configurazione del bagaglio per questo giro del mondo, cosa ho infine portato con me e a cosa ho rinunciato.
L’ultima domanda è scontata: come avevo immaginato, ho lasciato a casa la reflex. Tutte le foto che ho pubblicato e tutte quelle che sto selezionando per l’archivio sono state fatte con l’iPhone 6.
In alcune rare occasioni ho un po’ rimpianto di non avere la fedele Canon con me, più che altro per qualche foto macro o per il teleobiettivo, ma francamente il vantaggio di viaggiare il più leggero possibile e senza la preoccupazione aggiuntiva della reflex ha di gran lunga prevalso di fronte all'alternativa di avere al collo per quindici giorni qualche chilo di ferro, solo per portare a casa magari un paio di scatti particolari centrati bene.
Fra l’altro, dovermi preoccupare della cura della macchina fotografica, ad esempio durante la navigazione nella laguna di Aitutaki sulla piccola imbarcazione di Puna, o fare il trekking del cross island a Rarotonga con il macigno al collo, sarebbe stato di gran lunga più una scocciatura che un vantaggio.

Per questo viaggio ho comprato apposta un nuovo trolley, rinunciando al mio fido e solito compagno di viaggio della Samsonite. Due le ragioni: la prima, il peso del Samsonite, 2,5kg da vuoto, che dovendo combattere con il limite teorico dei 7kg imposto dalle compagnie aeree sul bagaglio a mano avrebbe voluto dire partire col 40% del peso consentito già bruciato dal solo contenitore; la seconda, cercavo qualcosa che fosse un ibrido fra un classico trolley e uno zaino: questo perché avevo immaginato di trovarmi nella situazione di dover portare il bagaglio con me sullo scooter a Rarotonga e l’unica possibilità sarebbe stata trasportarlo sulle spalle.

A meno di viaggi che richiedano per qualche motivo spostamenti specifici in cui sia l’unica soluzione, da anni non viaggio più con lo zaino: sia in generale per problemi di schiena, sia perché nel trolley viaggia molto meglio qualunque tipo di vestito (specialmente camicie o capi di abbigliamento che non siano solo t-shirt e jeans), sia perché alla fine trovo infinitamente più comodo trascinarmi dietro il bagaglio e all’occorrenza abbandonarlo per terra ben stabile sulle sue rotelle, piuttosto che avere sempre a che fare con lo zaino addosso (coi giacconi d’inverno, o col caldo d’estate), o con una normale sacca da viaggio che struscia per terra ovunque, mi dà fastidio a tracolla, si affloscia e si deforma a seconda dei contenuti e di quello a cui si appoggia contro, eccetera.
Insomma, sono ormai del partito trolley forever, non rigido in modo che la capienza abbia una buona tolleranza, di dimensioni adeguate per essere trasportato come bagaglio a mano con qualunque compagnia aerea, e con qualche tasca frontale per gli accessori che devono essere tenuti a portata di mano: almeno una piccola (chiavi, penna, cavi di ricarica, ecc) e una più grande (documenti A4, libro, iPad o laptop).

Detto ciò, dopo la solita infinita ricerca su Amazon, ho comprato questo:

RTW2018-47
Trolley Cabin Max

che poi è quello nella foto del post di tre settimane fa: estremamente leggero, funge sia da trolley che da zaino, ha un paio di discrete tasche frontali, è omologato per tutte le compagnie aeree (l’ho provato con tutte le griglie di verifica del bagaglio a mano che ho incrociato negli aeroporti e ha sempre superato il test senza problemi), soprattutto costa poco.
Dopo quindici giorni di viaggio in cui l’ho piuttosto maltrattato si è un po’ rovinato: non è robustissimo, va detto, ma alla fine fa il lavoro per cui l’ho scelto e considerato il prezzo sarebbe andato bene anche se fosse durato solo per questa occasione.
Così a occhio, non credo supererebbe tre viaggi di questo genere senza che una cerniera si rompa o che il tessuto si buchi in prossimità del fondo. Nel caso, sappiatelo.

Oltre al trolley sono partito con una piccola borsa a tracolla della Swissgear, una roba tipo questa:

RTW2018-48
Mini bag Swissgear

ma un po’ più sottile (non trovo il modello su internet).
È stata utilissima durante tutti gli spostamenti aerei, perché l’ho usata per tenere a portata di mano tutto quello che mi serviva in viaggio: caricabatterie, biglietti, documenti di viaggio, penna, libro, portafoglio e all’occorrenza ci ho infilato anche il MacBook Pro, che sebbene non ci entrasse completamente per lunghezza, ci stava perfettamente in larghezza e dunque potevo trasportarlo così.
A parte ciò, questa borsa mi è servita anche per truccare un po’ le carte in tavola: siccome non è catalogata come bagaglio a mano e rientra normalmente nelle cose che possono essere portate a bordo senza alcun limite di sorta, ho potuto all’occorrenza metterci dentro alcune cose pesanti (tipo appunto il MacBook) e alleggerire “ufficialmente” il trolley abbastanza da non rischiarne un imbarco forzato.

Infine, dentro al trolley stesso ho portato un piccolo zainetto della Quechua preso in prestito da Carola, di quelli che si comprano per pochi euro da Decathlon: l’ho prevalentemente usato durante la mia permanenza alle Cook come zainetto quotidiano, per andare in giro e portarmi dietro anche il telo da mare, gli occhialini, eccetera.

Detto del capitolo “contenitori”, ecco il contenuto per affrontare le stagioni e i climi che ho attraversato: dalla neve di Milano, alla stagione ciclonica delle Cook (temperatura fra i 28 e i 30 gradi di giorno, attorno ai 22-24 gradi di notte, scrosci di pioggia occasionali), alla tiepida tarda stagione invernale della costa pacifica americana (fra i 5 e i 15 gradi, ma ero preparato a temperature ben più rigide):

* Un paio di jeans, indossati alla partenza;
* Un paio di pantaloni leggeri di cotone da trekking, convertibili in bermuda;
* Tre magliette di fibra sintetica da running, leggerissime e che si asciugano in brevissimo tempo;
* Tre t-shirt di cotone, una indossata alla partenza: avrei potuto portarne una o due in meno, come al solito;
* Una camicia di cotone leggero a maniche lunghe, sportiva, da indossare di sera alle Cook per proteggermi un po’ dalle zanzare: mi sarebbe eventualmente tornata utile anche in America come secondo strato sotto il maglione, se avessi dovuto affrontare un clima più rigido di quel che ho trovato;
* Un maglione pesante, indossato alla partenza;
* Una felpa sottile di cotone, pensata per la sera alle Cook e mai usata;
* Un pigiama invernale;
* Kway, pensato in caso di poggia persistente alle Cook e mai usato;
* Guscio sottilissimo di goretex da alpinismo, indossato alla partenza;
* Shell termica da alpinismo, indossata alla partenza;
* Guanti (mai usati), berretto di pile e sciarpa sottile;
* Sei paia di mutande, due di calze di cotone sottile, due di calze più spesse;
* Un paio di sandali da outback, da usare come calzature alle Cook, come scarpe protettive per fare il bagno sulla barriera corallina, come ciabatte negli hotel, eccetera;
* Scarpe da trail running in goretex e suola in vibram, indossate alla partenza, usate in viaggio e alle Cook per il trekking nella foresta: impermeabili, indistruttibili, leggere;
* Occhiali da sole;
* Occhialini da bagno;
* Un paio di bermuda da bagno, che uso normalmente anche per andare in giro: sono quelli che si vedono ogni tanto nelle fotografie al mare;
* Un telo sottile da spiaggia (superfluo, i miei host alle Cook li avevano a disposizione);
* Farmacia completa che sono solito portare in viaggio, con le prescrizioni delle medicine indispensabili, per la dogana;
* Nel beauty case spazzolino, un mini dentifricio, lenti a contatto usa e getta e rasoi: li avrei tranquillamente lasciati a casa, ma ho pensato che non avevo alcuna voglia di presentarmi alla frontiera americana con la barba lunga avendo sul passaporto una foto completamente diversa;
* Lampada frontale;
* Un libro;
* Due mini Lonely Planet: Seattle e Vancouver;
* iPod con cuffiette;
* Moleskine e due penne Muji;
* MacBook Pro 13”;
* Powerbank;
* Un trasformatore con quattro prese USB e spine intercambiabili per tutti i continenti (quattro: australiana, americana, asiatica ed europea);
* Trasformatore MBP con spine intercambiabili come sopra;
* Due cavi micro usb e cavo lightning di scorta (superfluo, perché potevo ricaricare l’iPhone con il micro usb via Mophie, ma per precauzione);
* Un portamonete per levarmi dal portafoglio tutte le monetine che via via non mi servivano cambiando nazione;
* Un piccolo asciugamano da viaggio;
* Occhiali di scorta;
* Fototessera, ché non si sa mai: le porto sempre con me;
* Passaporto e fotocopia passaporto;
* Carta d’identità e patente;
* Bancomat e tre carte di credito: ne ho una senza limiti che è la mia carta preferenziale, una universale che uso in alternativa quando non mi prendono la prima e un’altra che trasporto separatamente, nascosta nel bagaglio, in modo che se per disgrazia perdo il portafoglio quando sono in giro ho sempre un’alternativa in hotel per emergenza.

Il bagaglio completo, alla fine, compreso quel che avevo dentro la borsa a tracolla, pesava attorno agli 11kg alla partenza e una quindicina al rientro, considerato quello che ho acquistato in viaggio.
Col trucco della borsa sono riuscito a tenere il trolley sempre attorno agli 11-12kg al massimo, ma non ho mai avuto alcun problema a portarlo a bordo con me, perché le dimensioni sono sempre rimaste nei limiti consentiti e il peso eccessivo non dava nell'occhio.

Cose che ho dimenticato: un cappellino. O meglio, non l’ho dimenticato, volevo portare il mio panama, ma mi sembrava scemo partire da Milano sotto la neve con un panama in testa e d’altra parte poi non avrei saputo che farmene nelle città americane. Non avevo invece voglia di portarmi un cappellino normale.
Così alle Cook mi sono bruciato stupidamente la testa.

Cose che controllo continuamente in modo maniacale quando sono in viaggio, praticamente ogni cinque minuti, per essere certo che siano sempre con me: portafoglio, passaporto e telefono.
No: non lascio mai e poi mai il passaporto in albergo, nemmeno nei Paesi più pericolosi e nelle situazioni più impestate. Piuttosto lascio giù carte di credito e soldi, ma mai i documenti: li ho sempre con me.
TAG: bagaglio, valigia, viaggiare
15.28 del 19 Marzo 2018 | Commenti (0) 
 


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