Orizzontintorno Carlo Paschetto
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13 Il mio mondo perfetto
LUG Viaggi verticali, Mondo piccolo, Fotoblog
Esiste.

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TAG: valnontey, gran paradiso
15.32 del 13 Luglio 2015 | Commenti (0) 
 
07 Home sweet home
LUG Viaggi verticali
Una di quelle giornate (quasi) perfette.

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TAG: Valnontey
22.49 del 07 Luglio 2015 | Commenti (0) 
 
06 Due tende e un pannello solare
LUG Viaggi verticali
Il 2013 lo abbiamo saltato, traditi da una febbre dell'ultima ora prima della partenza, il 2014 lo abbiamo saltato, ché non avevamo il calendario favorevole, ma quest'anno siamo tornati a casa e abbiamo raddoppiato: due tende, ché i piccoli esploratori ormai si son fatti grandi e guadagnano autonomia, e un pannello solare di ultima generazione per il capogita anziano nerd, ché abbiamo sempre più tecnologia da tenere in carica.

Per il resto nulla è cambiato: la Valnontey è sempre il luogo magico per eccellenza, il Gran Paradiso ci osserva sempre da lassù e fra l'altro proprio questi giorni compio trent'anni dalla mia prima volta qui e dal primo quattromila, ché il mio battesimo d'alta quota, e l'inizio della collezione di cime in aria sottile, furono proprio quassù.
Solo i camosci per ora non si son fatti ancora vedere. Ma abbiamo giorni davanti.

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La distribuzione del lavoro
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Being nerd in altitudine
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TAG: Valnontey
23.04 del 06 Luglio 2015 | Commenti (0) 
 
16 Back (in)to thin air
LUG Viaggi verticali
E così, la scorsa settimana, i Tati ed io siamo tornati per il terzo anno consecutivo a piantar la tenda nel nostro buen retiro di Valnontey. E ogni volta che, salendo in macchina, passo quell'ultima curva prima che la strada si interrompa, proprio al confine del Parco nazionale, e i ghiacciai del Gran Paradiso mi appaiono all'improvviso, ecco, io mi sento a casa.
Io sono tornato a casa.

Sono partito senza macchina fotografica, questa volta. Avevo con me un piccolo pannello solare a cui attaccare l'iPhone (e l'iPad), giusto a sottolineare che tant'è più passano gli anni e più la tecnologia ormai mi accompagna in ognidove. E comunque a quello mi sono affidato per portarmi a casa qualche immagine anche questa volta delle nostre avventure in alta quota e, soprattutto, dei filmati di ottima qualità, ché per i video, va detto, l'iCoso è davvero spettacolare.
Per il resto nulla: lassù siamo sempre in (quasi) isolamento. Niente corrente elettrica, i nostri sacchi piuma, un paio di fornelletti per preparare la colazione e la cena, ché a mezzogiorno si va di pranzo al sacco. Poca, pochissima gente, qualche camoscio che viene a trovarci durante il giorno. Quest'anno non si è vista la nostra amica volpe che nelle scorse occasioni si era più volte intrufolata di notte sotto alla tenda per rubare un po' di cibo.
E poi lunghe camminate, i Tati sono andati a cavallo, io mi sono staccato dal mondo.
È stata anche una settimana parecchio piovosa a tratti, soprattutto di notte l'acqua e i temporali ci han dato dentro, ma la nostra tenda ha tenuto alla grande.

Valnontey ha sempre la straordinaria capacità di farmi sentire lontano anni luce da ogni altra cosa nell'universo e di comunicarmi un senso di pace assoluta. E ritornare giù in pianura è ogni volta uno strappo. Non solo per me.
Se c'è una cosa di cui sono felice è di esser riuscito in questi anni a comunicare ai Tati quel senso di libertà assoluta e di appartenenza totale a questo paradiso terrestre che questi luoghi mi trasmettono da sempre.

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Il nostro campo in Valnontey
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Valnontey e il gruppo del Gran Paradiso sullo sfondo
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Visite consuete al nostro campo...

Sono passati ventisette anni da quando nel 1985 percorsi per la prima volta questa valle per salire la cima del Gran Paradiso con Eugenio e Roberto. Era il mio primo quattromila e quanti ne sono seguiti poi, anche se ci vollero otto anni prima che tornassi a misurarmi con l'alta quota.

Gli scorsi mesi ho completato la digitalizzazione del mio vasto archivio di diapositive, che copre vent'anni di viaggi e salite alpinistiche. In attesa di rinnovare completamente l'archivio fotografico di questo sito (lavoro che, al solito, mi porterà via mesi), sono dunque potuto andare a recuperare alcuni scatti di quella indimenticabile e straordinaria avventura dei miei vent'anni.
E no, non ce l'ho una foto sulla cima. Mi fermai alcuni metri sotto, giusto il tempo di fotografare il mio amico Roberto a fianco della madonnina di vetta, ché stava per scatenarsi il temporale e dovemmo letteralmente fuggir via da quell'ammasso di cumulonembi che stava per avvolgerci.

Così, tiro fuori le foto d'archivio con un po' di inevitabile nostalgia e colgo l'occasione anche per mostrarle ai Tati.

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Il nostro campo a Valnontey nel 1985, in primo piano il titolare qui a vent'anni...
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1985, salendo al Gran Paradiso, sotto al ghiacciaio della Tribolazione
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Sotto al colle dell'Ape, io in primo piano, Roberto in testa alla cordata
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Ancora 1985, Eugenio sale gli ultimi metri a quota quattromila sotto alla cima
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La cima del Gran Paradiso

E, parlando d'alta quota, abbiamo approfittato del primo giorno di bel tempo pieno, tirato su zaini e giacche a vento e siam partiti per Chamonix, ché dopo tutti questi anni era l'ora che i Tati mettessero piede anche sul Monte Bianco, facessero il loro record di quota e respirassero a pieni polmoni quell'aria sottile che fa così parte della mia vita.
La missione è stata un successo: Tati emozionati e felici a giocare sulla neve d'estate per la prima volta in vita loro e a toccare con mano uno dei terreni d'azione preferiti del papà; tempo (quasi) splendido.

Per quanto mi riguarda, ogni volta che esco ai tremilaottocento dell'Aiguille du Midi, metto il piede sulla cresta che scende alla Vallée Blanche e vedo la traccia sul ghiacciaio che risale il fianco settentrionale del Tacul, attraversa il muro del Maudit e arriva sulla cima del Bianco, quel che provo non ho parole per.

Né ci provo, a dirvelo.

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L'attacco della cresta dell'Aiguille du Midi e le Grandes Jorasses sullo sfondo
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Mont Blanc du Tacul: son passati ormai diciotto anni dalla mia salita
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Plan de l'Aiguille, Chamonix
TAG: valnontey, aiguille du midi, plan de l'aiguille
01.03 del 16 Luglio 2012 | Commenti (1) 
 
13 Back to Tara
LUG Spostamenti, Viaggi verticali
A distanza di dodici mesi esatti siamo tornati a piantare il campo base ai piedi del Gran Paradiso, nello stesso quadrato d'erba che aveva ospitato la nostra tendina un anno fa. Ché come fai a non amare fino in fondo al cuore un posto che ti accoglie così:

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E naturalmente, dopo un paio di infruttuosi tentativi a notte fonda, la nostra amica - la stessa che lo scorso anno ci aveva rubato lo zaino frigo, ne sono certo - una sera dopo cena è venuta tranquillamente a farsi un giro, sgaiattolandoci quasi fra le gambe, e si è fregata sotto ai nostri occhi due pacchi di biscotti freschi della pasticceria di Villeneuve.
Almeno avessi avuto il tempo di fotografarla.

Invece no. Però camosci e marmotte a palate, spesso a due passi dalle provviste, questa volta accuratamente blindate in luogo sicuro - biscotti a parte.
Meteo quasi perfetto, un solo breve temporale in una settimana, qualche sporadica goccia qua e là, tanto sole. Grigliate d'ordinanza, grazie al nuovo fornelletto comprato per l'occasione che è andato ad affiancare il cugino comprato lo scorso anno per il caffè. Fiaschetta di genepy per il papà, telescopio per Leonardo, per esplorare i cieli stellati di Valnontey (e spiare gli animali di giorno), fiori e gite a cavallo per Carola, che a quattro anni cavalca sicura il suo piccolo pony bianco lungo i sentieri del parco nazionale.

Tempo anche per lunghe camminate, ognuno col proprio zainetto, arrampicate su tutti i sassi, dighe in mezzo ai torrenti. E nottate avvolti nei nostri super sacchi piuma a ronfare, alla faccia delle ladre di biscotti.
Scendere a valle e tornare alla civiltà dopo un'intera settimana lassù è stato uno strappo assai doloroso per tutto il team, questa volta ancor più di un anno fa.

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Il nostro campo base a Valnontey
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Testata di Valnontey, Gruppo del Gran Paradiso
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Valsavarenche
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Valeille, Lillaz
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Camosci nei pressi della nostra tenda
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...e marmotte!
TAG: valnontey, gran paradiso, parco nazionale, lillaz, cogne, valsavarenche
20.53 del 13 Luglio 2011 | Commenti (0) 
 
04 Into the wild
LUG Viaggi verticali
Ieri notte una volpe si è infiata nella nostra veranda passando sotto al sovratelo e si è portata via lo zaino frigo - chiuso! - con dentro un panino alla mortadella e il mio storico coltellino svizzero che mi seguiva da almeno trent'anni.
Almeno il coltellino poteva restituirmelo.

Questa mattina a colazione sono venuti a visitarci un paio di camosci. Ci hanno guardato per un po', li abbiamo guardati per un po'. Poi hanno proseguito il loro giringiro per il bosco.

Stasera, mentre avevamo il latte a scaldare sul nostro fornellino, un'altra volpe (la stessa?) ci è sfilata rapida sotto agli occhi e quasi fra le gambe. Io e Leonardo ci siamo guardati e siamo scoppiati a ridere: chissà cosa stava andando a rubare.

Stambecchi no, non ne abbiamo visti: pare che negli ultimi anni si siano ritirati più in alto.

Carola oggi ha voluto risalire il ripido sentiero per la cascata portando il suo zainetto. Ho dovuto insistere parecchio prima di convincerla a cedermelo e a lasciare che glielo portassi io.

E insomma, domani si smonta il campo base. E ci dispiace un bel po'.
TAG: valnontey, gran paradiso
23.38 del 04 Luglio 2010 | Commenti (1) 
 
04 Panta rei os potamòs
LUG Viaggi verticali
Sono passati venticinque anni tondi tondi dall'ultima volta che ho messo piede qui. Fu in occasione del mio primo, indimenticabile, 4000: a far mente locale mi sembra una vita e in effetti lo è. Avevo una piccola canadese blu ed arancione, che fra l'altro era già stata con me a Capo Nord e in parecchie altre zingarate.
In mezzo ce ne sono state altre, più tecniche e moderne, ma al nostro leggendario campo base di Valnontey non ero più tornato.

Oggi è un grande igloo con un po' di veranda. Abbiamo il nostro fornelletto con pentole e pentolini, una ghiacciaia, sacchi piuma leggeri ultratecnici e posso perfino bloggare direttamente dalla tenda grazie ai miracoli della tecnologia 3G. Epperò la cascata di fronte a noi è sempre quella di allora, i ghiacciai del Gran Paradiso dominano sempre lo sfondo della valle, i grandi massi erratici riempiono ancora il fondovalle lungo il torrente e volpi, camosci e stambecchi gironzolano sempre attorno alle tende, senza farsi troppo notare.

Venticinque anni fa ero qui con Eugenio e Roberto. Oggi sono qui con i miei due cuccioli. Lo stesso quadrato d'erba per la tenda, gli stessi sentieri, tutto esattamente come allora. Domani ci raggiungerà anche Eugenio, che qui non ha mai smesso di tornare.
E insomma, ci son cose che danno un senso ad una vita intera.

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Valnontey, venticinque anni fa
Valnontey 2
Valnontey 3
Valnontey 4
Valnontey, oggi
TAG: valnontey, gran paradiso
00.26 del 04 Luglio 2010 | Commenti (0) 
 


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