Orizzontintorno Carlo Paschetto
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Irlanda (2006)
milletrecento chilometri di pecore e castelli
Io ve lo dico: a me Belfast è piaciuta più di Dublino. No, piaciuta non è il termine esatto... ecco, diciamo che se avessi due giorni in Irlanda non li spenderei a Dublino, ma a Belfast.
Belfast oggi non è Belfast ieri: vero, immagino. Non è nemmeno Beirut e non è Sarajevo: non ci sono i buchi nei palazzi e nelle case, e la città a prima vista ti sembra magari anche meno sofferente. Certo non è San Sebastian, peraltro non è nemmeno Lefkosia, né Berlino, e comunque a Berlino di muro non ce n'è rimasto davvero più.

Non te lo so spiegare, ma Belfast è un po' di tutto questo. Se ci fai appena caso, puoi avvertire l'aria di Sarajevo e la vita di San Sebastian, puoi vedere il filo spinato di Berlino, il muro dipinto di Lefkosia e le ferite di Beirut.
C'è una via a Belfast West, Beechmount avenue, che gli abitanti del quartiere hanno ribattezzato RPG avenue, e già dovrebbe bastarti questo. C'è un piccolo frammento di muro a lato della Divis Tower, dove iniziano i Falls, che si infila nei vicoli fra le casette popolari a schiera di mattoni rossi. Fai quasi fatica a notarlo ed è sormontato da rotoli di filo spinato. Tutto attorno decine di telecamere ti stanno spiando, ancora.

Perché tu puoi anche arrivare in centro a Belfast e parcheggiare la macchina a fianco del City Hall: lì a due passi ti accoglieranno i nuovi grattacieli di Great Victoria street e i caffè eleganti del centro. Ma se metti piede a Belfast West (e se magari ti è capitato di vedere, che so, In the name of the father, o Grazie signora Thatcher, che con Belfast non c'entra nulla, ma che in quei vicoli fra le casette ti ci ha portato eccome...), se metti piede a Belfast West, dicevo, superando la barriera di telecamere più o meno evidenti piazzate nei pressi della Peace Line, ecco, i proiettili di gomma ti sembra di sentirli ancora fischiare e l'aria forse odora ancora un po' di lacrimogeni.

E allora Belfast magari non è come Sarajevo, ma ti viene lo stesso da camminare piano e sostare in silenzio davanti a quei muri ricoperti di graffiti.

Poi puoi anche tornare in centro a prenderti un caffè, tranquillamente. Oggi.

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