Orizzontintorno Carlo Paschetto
Logo orizzontintorno Carlo Paschetto


Ucraina e Moldova (2012)
di Transnistria, Crimea, Chernobyl e altri luoghi strani
23 agosto

Adesso si chiama Chornobyl e si trova in Ucraina, a soli 16km dalla frontiera con la Bielorussia. Il 26 aprile del 1986 era ancora Chernobyl, il suo nome russo. Quello che mi son sempre chiesto, perlomeno da quando ho iniziato ad approfondire la storia dell'incidente nucleare più disastroso dell'era moderna, è perché mai si sia sempre parlato di centrale di Chernobyl, che in realtà è a una ventina di chilometri dalla centrale, e non di Prypyat, la cittadina a soli tre chilometri che all'epoca dell'esplosione contava quasi cinquantamila abitanti e che venne completamente evacuata d'urgenza nelle ore successive al disastro.
Comunque sia, Chornobyl e Prypyat oggi si trovano nella Zona di esclusione, un'area di 30km di raggio dalla centrale che da allora viene tenuta sigillata e isolata dal resto del mondo. Più o meno.

Più o meno perché, a parte alcune decine di ex residenti che hanno deciso di tornare sfidando i divieti del Governo, nella Zona di esclusione vivono e lavorano, alternandosi in turni di durata variabile, ingegneri, scienziati, biologi, militari e tutte quelle centinaia di persone che contribuiscono ancora oggi alla decontaminazione del territorio e delle infrastrutture, al controllo, alla manutenzione della centrale fantasma e alla costruzione del nuovo sarcofago per il reattore numero 4, quello esploso, la cui copertura d'emergenza costruita nei mesi immediatamente successivi all'incidente sta cedendo pericolosamente. E il nocciolo là sotto, per la cronaca, sta ancora fondendo.

Dentro la Zona di esclusione, a turno con alcuni colleghi, vive anche Nikolai, un biologo che è la mia guida all'interno dell'area e che, mentre superiamo il check point di ingresso, mi legge il regolamento e me lo fa firmare.
Per entrare qua ci vuole un permesso governativo speciale: un mesetto fa mi ero rivolto a una delle agenzie di Kiev che provvedono a inoltrare la richiesta e alla eventuale logistica per raggiungere la Zona di esclusione. Al check point di ingresso si viene accolti dalla guida assegnata dal Governo ucraino, il cui compito è istruire i visitatori sulle regole da osservare, accompagnarli nell'escursione, controllare che rispettino tutte le precauzioni necessarie e guidarli in sicurezza all'interno dell'area contaminata.
La guida ha l'elenco dei nominativi delle persone che le sono state assegnate e verifica i passaporti. Questo non è un giro turistico: è un'esperienza da prendere parecchio seriamente, regolata da uno strettissimo protocollo di normative e controlli. Per dire: dal momento dell'ingresso nella Zona di esclusione, dovesse cadermi una qualsiasi cosa per terra, dovrò abbandonarla.
All'uscita, persone e veicoli vengono sottoposti a verifiche del livello di radiazione assorbito e, in caso venissero riscontrate anomalie o valori fuori norma, a opportune procedure sanitarie di decontaminazione.

Io comunque le scarpe non le ho buttate: erano le uniche che avevo con me in viaggio. Speriamo sia stato sufficiente il lavaggio obbligatorio delle suole prima dell'accesso all'area decontaminata.
Che poi al ritorno fosse il caso di lavare separatamente (anche) i vestiti indossati durante l'escursione l'ho letto solo oggi, navigando in Rete nei regolamenti: evidentemente durante il briefing mi era sfuggito.


orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto
Copyright 2003-2017 Orizzontintorno   |   P. IVA 09609460960   |   Informazioni   |   info [at] orizzontintorno.com

Tutti i diritti riservati. I contenuti di questo sito sono licenziati Creative Commons Copyright. Orizzontintorno è un sito web di proprietà di Carlo Paschetto e non è da considerarsi in alcun modo una testata giornalistica in quanto non prevede periodicità nell'aggiornamento. Il titolare non si assume alcuna responsabilità per quanto pubblicato all'interno dei commenti del blog.

logo