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Asia Overland 2002 |
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| Tratta 11 (134°-149° giorno): la Via della Seta |
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Mezzi di trasporto |
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Taxi ed auto a noleggio lungo l'intero percorso. |
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Alloggio e pernottamenti |
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Furkat Hotel B&B a Samarcanda. Stupendo, proprio nel cuore della città vecchia davanti al Registan. Era in assoluto il luogo dove stare a Samarcanda, sponsorizzatissimo dalla Lonely Planet e sempre pieno. I prezzi erano decisamente convenienti. La colazione uzbeka, nel patio interno, imperdibile.
Sasha & Son B&B a Bukhara. Quasi all'altezza del precedente, anche questo centralissimo, stupendo, nel cuore della città vecchia a ridosso del Labi Hauz. Le camere erano affrescate e lavorate a stucchi.
Arqonchi Hotel a Khiva. Era l'unico posto degno di nota a Khiva. Non all'altezza dei precedenti, ma a Khiva la vita era qui.
Nukus Hotel a Nukus. In questa città uscita dal dopobomba, nel 2002 la sopravvivenza era garantita solo in questo squallido hotel. Utili massicce dosi di Autan per difendersi dalle zanzare mutanti dell'Aral.
Dashoguz Hotel a Dashoguz. Questo hotel ancora oggi detiene il titolo di luogo più orribile, lercio, in pezzi, marcio, schifoso, dove abbia mai alloggiato in vita mia. Era pure caro in maniera allucinante se comparato con lo schifo del luogo tutt'attorno e di Dashoguz stessa, ma era anche l'unico posto dove dormire in Turkmenistan nel raggio di qualche centinaio di chilometri, a meno di non tornare in Uzbekistan.
In camera l'intonaco era completamente fradicio e marcito dall'umidità, nel water non c'era acqua dalla notte dei tempi, ma solo ruggine e mozziconi di sigarette spenti, acqua praticamente assente, ovunque zanzare schiacciate sui muri, vetri in pezzi, porta di legno marcio con maniglia penzolante, prese della corrente divelte con i fili scoperti, bottiglia di acqua ammuffita sul comodino.
Welcome in Dashoguz, Turkmenistan.
Nissa Hotel ad Ashgabat. Hotel di lusso nel centro di Ashgabat. Dopo l'esperienza di Dashoguz si imparava rapidamente come funzionava il Turkmenistan. |
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Cose da non perdere e cose da lasciar perdere |
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Samarcanda è bellissima, Bukhara molto bella, Khiva è un po' troppo finta, essendo di fatto interamente ricostruita.
Se viaggiate in Uzbekistan ed Turkmenistan, e volete acquistare i famosi tappeti Bukhara, è bene che sappiate che vengono prodotti in Turkmenistan, e non in Uzbekistan come il nome indurrebbe a pensare. Conviene dunque comprarli nel Paese di produzione.
Un discorso a parte merita la visita a Moynaq e al fantasma del Mare d'Aral. Questa regione è agghiacciante, ma vale la pena andarci per vedere con i propri occhi uno dei più grandi disastri ambientali della storia dell'umanità. |
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Note |
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Nel 2002, il visto d'ingresso in Turkmenistan come viaggiatori indipendenti fu il più difficile da ottenere fra tutti quelli necessari per l'intera avventura di Asia overland. Ci vollero numerosi tentativi nei mesi precedenti l'ingresso nel Paese, prima di riuscire, proprio all'ultimo momento, presso l'ambasciata turkmena di Almaty.
Fu una specie di rocambolesca roulette.
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