Orizzontintorno Carlo Paschetto
Logo orizzontintorno Carlo Paschetto


Giappone (2006)
Japan off the beaten tracks
Mezzi di trasporto
La parola chiave è Japan Rail Pass. L'efficientissima e straordinaria rete ferroviaria giapponese copre praticamente tutto il Paese e permette di spostarsi rapidamente fra i luoghi di principale interesse. Il Japan Rail Pass non è proprio economico, ma se considerate il prezzo del solo biglietto Tokyo-Kyoto e prevedete molti spostamenti la convenienza è certa.
Benché il pass di tipo ordinario sia più che sufficiente - lo standard della seconda classe è assai elevato e la Green Class non è disponibile su tutti i treni - noi abbiamo comunque optato per il Green Pass, più che altro per essere certi di trovare sempre posto anche per Leonardo: i bambini fino a sei anni non pagano infatti il biglietto, ma altresì non hanno diritto alla prenotazione del posto. Ne consegue che si siedono se ci sono posti liberi, altrimenti devono viaggiare in braccio ai genitori. Di norma questo non è un problema perché i treni non sono quasi mai pieni, ma viaggiando in altissima stagione (prime due settimane di agosto) su alcune delle principali linee ferroviarie la seconda classe è spesso affollatissima in tutti gli ordini di posti, riservati e non. Per contro la Green Class, che è a prenotazione obbligatoria, ha le carrozze spesso semivuote e ci è quindi sempre stato possibile far sedere anche Leonardo.
Va da sé che se non avete problemi analoghi, il prezzo del Green Pass è assolutamente sprecato. Nota: il Japan Rail Pass vale anche su tutte le linee JR urbane (fondamentale a Tokyo!), su alcuni autobus e qualche traghetto.

Detto questo,

Voli: Japan Air Lines Milano-Tokyo ed Alitalia Tokyo-Milano. Per sapere cosa ne penso, vedete qui.

Treno, per coprire le tratte:

- Tokyo-Nikko (Green Class solo su una parte del percorso), Tokyo-Kamakura (no Green Class) e Tokyo-Yokohama (no Green Class su molti convogli);
- Tokyo-Fujiyoshida-Kawaguchiko (la tratta da Otsuki a Fujiyoshida e Kawaguchiko è servita da una linea privata dove il Japan Rail Pass non è valido);
- Fujiyoshida-Otsuki-Matsumoto (idem);
- Takaoka-Kyoto;
- Mineyama-Tottori-Hagi-Asa (San-in coast. Tutte piccole ferrovie diesel locali senza Green Class. Lungo la tratta fra Mineyama e Tottori si cambiano tre treni, uno dei quali è di una compagnia privata sulla quale non è valido il Japan Rail Pass);
- Asa-Fukuoka (servita dal velocissimo Shinkansen);
- Fukuoka-Hiroshima-Himeji-Osaka-Tokyo (tutta su Shinkansen).

La linea Shinkansen che collega Fukuoka a Tokyo è servita da tre tipi di treni: Kodama (no Green Class), Hikari (Green Class raramente disponibile), Nozomi (la più veloce, non accessibile ai titolari di Japan Rail Pass).

Autobus: per coprire la tratta Matsumoto-Takayama-ShirakawaGo-Ainokura-Takaoka, e sul percorso Kawaguchiko-Mount Fuji 5th station. La rete di autobus giapponese è efficiente né più né meno di quella ferroviaria.

Automobile: in compagnia di Mr. Divyam, per esplorare il Tango-hanto. Indispensabile (l'auto, non Mr. Divyam).

Traghetti, ecc: per andare a Miyajima e per spostarsi nella baia di Yokohama.

E poi ancora funivie, seggiovie, metropolitane, taxi,...

Infine, un paio di link utilissimi per programmare i vostri spostamenti, soprattutto in treno: Hyperdia (seguite il link in inglese) ed il Train Route Finder.
Alloggio e pernottamenti
Si potrebbe scrivere un libro solo per trattare delle possibili forme di alloggio in Giappone. Così, non starò qui ad esempio a parlarvi dei ryokan: se state programando un viaggio in Giappone è probabile che abbiate già avuto di che studiare in merito. Piuttosto, per semplicità, sappiate che essenzialmente sono due i parametri generali sulla base dei quali scegliere una sistemazione: lo spazio a disposizione (di norma maggiore nelle camere giaponesi rispetto a quelle occidentali) e il come dormire (per terra alla giapponese, o su un letto all'occidentale).
L'altra cosa fondamentale da sapere, se viaggiate con bambini piccoli (ma anche no), è che i bambini al di sotto dei sei anni non pagano, ma i giapponesi danno per scontato che dormano nel *vostro* letto.

Se preferite dormire su un letto e avete a disposizione un normale budget, il vostro target (così come il nostro) in Giappone è rappresentato dai cosiddetti business hotel. Come suggerisce il termine stesso, sono hotel essenzialmente frequentati da uomini d'affari in viaggio per lavoro. Le tariffe medie per una camera doppia sono a livello degli hotel a tre stelle europei, ma di solito gli optional e la qualità delle camere sono più elevati (anche se esistono le eccezioni). Il problema dei business hotel è che solitamente hanno moltissime camere singole e doppie, ma quasi mai camere triple! La camera tripla è un oggetto più o meno sconosciuto in Giappone. Inoltre, se avete un bambino e chiedete una camera tripla, quasi certamente vi verrà data di regola una camera doppia con due letti ad una piazza e mezza, quasi uno standard in tutto il Paese. Quindi, se avete bisogno del terzo letto dovete sempre specificarlo bene, e spesso sarà comunque un divano letto che andrà ad occupare il pochissimo spazio disponibile in camera.
Già, lo spazio: in una tipica camera d'albergo giapponese è un bene tanto prezioso quanto raro. Spesso ne avete a mala pena per appoggiare le valigie a terra, ma non per aprirle, e peraltro con le valigie a terra non avete più spazio voi per camminare. I bagni sono tutti uguali, prefabbricati inseriti nella camera e costruti all'interno di un cubo di plastica, quasi claustrofobici.
Il fatto è che i giapponesi, a quanto pare, viaggiano al massimo con un piccolo trolley e null'altro, per cui se avete due valigie di dimensioni normali siete già in difficoltà, e se poi siete in tre, ne avete tre, più due zainetti, più un passeggino, beh, potete anche suicidarvi, soprattutto se pur essendo in tre alloggiate - come detto sopra - in una camera che in realtà è doppia.
Lo spazio, insomma, in Giappone si paga caro salendo di categoria. Del resto questo è il Paese che ha inventato i capsule hotel, che ovviamente noi non abbiamo sperimentato.

Se non vi frega nulla del mal di schiena, o se il problema non vi tocca, o se giustamente volete immergervi almeno una volta in una dimensione un po' più giapponese, o se siete proprio dei fanatici e considerate blasfema la sola idea di portarvi dietro le vostre abitudini occidentali, potete sempre optare per le camere giapponesi. A parte ovviamente i ryokan, tutti i business hotel hanno camere siffatte, talvolta più di quante non ne abbiano di tipo occidentale.
Le camere giapponesi si misurano, prima ancora che in numero di posti, in tatami. Il tatami è la classica stuoia di paglia intrecciata che costituisce l'elemento unitario tipico dei pavimenti giapponesi. Nella versione moderna misura circa un metro e settanta per meno di un metro di larghezza. Per dire, quando vi dicono che una camera misura "ben" otto tatami, ecco, fatevi un po' voi i conti. Comunque, sappiate che una camera di otto tatami è considerata una camera tripla.
In una camera giapponese di media categoria di solito c'è solo il pavimento, fatto appunto a tatami, un tavolino basso, un televisore, un ventilatore, un armadio a muro, un bollitore per l'acqua e, talvolta, il solito cubo di plastica che contiene il bagno. Non essendoci però altro arredamento, paradossalmente c'è più spazio, ovviamente per terra. I letti si preparano al momento stendendo il futon (materasso più o meno sottile) ed un piumino. Il cuscino di solito è microscopico, spessissimo e ripieno di trucioli di plastica o qualcosa del genere.
Ora, prima che pensiate che tutto ciò assomiglia vagamente alle prigioni di Guantanamo, sappiate che sono in moltissimi a trovare queste sistemazioni molto più comode dei nostri letti occidentali.
Nei business hotel un po' più "in", soprattutto nelle grandi città, le camere in stile giapponese sono in realtà molto carine e ben rifinite, e di solito lo spazio dove stendere i futon è rialzato rispetto ai tatami, creando così una vera "zona notte" ed un disimpegno. In ogni caso, a noi dormire sul tatami fa venire la cervicale e il mal di schiena. E poi, obiettivamente, arrivare in albergo alla sera, stanchi e cotti, e doversi sedere e, di fatto, vivere per terra, beh, noi lo abbiamo trovato un po' deprimente. Leonardo anche.
Dimenticavo: sacrilegio camminare sui tatami con le scarpe. Nelle stanze (e nelle case, e nei ristoranti) giapponesi le scarpe si lasciano fuori. Controllate i calzini.

Ultima nota: le nostre scelte sono state condizionate essenzialmente dalla necessità di dover sempre prenotare in anticipo, prima di arrivare in qualunque località. Infatti, viaggiando con Leonardo in altissima stagione, non potevamo permetterci di rischiare di arrivare in un posto e non trovare una camera, o comunque di non trovarla adatta soprattutto a lui.
Benché il Giappone sia invaso da alberghi, pensioni e ryokan di ogni genere e categoria, prenotare via Internet non è però così banale, perché il 90% dei siti web sono in giapponese. Il che significa anche che, se li cercate usando le tipiche parole chiave (che so, tipo "hotel hiroshima"), non troverete quasi un tubo perché ovviamente i motori di ricerca indicizzano le pagine in giapponese, non in inglese. Peraltro, di norma gli hotel che hanno il sito web anche in inglese sono naturalmente i più cari.
Ci sono stati perciò molto utili i Tourist Bureau di Tokyo e Kyoto, che aiutano nella ricerca e prenotazione degli hotel in tutto il Giappone.
Un paio di tip fondamentali per la ricerca sul web, comunque, sono: JapanHotel.net (noi lo abbiamo utilizzato per Kyoto, Fukuoka ed Osaka) e l'International Tourism Center of Japan (utilizzato per Fujiyoshida, Takayama ed Hiroshima).

Tutto ciò premesso, ecco cosa ci è toccato in questo viaggio:

Park Side Hotel, Ueno, Tokyo. Prenotato dall'Italia pescando più o meno a caso su Internet dopo laboriose e lunghe ricerche. Lo trovate qui. Nello scegliere l'albergo a Tokyo, ovviamente, il primo problema è dove. Strategicamente il quartiere di Ueno è in posizione ottimale: è attraversato dalla Yamanote (la linea metropolitana circolare che collega tutti i principali luoghi di interesse di Tokyo), è capolinea del treno skyliner che collega Tokyo con l'aeroporto internazionale di Narita, è pieno di ristoranti, hotel e negozi, c'è la seconda stazione di Tokyo per importanza e ci sono anche un bel po' di linee della metropolitana che lo attraversano. Inoltre, a Ueno c'è un gran bel parco e di sera la zona è tranquilla e non mostruosamente caotica.
Il Park Side hotel, poi, è in posizione perfetta: davanti al parco, a pochi passi dal capolinea dello skyliner e della linea metropolitana Ginza, circondato da ristoranti di tutti i tipi e vari centri commerciali e a cinque minuti a piedi dalla stazione di Ueno.
E' un business hotel di buona categoria, non economicissimo ma nemmeno caro, considerato che siamo a Tokyo centro (il concetto di Tokyo centro, ecco... vabbè, ne parliamo un'altra volta, eh?). Il rapporto posizione logistica vs. qualità vs. prezzo, comunque, è ottimo.
Le camere wide di tipo occidentale sono un po' più spaziose del solito: hanno un disimpegno con scrivania e un bagno con doccia e vasca separate. Ovviamente, in tutte le camere l'accesso ad Internet è gratuito e a banda larga, c'è la tv lcd ultrapiatta, il frigo, il bollitore per l'acqua, la filodiffusione perfettamente funzionante e multicanale, ecc.
L'albergo *non* ha camere triple, sebbene sul sito web spacci le camere wide per tali (ed è il motivo per cui lo avevamo scelto). In realtà, le camere "triple" hanno due letti ad una piazza e mezza. Secondo questo metro potrebbero anche scriverci che sono quadruple. Comunque, le nostre valigie ci sono entrate, ed anche il passeggino. E pensare che quando siamo entrati la prima volta in camera, appena arrivati dall'aeroporto, ci era sembrata piccola. Ci siamo tornati al nostro rientro a Tokyo.

Fujiyoshida City Hotel, Fujiyoshida. Buon business hotel, nuovo di zecca, a due passi dalla stazione ferroviaria. Accesso ad Internet gratuito e bla bla bla. Non ha sito web. A noi lo hanno prenotato dal Tourist Bureau centrale di Tokyo. Ovviamente, potendo è meglio andare a dormire direttamente a Kawaguchi-ko, ma noi non siamo riusciti a trovare un buco nemmeno a pagarlo oro.

Hida Takayama Tensho-ji Youth Hostel, Takayama. L'ostello della gioventù in un tempio buddista! Innanzitutto perché: perché non siamo riusciti a trovare nessun altro posto per andare a dormire. Cosa ne penso lo trovate scritto qui. Detto ciò, è sicuramente un'esperienza, compresa la sveglia alle 6.30 e gli orari militari. Camere private (ed ovviamente anche le camerate comuni) naturalmente in stile giapponese. Bagno in comune, peraltro tirato a lucido. Collegamento ad Internet gratuito nella sala comune di ritrovo. Logisticamente non è messo proprio bene, perché pur essendo immerso nel verde e in una zona molto bella, è decisamente fuori dal centro (quindici minuti a piedi) e lontano dalla stazione. L'ostello non ha sito web.

Casa privata Goyomon Gassho, Ainokura. Bellissima esperienza in una vera casa privata in stile Gassho fra le montagne del distretto di Gokayama, presso una famiglia del villaggio di Ainokura. Siamo riusciti a prenotare attraverso l'ufficio turistico di Takayama. Ci è stata messa a disposizione l'intera "mansarda", una superficie di almeno una ventina di tatami in un ambiente completamente ristrutturato e tirato a lucido. Oltre a noi, una sola altra famiglia giapponese ospite, alla quale è stata assegnata una stanza grande al pian terreno. Bagno naturalmente condiviso fra tutti, padroni di casa ed ospiti. Pasti inclusi, anche perché ad Ainokura non c'è praticamente altra soluzione: il villaggio è piccolissimo ed isolato. Si tratta ovviamente di una vera esperienza di vita giapponese in un villaggio di montagna. Da non perdere.

Hearton Hotel, Kyoto. Uno dei migliori hotel di questo viaggio. Centralissimo, strategico, fermata metro a due minuti, camera tripla vera in stile occidentale e grande il minimo indispensabile. Accesso ad Internet a banda larga gratuito in tutte le stanze. Non ultimo, uno dei più economici dell'intero viaggio. Sebbene, infatti, possiate prenotare l'hotel sul suo sito web, conviene assolutamente prenotarlo attraverso il sito JapanHotel.net già citato precedentemente: sconti fino quasi al 50%. Sul rapporto qualità/posizione/prezzo penso che sia difficilmente battibile.

Casa privata, Kurumidani, Tango-hanto. L'esperienza in Tango-hanto è stata un tuffo affascinante nel Giappone più vero. L'alloggio e le giornate trascorse qui sono ampiamente descritte e fotografate in questa pagina del diario di viaggio. Il sito Internet per contattare Mr. Divyam, che ci ha ospitato nella sua casa e guidato nel Tango-hanto, lo trovate qui. In assoluto, l'alloggio e le giornate più "giapponesi" dell'intero viaggio.

Hotel New Otani, Tottori. Un nuovo, anonimo, un po' barocco hotel di categoria superiore. Di fatto, il miglior hotel di Tottori e decisamente il più caro dell'intero viaggio. Del resto, l'unica sistemazione che siamo riusciti a trovare con l'aiuto del Tourist Bureau di Kyoto. Prenotare in anticipo a Tottori, e soprattutto trovare una camera tripla, se non si conosce il giapponese è altrimenti quasi impossibile. Detto ciò e considerato il salto di categoria, ovviamente camera in stile occidentale spaziosa a sufficienza (il terzo letto era però un divano), accessoriata con due televisori, bagno grande e bla bla bla. L'accesso ad Internet è gratuito, ma solo dalla hall dell'albergo. L'hotel è proprio davanti alla stazione e centrale. Il sito web è qui.

Business Hotel Orange, Hagi. Trovato come il precedente con l'aiuto del Tourist Bureau di Kyoto, anche perché non esiste altro modo di prenotare in anticipo un hotel ad Hagi se non si conosce il giapponese. Questo hotel è entrato di diritto nella top ten dei dieci alberghi più squallidi nei quali siamo mai stati, e bucare un albergo in Giappone è davvero difficile e strano. Tutto l'albergo è impregnato di fumo, camere comprese. E' probabilmente l'edificio più fatiscente di Hagi (ed è peraltro circondato da almeno altri tre hotel decisamente più nuovi e più belli). La sola comodità, relativa, è la vicinanza alla stazione, ma è lontano dal centro. Qui abbiamo avuto modo di sperimentare sia le camere in stile giapponese, sia quelle occidentali. L'unica tripla, infatti, è in stile giapponese: otto tatami, una tv, un tavolino basso e null'altro. Anche il bagno riesce ad essere ancora più claustrofobico del solito. Stesi i futon non c'è più lo spazio per altro, praticamente nemmeno per le valigie.
Avendo trovato, però, uno scarafaggio in camera (e dovendo dormire per terra!), abbiamo chiesto che ci venisse cambiata la stanza. Abbiamo così dovuto ripiegare su due singole in stile occidentale: due cubicoli micron con letto stretto (che il povero Leonardo ha dovuto condividere con me) e bagno ultracompresso.
Il personale dell'hotel è comunque di una gentilezza quasi surreale, persino per il Giappone, e l'hotel è decisamente economico e, in generale, pulito. Tutto sommato, non fosse per la puzza...

Canal City Washington Hotel, Fukuoka. L'hotel più bello del viaggio. Centralissimo, in piena Canal City, abbastanza comodo per la stazione (dieci minuti in taxi) e per il centro città. Caro, ma anche in questo caso non abbiamo trovato altra alternativa via web. Stanza tripla vera in stile occidentale, anche se, come al solito, il terzo è un divano letto (grande). Collegamento Internet gratuito in tutte le stanze. Intorno, una baraonda di ristoranti, bar, fast food, centri commerciali galattici, ecc.
Il sito web è qui, ma anche in questo caso prenotatelo nel caso attraverso JapanHotel.net.

Sun Hotel, Hiroshima. Business hotel standard, camera piccola in stile occidentale con terzo letto ricavato da un divano aggiunto che però porta via tutto il poco spazio disponibile. Risultato: passeggino fuori dalla porta e contorsioni per la gestione delle valigie. Praticamente rinuncio quasi ad aprire la mia. A parte ciò, abbastanza centrale, ma non comodissimo, né per la stazione (un quarto d'ora in tram più dieci minuti a piedi), né per il centro vero e proprio (venti minuti a piedi, oppure tram). Anche per cenare fuori bisogna praticamente andare in centro, quindi comunque si scarpina. Attorno all'hotel non c'è molto, a parte i soliti minimarket 24ore che si trovano sempre ovunque. Il check-in è dopo le tre del pomeriggio, tassativo, per cui se arrivate prima, come è capitato a noi, rimanete fuori: ecco, non proprio simpaticissimi, però non costa molto. Tutte le camere hanno l'accesso ad Internet in banda larga gratuito. Il sito web è qui. Noi lo abbiamo prenotato tramite il sito web dell'ITCJ.

Hearton Hotel Shinsaibashi, Osaka. Nello stile collaudato degli Hearton Hotel (vedi hotel Kyoto): centralissimo, strategico, prezzo tutto sommato assai contenuto, naturalmente se prenotato tramite JapanHotel.net. Accesso ad Internet in banda larga gratuito in tutte le stanze e tutte le altre amenità del caso. Camera tripla in stile occidentale, non grandissima e con il solito divano letto, ma sufficiente per aprire le valigie ed usare pure il tavolino e la scrivania, a condizione di far sparire una sedia, come abbiamo fatto noi. Fermata metro a due minuti, Amerika Mura e tutte le attrattive di Shinsaibashi praticamente attorno all'hotel. Qui il sito web. Molto molto difficile trovare di meglio sul rapporto qualità/posizione/prezzo.
Cose da non perdere e cose da lasciar perdere
Per non farla troppo lunga, in generale rimando al diario di viaggio nel blog, che è sufficientemente esaustivo. In breve, indimenticabili, sicuramente, le esperienze ad Ainokura ed in Tango-hanto già citate in questa pagina.

Osaka merita a dispetto di quel che se ne dice, perlomeno se volete vedere davvero un po' di Giappone alla "Blade Runner". Kyoto e Nara sono ovviamente dei must, anche se a noi, tutto sommato, Nara non ha detto molto dopo aver visto Kyoto. In ogni caso, una settimana a Kyoto non è certo buttata via. Tokyo di per sé potrebbe valere tranquillamente due settimane, non fosse altro perché per viverla davvero in tutti i suoi differenti quartieri e modi di essere una settimana non basta affatto. Comunque, se pensate di farci solo un paio di giorni, ecco, siete completamente fuori misura.

Nelle vicinanze di Tokyo l'attrattiva più gettonata è Nikko: mah, sì, va bene, ma anche se ve la perdete per fare altro non commettete un gran sacrilegio, nonostante quel che tutti vi diranno e soprattutto se tanto poi andate a Kyoto e a Nara. Piuttosto, se avete una giornata per un'escursione fuori Tokyo, andate a Kamakura.
Monte Fuji: dipende da cosa vi aspettate, e considerate che questo, in genere, vale per tutte le "grandi attrattive" del Giappone, talmente inflazionate e piegate al turismo di massa che sembrano tutte dei circhi Barnum, o dei gran parchi divertimenti per comitive in pullman: così dovete saperle prendere. In particolare, riguardo al Monte Fuji scegliete Kawaguchi-ko e la zona dei cinque laghi in alternativa alla inflazionatissima e strapiena Hakone, senza comunque aspettarvi nulla di così mistico, selvaggio, naturale o altro.

Se avete una notte sulle Alpi scegliete Ainokura e il distretto di Gokayama rispetto alla strapiena Shirakawa-go. Anche il clima è migliore. In ogni caso, Shirakawa-go va vista. E rimanendo sulle Alpi, tutti tessono le lodi di Takayama: sì, una bella e piacevole sosta, ma a ripensarci non così da favola come viene dipinta. O forse, anche in questo caso, dipende da cosa vi aspettate: Takayama *non* è affatto un rilassante e tipico piccolo paese di montagna come si legge da più parti, bensì una moderna città di sessantamila abitanti che conserva alcune belle vie e case tradizionali caratteristiche, qualche bel tempio e la meritevole residenza medievale dello shogunato. Ecco, basta arrivarci tenendo tutto ciò bene a mente.

Infine, Hiroshima: non esiste una vera ragione per fare una sosta ad Hiroshima. Tranne per il fatto che è Hiroshima. Potete leggerla come credete.
orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto
Copyright 2003-2019 Orizzontintorno   |   P. IVA 09609460960   |   Informazioni   |   info [at] orizzontintorno.com

Tutti i diritti riservati. I contenuti di questo sito sono licenziati Creative Commons Copyright. Orizzontintorno è un sito web di proprietà di Carlo Paschetto e non è da considerarsi in alcun modo una testata giornalistica in quanto non prevede periodicità nell'aggiornamento. Il titolare non si assume alcuna responsabilità per quanto pubblicato all'interno dei commenti del blog.

logo