Orizzontintorno Carlo Paschetto
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Polonia (2000)
una piacevole Pasqua ad est
Mezzi di trasporto
Sempre e comunque automobile, data la discreta rete stradale polacca, anche se a tratti congestionata su statali ad una corsia e altrove in disperato bisogno di asfalto nuovo.
Alloggio e pernottamenti
Hotel Monopol a Wrozlaw, uno storico albergo che ha accolto perfino Hitler. Sembra che il dittatore abbia tenuto alcuni discorsi dai suoi balconi. Un fantasma inquietante.
Hotel Harenda a Warszawa. La posizione è comoda, il nome è abbastanza emblematico. In realtà, più che orrendo è solo un po' triste.
In appartamento, gestito dall'Hotel Elektor a Krakow. Può capitare, come a noi in questa città, di avere difficoltà nel trovare una stanza, specialmente in periodi caldi come quello pasquale. Gli hotel vi offriranno le stanze più costose, rimaste invendute, ma con un po' di fortuna ed insistenza potrà capitare di sentirsi offrire a prezzi modesti interi appartamenti gestiti dagli stessi hotel.
Cose da non perdere e cose da lasciar perdere
Se accendendo l'autoradio vi scontrerete in continuazione con Radio Marja, ricordate che la Polonia è una delle roccaforti del cattolicesimo e che non può mancare, per credenti o meno, una visita alla Madonna Nera di Czestochowa. L'atmosfera è certamente preziosa (anche se un po' troppo affollata), così come nel glorioso interno della cattedrale di Krakow.

I quartieri residenziali delle città ricordano che i criteri di costruzione comunisti erano incentrati sull'aggregazione delle masse, la condivisione dei servizi e la povertà dei materiali (a partire dal cemento che, inverno dopo inverno, cade ormai a pezzi). Per contro, i centri storici sono un forte richiamo al passato autentico di una grande Polonia.
Purtroppo la maggior parte delle città ha subito forti danni durante la seconda Guerra Mondiale e quanto si vede oggi è in gran parte frutto di una sapiente, quanto meticolosa, ricostruzione. Ecco il motivo dei colori sgargianti sulle facciate delle graziosissime case lungo le vie e le piazze principali.
Costituisce una felice eccezione la città di Krakow, capitale del Governatorato Generale durante la guerra e salvata per un soffio alla distruzione. Dalla grande piazza principale, alle tante vie del centro, al castello di Wawel che forse ospitava un drago: è tutto originale.

La guerra ha significato anche creazione di ghetti, come il grande quartiere di Krakow, e di lager - un esempio per tutti quello di Oswiecim (ai più noto con il nome tedesco di Auschwitz).

Le campagne polacche hanno un fascino particolare con lo sbocciare della primavera. Quando il verde e gli alberi in fiore cancellano d'un colpo i rigori dell'inverno, i crocefissi agli incroci e i grossi nidi di cicogna si alternano a graziose fattorie, i lavori nei campi ricominciano, talvolta ancora con il passo lento di un cavallo o di un bue. Il sole può splendere davvero allegramente, riportando il viaggiatore ad un ritmo ideale per godere appieno il proprio tempo in Polonia.

I monti Tatra emergono lentamente dietro alla valle di Zakopane. Se la città è ormai una piccola Cortina polacca, rimane comunque interessante un giro per i negozi e le bancarelle. Soprattutto, non è possibile perdersi un assaggio delle mitiche provole affumicate dei monti Tatra che hanno sostenuto a lungo eroi della montagna come Jerzy Kukuczka.
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