Orizzontintorno Carlo Paschetto
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Sudafrica, Lesotho, Swaziland (2014)
3700km alla scoperta dell'Africa insieme ai figli
Mezzi di trasporto
Voli Milano-Francoforte, Francoforte-Johannesburg, Johannesburg-Cape Town, Cape Town-Port Elizabeth, Johannesburg-Monaco, Monaco-Milano.

Auto a noleggio per la prima parte di viaggio al Capo di Buona Speranza e ad Hermanus.

Fuoristrada a noleggio per la seconda parte di viaggio. Indispensabile in alcune tratte nei safari, per raggiungere Phophonyane Falls in Swaziland e per alcune tratte in Lesotho, soprattutto sul percorso da Qacha's Nek a Matatiele.

Attenzione: patente internazionale obbligatoria. Le concessionarie di auto a noleggio non si fanno molti problemi, ma si viene spesso fermati dalla polizia per controlli vari ed è dunque fondamentale averla.
Alloggio e pernottamenti
Nel complesso è stato un viaggio con sistemazioni tutte assolutamente straordinarie e bellissime, con l'unica eccezione - forse - di quella scelta al Pilanesberg, più che altro raffrontata alle altre tappe. Comunque, posti incantevoli e totalmente outstanding. Non ne abbiamo sbagliato uno e ogni volta è stata una meraviglia accompagnata al rimpianto di non potersi fermare più a lungo.
I servizi e l'ospitalità sono stati ovunque all'altezza dei posti: quasi sempre impeccabili. Da questo punto di vista è stato un viaggio pressoché unico e oltre ogni aspettativa.
Non ultimo, avendo viaggiato in bassa stagione non abbiamo incontrato quasi nessuno, comunque pochissima gente in tutti i resort. Persino nella zona del Kruger siamo stati per lunghi tratti praticamente da soli.

100 Loader Main House a Cape Town. Una fantastica e grandissima villa nel quartiere residenziale di Waterkant, a due passi dal centro e dal Waterfront, su due piani + terrazza panoramica e solarium, con due piscine private (purtroppo inutilizzabili in inverno!), tre camere, quattro bagni, due cucine spettacolari, impianto tv satellitare a ogni piano, garage privato e vista spettacolare sulla città e sulla Table Mountain. Il servizio è bed & breakfast, la colazione viene consegnata a domicilio ogni giorno. A poche decine di metri ci sono molti ristoranti e locali.
La sistemazione è del tutto upscale: di fatto si tratta di una villa da sogno che viene data in affitto anche per singole notti. Non conosco la quotazione in dettaglio perché ci è stata proposta da un'agenzia locale all'interno di un pacchetto che comprendeva altre sistemazioni per i giorni successivi, ma sicuramente, considerato il valore del pacchetto complessivo, non dico che ci è stata regalata, ma quasi.
Qui abbiamo trascorso quattro notti.

Woodbury Lodge, Amakhala game reserve. Un altro posto totalmente outstanding. L'Amakhala è una riserva privata nell'area dell'Addo National Park e il Woodbury è un lodge esclusivo immerso nella natura che dispone di sole sei sistemazioni, due delle quali familiari: si tratta di lodge in pietra e tetto in paglia, il cui interno è arredato in stile e dotato di ogni comfort. Il nostro aveva un patio in legno, costruito fra le chiome degli alberi, dal quale si godeva una vista spettacolare sulla savana sottostante.
Il trattamento è full inclusive e non potrebbe essere diversamente: l'Amakhala è una riserva isolata, i lodge sono individuati solo da coordinate GPS e ci si arriva con percorsi sterrati tracciati nel bush.
Nella tariffa sono dunque compresi tutti i pasti, eccellenti, serviti nella casa privata della famiglia proprietaria della riserva, e i safari guidati (uno all'alba e uno nel pomeriggio). I ranger dell'Amakhala sono preparatissimi e molto in gamba e si tengono in contatto fra loro via radio per segnalarsi la presenza degli animali.

Snowdon Guest House a Lady Grey. È una sistemazione in B&B presso una famiglia di Lady Grey che vive in una bellissima e grande casa coloniale, e mette a disposizione dei mini appartamenti formati da camera (grande), cucina e bagno. I coniugi Reid sono estremamente ospitali e gentili e la signora Maureen prepara eccellenti colazioni. Per gli altri pasti basta fare due passi in paese: ci sono due o tre buoni ristoranti a portata di mano (la sera è molto buio, quindi è meglio e più prudente, comunque, spostarsi in auto anche per poche centinaia di metri).
Attenzione: Lady Grey è in montagna e di notte può fare molto freddo. La casa è vecchia e non è quasi riscaldata, a parte dei piccoli termosifoni elettrici nelle camere. In dotazione però vengono date coperte elettriche e abbondanti piumoni, per cui la notte al caldo è assicurata.

The Old Orchard presso Kokstad. Si tratta di un bellissimo e caratteristico hotel, appena fuori Kokstad, localizzato sulle rive di un piccolo laghetto e con le camere che, di fatto, sono singoli lodge interamente in legno costruiti su palafitte, molto spaziosi e arredati in stile. Per le famiglie è possibile avere camere doppie comunicanti, che poi altro non sono che due lodge separati collegati da un corridoio.
Anche il ristorante circolare è in posizione panoramica affacciato sullo specchio d'acqua. L'Old Orchard è immerso nella natura e il posto è assai quieto e riposante.
Servizio WiFi gratuito in tutte le camere.

Shakaland presso Eshowe. Si tratta di fatto di una sorta di museo vivente: è la ricostruzione di un vero villaggio Zulu, gestito da una comunità Zulu, che offre un'esperienza culturale molto interessante. La sistemazione è in singole capanne strutturate apposta per accogliere i turisti, dunque dotate di ogni comfort, in stile e molto belle (ma, ecco, non aspettatevi la televisione e il WiFi, per dire). Il trattamento è full inclusive: a Skahaland c'è un ristorante a buffet per pranzi e cene, e la località è piuttosto isolata.
La giornata è organizzata per offrire ai turisti uno spaccato della vita Zulu tradizionale e raccontare la loro storia. Sono previste visite guidate all'interno del villaggio e dimostrazioni dal vivo delle varie attività artigianali e della cultura guerriera del popolo, nelle quali vengono coinvolti anche i turisti. Per i bambini un'esperienza straordinaria. Il programma ha il suo culmine alla sera con uno spettacolo di danze e canti tradizionali.
Avevamo parecchie perplessità prima di prenotare la notte a Shakaland, immaginandola una specie di Dysneyland destinazione di carovane di pullman turistici: abbiamo invece trovato poca gente, acquistato begli oggetti artigianali e apprezzato molto tutta l'esperienza. I ragazzi l'hanno trovata indimenticabile. Centro pieno anche in questo caso.

Ntshondwe Camp, Ithala game reserve. Un complesso splendido, organizzato in singoli cottage distanti fra loro, completamente immerso nella natura di Ithala, al punto che è praticamente invisibile fino al momento di varcarne il cancello di ingresso. Tutti i cottage sono molto grandi: il nostro aveva due camere, bagno, un largo salone interamente finestrato sulla natura circostante, una cucina grande e una bellissima veranda. Nella struttura centrale del complesso si trovano il ristorante, un paio di negozi, una piscina e i servizi centralizzati.
La caratteristica di Ithala, a differenza di altri parchi e riserve, è che non è recintato, né lo è lo Ntshondwe camp. Questo significa che gli animali possono girare indisturbati anche fra i cottage, non solo le scimmie (ce ne sono parecchie!). Alla sera dunque è necessario muoversi in macchina al suo interno anche solo per andare al ristorante, poiché girare a piedi al buio non è prudente. Per dire cosa significa davvero essere immersi nella natura.
A Ithala, fra l'altro, si trovano anche i leopardi, sebbene vivano di fatto a chilometri dal lodge. In ogni caso andarsene a zonzo per il campo la sera al buio fa una certa impressione, sapendo che è possibile incontrare qualunque animale senza preavviso.

Phophonyane Falls Eco Lodge, Phophonyane nature reserve, Swaziland. Un altro posto assolutamente splendido, isolato, immerso nella foresta, nelle vicinanze di una cascata. Phophonyane si raggiunge distaccandosi dalla strada principale MR1 che attraversa la località turistica di Piggs Peak e percorrendo qualche chilometro di fuoristrada nella foresta.
La natura attorno è avvolgente (d'estate, probabilmente, anche piuttosto "popolata"...) e le sistemazioni in cottage sono straordinarie. Il nostro era organizzato su due piani, col secondo costruito su un larghissimo soppalco interamente in legno, sfruttando il tetto molto alto in paglia e travi. Al piano superiore un letto matrimoniale e un letto singolo, al piano inferiore due letti singoli, la cucina, il salone e il bagno. Tutto l'arredamento e le finiture in stile misto coloniale e swazi.
La struttura centrale del resort comprende un bellissimo ristorante, un salone comune arredato in stile coloniale e una piscina all'aperto che affaccia sulla valle sottostante. Attorno, una rete di sentieri e passeggiate immerse nella natura circostante.
Il servizio è così impeccabile che al mattino ci hanno pure lavato il fuoristrada.

Stille Woning Guest House, White River. È una bella guest house con trattamento B&B, situata nella zona residenziale di White River, appena fuori città. Le camere sono ampie e dotate di tutti i servizi, WiFi compreso. Colazione abbondante ed eccellente. Piscina, parcheggio privato. Per la cena si occupano loro di prenotare presso un buon ristorante a cinque minuti d'auto di distanza.
Anche questa, assolutamente raccomandabile.

The Rose Cottage, Dullstroom. Un'altra sistemazione assolutamente outstanding: di fatto, una villa a disposizione nella località turistica di Dullstroom, con due camere, un ampio salone panoramico con TV satellitare e camino funzionante, due bagni bellissimi, cucina completa già rifornita per merenda e piccole colazioni, giardino, garage privato.
Trattamento B&B: la colazione si fa presso il ristorante del proprietario, in centro paese. Per la cena ci sono diversi ristoranti sulla via principale (occhio che alle nove di sera è già tutto chiuso).
Se proprio vogliamo, in questo caso il servizio è stato freddo e scostante rispetto alle sistemazioni precedenti: Dullstroom dà l'idea di essere un luogo di villeggiatura per ricchi bianchi diffidenti e razzisti. Al nostro arrivo all'indirizzo previsto, presso il ristorante, abbiamo trovato tutto chiuso e una lavagna con un messaggio per noi che diceva di chiamare un numero di telefono. Abbiamo telefonato al numero indicato e si è presentato il figlio del proprietario che ci ha lasciato in consegna le chiavi della villa, ci ha spiegato come raggiungerla, ci ha dato le istruzioni per l'allarme eccetera, e se n'è andato senza nemmeno accompagnarci.
Ora, e se per caso non fossimo stati in grado di capire bene il suo inglese (considerato anche l'accento e che non si preoccupava minimamente del fatto che fossimo stranieri e potessimo non capirlo)? Se non fossimo stati in grado di telefonare (mancanza di un cellulare, ad esempio, o perlomeno difficoltà con la lingua)? Almeno accompagnarci alla villa e mostrarcela, visto che era a poche centinaia di metri? Ecco, niente: chiavi in mano e pedalare. Magari divertente per noi, forse lo sarebbe stato meno per altri.
Attenzione: anche se non sembra affatto, Dullstroom è su un altipiano ad oltre 2100m (!) e d'inverno fa freddo. In casa non c'è comunque alcun problema: camino, termosifoni e coperte elettriche.

Bakubung Bush Lodge, Pilanesberg National Park. Il Bakubung si trova a pochi chilometri da Sun City ed è situato in una bella posizione appena entrati al Pilanesberg, a circa un chilometro dall'omonimo gate.
Offre sistemazioni sia in tradizionali camere da hotel, sia in grandi e bei cottage nello stile di quelli di Ithala (vedi sopra).
Noi abbiamo alloggiato in una normale camera familiare e la scelta non è stata molto felice: in verità la camera era molto bella, dotata di ogni servizio, con un bel bagno e ampie vetrate sulla savana, ma rispetto a tutte le sistemazioni precedenti decisamente piccola, almeno per soggiornarci due notti in quattro persone. È vero che in camera non è che si passi molto tempo, soprattutto in virtù degli ampissimi e begli spazi comuni all'aperto offerti dal Bakubung, tuttavia è evidente che i cottage sono una soluzione sicuramente migliore per una famiglia.
Il Bakubung, inoltre, è una struttura tradizionale turistica di facile accesso da Johannesburg, da cui dista solo un paio d'ore di autostrada. Questo significa anche che è molto frequentata e piuttosto popolare: insomma, arrivando dalle precedenti località quasi deserte, non un granché. Anche il personale è piuttosto freddo e il servizio scarso, il minimo necessario per gestire centinaia di turisti in una grande struttura. Il ristorante è a buffet, con un'organizzazione tipica dei villaggi vacanze.
Ciò nonostante, Bakubung non è un brutto posto, tutt'altro: diciamo che si fa un po' fatica a isolarsi e a respirare l'atmosfera di tutti i luoghi precedenti, almeno finché non si lascia l'hotel per addentrarsi nel Pilanesberg.
Nella zona settentrionale del parco, a una mezz'ora di auto, esistono altri resort probabilmente migliori, più caratteristici e isolati: a noi come alternativa era stato proposto il Black Rhino, che quasi certamente è più bello ed esclusivo, e che avevamo scartato - pur con qualche perplessità - solo per ragioni logistiche e perché ormai alla fine del viaggio.
Cose da non perdere e cose da lasciar perdere
È stato un viaggio nel quale non abbiamo sbagliato un colpo: più che cose da lasciar perdere, avrei appuntato una serie di cose che purtroppo abbiamo dovuto lasciare indietro per mancanza di tempo.

La regione del Capo la conoscevo già dalla mia precedente esperienza in Sudafrica: a sedici anni di distanza conserva ancora il suo fascino, anche se oggi è molto più affollata di allora, hanno asfaltato la strada per arrivarci e si paga il pedaggio per accedervi. Anche presso la famosa colonia di pinguini di Boulders beach le cose sono cambiate: un tempo l'accesso alle spiagge era libero e si camminava tranquillamente in mezzo ai pinguini; oggi si paga il biglietto di ingresso e sono state costruite delle passerelle in legno per incanalare e tenere a distanza il flusso dei turisti. In effetti a pensarci è giusto, ma l'atmosfera risultante ne esce inevitabilmente addomesticata.
A Hermanus, a fine luglio, di balene ce ne sono pochine e se ne stanno al largo. Comunque si possono avvistare e il viaggio lungo la costa è meraviglioso.

Fra i parchi che abbiamo visitato è difficile stilare una classifica.
L'Addo è impressionante per la quantità di animali facilmente visibili anche solo in pochi chilometri di percorrenza, soprattutto carovane di elefanti, che sono poi la caratteristica principale del parco: uscire dall'Addo senza averne visti credo sia impossibile.
L'Amakhala è semplicemente straordinario, sia per l'atmosfera, sia per la disponibilità dei ranger, sia per l'ambiente. È davvero una bella avventura. Non ci sono moltissimi animali, ma tant'è qui abbiamo avuto il migliore incontro con i rinoceronti e visto da vicino molte altre specie, fra cui ovviamente elefanti, giraffe e zebre, oltre ad altri erbivori. Ci sono pochissimi leoni ad Amakhala ed è difficile vederli. Noi ne abbiamo visto solo uno da molto lontano: diciamo che non è il loro posto.
Ithala è un grande parco poco frequentato e sottovalutato: lo abbiamo scelto al posto del più classico Hluhluwe perché privo di rischio malaria ed è stata una decisione indovinata. Con un fuoristrada si può girare facilmente da soli. Offre molti animali e panorami stupendi, e spesso vi vengono avvistati anche i leopardi, ma noi non ne abbiamo visti. Non ci sono leoni a Ithala.
Del Kruger quasi inutile dire: il parco più vecchio d'Africa, uno dei più grandi e famosi del continente (è esteso quanto il Belgio), non delude affatto: abbiamo percorso circa centocinquanta chilometri al suo interno, spendendo un'intera giornata, e siamo riusciti a vederne solo una piccolissima parte, caratterizzata interamente da bassa savana. Moltissimi avvistamenti ravvicinati: ci ha attraversato la strada un leopardo, ci siamo ritrovati (non senza qualche brivido) in mezzo a una enorme mandria di bufali, e poi elefanti, ippopotami, coccodrilli. Curiosamente non abbiamo incontrato leoni, di cui il Kruger pare essere pieno. Soprattutto, contrariamente alle attese, abbiamo fatto parecchi chilometri in totale solitudine, vivendo un'esperienza molto profonda con la natura.
Attenzione: la maggior parte degli avvistamenti avvengono a partire da metà pomeriggio. Nelle ore più calde abbiamo viaggiato per chilometri e chilometri senza vedere assolutamente nulla tranne uccelli (bellissimi).
Infine il Pilanesberg: per quanto sia un parco parecchio turistico, l'esperienza è molto bella e ci sono molti animali. Qui abbiamo finalmente visto i leoni, un ghepardo e due splendidi rinoceronti.

Due note sui safari. Di norma i game drive organizzati coi ranger (obbligatori nelle riserve private) durano tre ore circa e sono programmati all'alba e nella seconda metà del pomeriggio. Nel nostro caso, le uscite all'alba non sono state affatto all'altezza di quelle al pomeriggio. Oltre ad aver mangiato parecchio freddo (vero gelo a Ithala, dove siamo partiti che era ancora buio), non abbiamo visto quasi nulla per ore.
Il freddo peraltro è la caratteristica dei safari in questa stagione: le jeep sono aperte e la temperatura è molto bassa. Anche se vengono distribuite coperte, è indispensabile indossare vestiti pesanti, meglio giacche a vento e berretto.
Avendo la possibilità, fare i safari in autonomia è molto remunerante e ogni avvistamento è una conquista. Per contro nei safari organizzati è più facile andare a colpo sicuro, perché i ranger comunicano fra loro via radio per darsi reciproche indicazioni, conoscono molto bene il territorio, sono in grado di seguire le tracce degli animali e possono addentrarsi in percorsi fuoristrada non consentiti ai turisti autonomi.
Entrambe le esperienze, nel nostro caso, sono state molto positive, soprattutto perché nei game drive organizzati siamo stati spesso da soli con la guida tutta per noi.
A parte all'Amakhala, abbiamo girato da soli all'Addo, a Ithala, al Kruger e al Pilanesberg. All'Amakhala, a Ithala e al Pilanesberg abbiamo partecipato anche a safari guidati.

Di Shakaland ho già detto nella parte relativa all'alloggio: se avete bambini al seguito, andateci (ma anche se siete adulti, soprattutto alla prima esperienza in Africa).
Blyde River Canyon all'altezza della fama, ma anche molto turistico: qui abbiamo trovato le prime carovane e i pullman dei viaggi organizzati che non avevamo incontrato nemmeno al Kruger. In generale comunque merita la visita, possibilmente al tramonto, perché le luci del mezzogiorno lo appiattiscono terribilmente, soprattutto all'altezza di God's Window.

Il Lesotho è un paese poverissimo e meraviglioso, almeno per quanto riguarda la regione che abbiamo attraversato. È stato un'esperienza molto intensa e, dal punto di vista della guida, piuttosto lunga e faticosa. Avremmo voluto fermarci, ma non è stato possibile prenotare in anticipo un posto adatto anche ai bambini e abbiamo dunque rinunciato.
Meriterebbe certamente più tempo di quello che gli abbiamo potuto dedicare.

Lo Swaziland ci ha accolto in modo assai piacevole e Phophonyane Falls è un'oasi di tranquillità che merita sicuramente una sosta sulla strada del Kruger, molto meglio che fermarsi qualche chilometro prima o dopo negli hotel turistici di Piggs Peak.
Note
Per il cellulare abbiamo scelto Vodacom usando l'offerta B4IGO, che dà la possibilità di prenotare una SIM con piano tariffario voce+dati a piacere ritirabile direttamente all'aeroporto all'arrivo in Sudafrica, sia a Johannesburg che a Cape Town. Una volta completata la transazione on line, il numero assegnato viene comunicato via email in anticipo, prima dell'arrivo. È un sistema comodissimo.
Inoltre, Vodacom ha tariffe davvero convenienti e il traffico dati viene calcolato sull'effettivo consumo, con qualche sorpresa raffrontandolo con quel che viene addebitato in Italia a pari consumo (e molta meno banda). Insomma, assolutamente consigliabile.
Nota: le SIM dell'offerta B4IGO non sono utilizzabili in roaming, per cui non funzionano in Lesotho e Swaziland.

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