Orizzontintorno Carlo Paschetto
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Svalbard (1987)
aria di Polo Nord all'80° parallelo
Mezzi di trasporto
Treno, con biglietto Interrail, da Milano a Narvik, via Amburgo, Copenhagen, Oslo, Trondheim, Östersund. Ci vogliono circa tre giorni in questo modo, ma all'epoca viaggiavo al risparmio e volare direttamente da Milano a Tromsø era fuori dalla portata delle mie tasche.
Autobus da Narvik a Tromsø.
Aereo da Tromsø a Lonyearbyen, capoluogo delle Svalbard, con SAS.
Nave rompighiaccioper il giro delle Svalbard.
Gommone per le escursioni a terra partendo dalla nave.
Alloggio e pernottamenti
Per gli alloggi in Norvegia, vedere l'itinerario relativo ai viaggi in Scandinavia.
Nei pressi dell'aeroporto delle Svalbard, a qualche chilometro da Longyearbyen, c'era all'epoca una specie di campeggio. Allora era l'unico posto dove era possibile pernottare, poiché non esistevano strutture ricettive. Bisognava essere completamente autosufficienti, sia in termini di attrezzatura da campeggio, sia in termini di viveri, poiché non era possibile acquistare niente sulle isole, essendo i rifornimenti riservati agli abitanti. Ovviamente, tenda e sacco piuma dovevano essere di ottima qualità ed in grado di resistere al difficile clima artico.
Avevamo diversi chili di cibi in scatola e liofilizzati e tutto l'occorrente per cucinare. Oggi la situazione è molto cambiata ed esistono diversi luoghi in paese dove è possibile trovare alloggio e comprare da mangiare. Si pensi a tal proposito che sul registro del campeggio, all'epoca della nostra permanenza, non figuravano più di duecento firme dal tempo dell'inaugurazione avvenuta dieci anni prima. Inoltre, il campeggio era in realtà un'area piatta in riva al mare riservata alle tende, ma non c'erano servizi igienici, nè alcuna struttura per i pasti.
A parte la settimana passata a Lonyearbyen e dintorni, dove ci muovevamo per forza di cose a piedi, abbiamo trascorso il resto del viaggio a bordo di una nave rompighiaccio che riforniva le stazioni scientifiche disseminate lungo la costa occidentale delle Svalbard. Avevamo trattato il passaggio direttamente a Longyearbyen: una settimana di navigazione a pensione completa, ovviamente, escursioni e guide comprese. Questa soluzione, che probabilmente ancora oggi è la migliore opportunità per visitare questo paradiso terrestre, non è affatto indicata a chi soffre il mal di mare. Le tempeste dell'Oceano Artico sono abbastanza tremende.
Cose da non perdere e cose da lasciar perdere
Non esistono luoghi in particolare da evidenziare in un viaggio alle Svalbard. Si tratta di un'esperienza, nel suo complesso, piuttosto fuori del comune. Un consiglio è sicuramente quello di cercare di rimanere al di fuori dei gruppi organizzati troppo numerosi. Le Svalbard sono un territorio estremo ed incontaminato, la cui bellezza va apprezzata nel silenzio assoluto della natura, interrotto solo dal rumore del vento, del mare, del ghiaccio che si rompe e si frantuma, e degli uccelli. Qualunque altro rumore stona in questo ambiente, a cominciare dalle voci degli uomini.
Piuttosto che indicare qualche località in particolare, va lasciato spazio alla capacità di comprensione di tutto l'ambiente circostante e alla fantasia esplorativa. Qualunque angolo delle isole riserva sorprese straordinarie, se si è capaci di vedere al di là della semplice distesa di ghiaccio ed acqua che a qualcuno può sembrare.
Una preghiera: lasciate questi luoghi come li avete trovati. Non abbandonate niente, non gettate rifiuti, nemmeno ciò che a voi può sembrare insignificante. Riportate tutto indietro, compresi i mozziconi di sigarette. Fa impressione pensare che siano stati costruiti alberghi laggiù. Chi, come me, ha avuto la fortuna di vedere un autentico paradiso terrestre completamente incontaminato, ha imparato a capire quanto sia prezioso preservare quei pochi di angoli di mondo lontani dalla civilizzazione al loro stato naturale. Ogni essere umano in quell'ambiente è molto più estraneo e passeggero che nella gran parte del resto del mondo.
Detto questo, non perdete le foche del Magdalenfjorden, a spasso in mezzo al mare su lastroni di ghiaccio.
Note
Le Svalbard di oggi sono certamente molto differenti da quelle che ho visitato nel 1987, almeno in termini di servizi e strutture per i turisti. Le informazioni contenute in questa breve scheda, dunque, sono sicuramente datate. Ad esempio, all'epoca c'erano un solo volo settimanale che raggiungeva le isole dalla Norvegia e uno al mese dalla Russia. Oggi esistono voli giornalieri e non vi sono problemi per atterrare.
Contrariamente a quanto si può pensare, in estate il clima è assai mitigato dalla Corrente del Golfo. All'epoca della nostra visita, raramente andammo sotto zero e un giorno toccammo addirittura 15°. Ciò nonostante si tratta di un clima artico, caratterizzato da alte pressioni estive, ma anche da improvvise tempeste di vento e pioggia. Qualche nevicata è sicuramente da mettere in conto. Si tenga conto che la forza del vento riuscì ad abbattere la nostra tenda a igloo, costruita apposta per reggere climi difficili.
All'epoca della nostra visita per muoversi fuori da Longyearbyen era obbligatorio essere muniti di fucile, per potersi difendere dagli orsi polari, peraltro protettissimi. Noi ovviammo al problema affidandoci alle guide locali, che erano sempre armate.
Va osservato che le Svalbard sono soggette ad uno statuto autonomo speciale, alla cui base vi è una serie di normative ed obblighi ai quali tutti i turisti devono strettamente attenersi. E' probabile che molte cose siano cambiate dal 1987 a oggi, ma sicuramente non i regolamenti ferrei che vengono fatti rispettare dal Governatore delle isole. Informarsi, prima di partire, presso l'ambasciata norvegese.

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