Orizzontintorno Carlo Paschetto
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Round the World (2011)
quel giorno in più da vivere che avanza ad est
Mezzi di trasporto
Aereo, ovviamente, parecchio. Volo Air France da Milano a Parigi, Korean da Parigi a Seoul e da Seoul ad Honolulu, Delta da Honolulu ad Atlanta e di nuovo da Atlanta a Panama City, e infine KLM da Panama City ad Amsterdam e poi di nuovo a Milano. La durata effettiva dei voli è di circa 42 ore in totale.

Auto a noleggio in prevalenza per la parte ad O'ahu, ma anche taxi ed autobus.

Metro per muoversi ad Atlanta.

Treno da Panama City a Colon lungo il percorso del canale di Panama.

Nave per l'attraversamento del Canale di Panama e per l'escursione offshore ad O'ahu per l'avvistamento delle balene.

Taxi per muoversi a Panama City.
Alloggio e pernottamenti
Hotel Renew a Waikiki, Honolulu. Del Renew faccio a fatica a farmi un'opinione, pur avendoci soggiornato una settimana intera.
Detto che ad O'ahu il posto dove stare è Waikiki, e che scegliere come campo base Honolulu o qualsiasi altro posto ha un po' poco senso, sicuramente fra i pro di questo hotel c'è la posizione: in fondo a Waikiki, dunque nella zona meno trafficata e rumorosa, a meno di cento metri dalla spiaggia, non è uno di quei micidiali grattacieli da quaranta piani che però gli stanno attorno e lo soffocano un po' da ogni lato. Alcune camere hanno la vista sull'oceano, le altre, come la gran parte delle camere a Waikiki, sui parcheggi e sulle strade interne.
Il Renew, che per la cronaca è in testa praticamente a quasi tutte le recensioni web che ho letto sugli hotel di Waikiki, è un boutique hotel. Cosa questo significhi in particolare lo si capisce mettendoci il naso dentro e confrontandolo con gli altri mega hotel attorno: di mega non ha nulla, anzi, è tutto molto intimo e minimal-chic. A me è parso perlopiù un incrocio fra un efficientissimo hotel giapponese, ed un vecchio hotel americano: nel senso, fa il verso ai business hotel di Tokyo, ma le rifiniture lasciano vedere i segni del tempo e la cura dei dettagli non è quella giapponese.
Che sia tranquillo non c'è dubbio, così come che il personale sia assolutamente cortese, efficiente e disponibile. Che ci sia quasi tutto quel che serve anche, compreso il wifi gratuito e la colazione a buffet inclusa nel prezzo, gran rarità nell'area. Che sia elegante, pure. Ma ci sono anche dei ma, appunto.
Probabilmente, il primo fra tutti è che, lette le recensioni e visto il sito web dell'hotel, uno si aspetta le Mille e una notte. Invece no: il Renew è davvero minimal chic: atrio piccolissimo, buio e nascosto in una via laterale. Camere piccole e con qualche segno del tempo. Frigo bar vuoto. Non c'è nemmeno il bollitore per l'acqua, per dire, che in America e in Asia è quasi incredibile. C'è una TV 50", ma sembra attaccata al muro per sbaglio e ai suoi piedi giacciono grovigli di fili inquietanti che sembrano più degni di un hotel centroasiatico che di un 4 stelle a Waikiki.
Lo spazio per la colazione è ricavato nell'atrio dell'hotel, grazie a quattro - quattro - tavolini, tutti diversi e con le sedie di altezza sbagliata. In ora di punta si fa la coda per sedersi, e sedersi lì è comunque scomodo e davanti al passaggio degli ascensori.
Sottolineo: si tratta di particolari stupidi ovviamente, ma stiam parlando di un 4 stelle a Waikiki, Hawaii, e dunque tutto questo fa un po' strano, soprattutto se confrontato con i 3 stelle che stanno dall'altra parte dell'oceano o dell'hotel di Panama (vedi sotto).
Il letto, per dire, è invece meravigliosamente comodo. Ma per contro la scrivania è larga a mala pena per farci stare il pc, non c'è un armadio e la roba alla fine deve stare in valigia.
Almeno così era la mia camera.
Insomma, non posso dire di esserci stato male al Renew, tutt'altro, ma forse, vista la fascia di prezzo e le aspettative indotte da quel che ne avevo letto, un po' di delusione sì. Che poi a Waikiki si possa trovare di meglio sul rapporto qualità-prezzo francamente non so, anche perché io ho approfittato della classica offerta di fine-stagione, altrimenti sarei probabilmente andato altrove.

Hotel Country Inn & Suites By Carlson Panama Canal a Panama City, proprio affacciato sull'ingresso del Canale, e con questo ho già praticamente detto tutto.
Il Country Inn è un bell'hotel che, a quanto pare leggendo le recensioni sul web, è in perenne ristrutturazione, perlomeno da qualche anno. Non so come siano le altre, ma le camere con vista sul canale sono semplicemente spettacolari: non tanto per le camere in sé, che comunque sono spaziose e arredate con tutto quel che serve, quanto decisamente per la vista, che ovviamente è tanto più suggestiva quanto più si sale di piano.
L'hotel è un po' stile coloniale retrò, datato, ma affascinante e pulito. Il personale è cortese, la colazione a buffet ottima. La posizione è favorevole sia per partecipare alle escursioni sul canale (vicino all'imbarcadero), sia per la vicinanza alla stazione ferroviaria e al Casco Viejo, il quartiere antico di Panama City.
Per il resto è piuttosto fuori mano, lontano da downtown e addirittura dall'altra parte di Panama rispetto all'aeroporto. Questo suo isolamento non è comunque affatto penalizzante, anzi, se non per il fatto che attorno non c'è quasi nulla per mangiare la sera, solo un TGI Friday ed un ristorante locale con karaoke, entrambi piuttosto cari e molto rumorosi.
La zona però è molto verde, tranquilla, piacevole e davanti al mare, e al di là di tutto soggiornare in centro a Panama City non sembra essere un granché come idea, a meno dell'avere sottomano qualche locale dove passare la serata.
Cose da non perdere e cose da lasciar perdere
O'ahu
L'isola principale delle Hawaii a me ha ricordato un po' Reunion, a meno di Francia, a più di America. L'impatto e il giudizio dipendono un po' da quello che ci si aspetta da un viaggio alle Hawaii.
Honolulu è un po' una (molto) piccola Los Angeles, ma nell'economia dell'isola non disturba, anzi. Lasciandosi alle spalle la capitale, l'isola offre panorami suggestivi ed evocativi (qui è stato girato il serial Lost, per dire), mare a tratti molto bello e perfino, volendo, isolamento e solitudine totali. Complessivamente comunque di "selvaggio" c'è poco o nulla: siete in America, e non riuscite davvero mai a dimenticarvelo, e questo fa sì che in qualche modo lo spettacolo della natura appaia sempre un po' addomesticato e troppo "regolamentato".
Personalmente ho amato molto il trail di Ka'ena point, un paio d'ore di scarpinata in una delle aree più remote dell'isola per sentirsi davvero fuori dal mondo. In fondo le Hawaii sono pur sempre uno dei luoghi più isolati del pianeta: attorno a voi c'è solo oceano per ore e ore di volo e questo senso di vuoto spinto, a volerlo sentire, è ben poco attutito dai grattacieli di Waikiki.

Atlanta
Atlanta è un'inutile e pigra città americana piantata in mezzo alla Georgia, nel sud degli Stati Uniti, nonché capitale della Coca Cola e della CNN. Ecco, la prima impressione è proprio quella di chiedersi perché mai la Coca Cola, con i medesimi soldi, non abbia organizzato i giochi olimpici altrove, perché ad Atlanta non c'è davvero un tubo d'altro ed è quanto di più anonimo si possa immaginare di una città.
Il tour della CNN dura un'oretta ed è piuttosto noioso e molto americano. Il tour della Coca Cola non l'ho fatto. Fine di Atlanta.

Panama
A Panama si viene innanzitutto per il canale. A me personalmente il canale ha comunicato quasi la stessa emozione che avevo provato nel trovarmi al campo base dell'Everest e con questo ho praticamente detto tutto.
Assolutamente not-to-miss sono sia il viaggio in treno da Panama City a Colon con la Canal Railway, sia la ancor più gettonata navigazione lungo il corso del canale.
Valgono la pena decisamente anche una gita via terra alle chiuse del Gàtun e la visita a qualche parco nazionale fra i tanti che ci sono nella regione.

La città vecchia di Panama City, Casco Viejo, merita non fosse altro perché, pur in via di totale ristrutturazione grazie anche ai fondi dell'Unesco, consente di farsi un'idea precisa di cosa sia Panama al di là del canale e della foresta di grattacieli (la maggior parte dei quali in costruzione) della skyline. Il contrasto è decisamente inquietante, o familiare se avete già esperienza delle metropoli del centro e Sudamerica. L'atmosfera di Casco Viejo, comunque, è oltremodo suggestiva e coinvolgente.

Di Panama Viejo, ovvero dell'antica Panama del 1500 rasa al suolo da Morgan, non rimane assolutamente nulla, se non quattro sassi abbandonati fuori città. Onestamente un'escursione inutile, se non avete tempo da perdere in particolare.
Downtown e le vie attorno a calle Uruguay andrebbero probabilmente visitate di sera. A farci quattro passi in una mattinata di un giorno festivo sembra di essere i protagonisti di un film sul dopobomba.
Note
Ad O'ahu il miglior shave ice dell'isola sembra sia quello di Matsumoto. Se siete disposti ad un'ora di coda per gustarvelo.
Se siete fan di Lost, la North shore è il vostro luogo: qui è stata girata la serie e tutta l'area è costellata di siti ormai famosi per i fan, dalla spiaggia dei naufraghi, al villaggio degli "Others", alla fonte misteriosa, al relitto dell'aereo di Mr. Eko, eccetera.

La tratta panamense del viaggio, in particolare la navigazione sul canale, il percorso ferroviario e la visita alle chiuse del Gatùn, sono state organizzate con la collaborazione dell'efficientissima Panama Travel Corp.
Un ringraziamento particolare va in tal senso a Jessica e Paul, i due titolari dell'agenzia, che sono riusciti a incastrare alla perfezione ogni dettaglio con la strettissima tabella di viaggio che avevo programmato, tenendoci in contatto solo via e-mail, in corsa e a prescindere da tutti i fusi orari che stavo attraversando e che complicavano quindi il loro lavoro nello star dietro alle mie richieste.

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