Orizzontintorno Carlo Paschetto
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Caucasus (2011)
in bilico fra Europa ed Asia, attraverso frammenti di guerre dimenticate
Caucasus
L'obiettivo iniziale era un viaggio in Armenia, al quale agganciare una puntata in Nagorno-Karabakh, la regione dell'Azerbaijan a maggioranza armena autoproclamatasi indipendente al termine della guerra fra Armenia ed Azerbaijan della prima metà degli anni '90.
Pur non essendo riconosciuto da alcun governo né organizzazione internazionale, il Karabakh (Artsakh in lingua locale) è uno Stato indipendente a (quasi) tutti gli effetti, per entrare nel quale è necessario procurarsi un visto nell'unico consolato esistente, a Yerevan. Si consideri che con il visto del Karabakh sul passaporto non è possibile entrare in Azerbaijan e che la guerra, di fatto, non è mai terminata: semplicemente è in vigore un accordo di cessate il fuoco e la situazione è in stallo da ormai più di quindici anni.
In Karabakh si entra solo dall'unico valico di frontiera aperto con l'Armenia. Tutte le altre frontiere (Iran ed Azerbaijan) sono chiuse. In Armenia si può entrare solo dalla Georgia o dall'Iran.
L'idea di rientrare da Tbilisi in Georgia è nata in corsa con il solo scopo di limitare il più possibile il dover ripercorrere a ritroso parti dell'itinerario e di piantare invece una rapida bandierina in un nuovo Paese.
Il costo di un biglietto aereo a/r dall'Italia all'Armenia è peraltro uguale a quello di un biglietto con andata sull'Armenia e ritorno dalla Georgia.

L'itinerario si sviluppa da Yerevan a Tbilisi e consente di visitare praticamente tutti i luoghi di interesse dell'Armenia, con un percorso logico e progressivo che lascia al termine del viaggio i monasteri più rinomati della regione e che include anche alcune tappe chiave nel Karabakh.
Poiché peraltro c'è una sola strada che conduce a sud attraverso il Vayots-Dzor, verso il Nagorno-Karabakh e l'Iran, ripercorrere a ritroso un pezzo dell'itinerario è pressoché inevitabile.

Nella cartina sono segnate tutte le tappe fondamentali del viaggio. Pernottamenti a Yerevan (4 notti), Stepanakert, Sisian, Dilijan, Debed canyon e Tbilisi (4 notti).
Volendo guadagnare tempo, considerare che quattro notti sono eccessive sia per Yerevan che per Tbilisi: entrambe le capitali possono essere visitate tranquillamente in un paio di giornate.
Per contro, le distanze in Armenia e il discreto stato della rete stradale consentono di muoversi abbastanza rapidamente per tutto il Paese: prima di partire pensavo che non sarei riuscito né a completare il mio programma, né tanto meno a vedere tutto quel che ho invece visto. Addirittura sono arrivato a Tbilisi con tre giorni di anticipo sul piano previsto, anche se un paio di tappe (Yerevan-Khor Virap-Noravank-Stepanakert e Stepanakert-Gandzasar-Shusi-Tatev-Sisian) sono state piuttosto faticose e lunghe.

In generale, avendo poco tempo a disposizione, lo stesso giro che io ho fatto in due settimane può essere compresso in una decina di giorni senza problemi.

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