Orizzontintorno Carlo Paschetto
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Indocina (2001)
prove generali di overland
Indocina
Si tratta di un giro piuttosto faticoso e lungo. Noi abbiamo impiegato un mese pieno per completarlo e non abbiamo avuto molto tempo per riposarci.
Dopo un iniziale soggiorno a Bangkok, utile sia per ambientarsi sia per provvedere ai visti consolari necessari (Cambogia e Vietnam; quello del Laos viene rilasciato in frontiera), abbiamo fatto una prima escursione a Damnoen Saduak, il floating village con annesso mercato galleggiante. Un po' turistico, ma ne vale la pena. L'escursione richiede una giornata piena da Bangkok, poiché Damnoen Saudak si trova ad un centinaio di chilometri di distanza.
Quindi, partenza per Ao Nang, via Krabi. E' questa la regione della Thailandia più rinomata per il mare. Qualche bagno ad Ao Nang ed un'escursione a Phuket in giornata.
Tornati a Bangkok, ripartiamo per il nord della Thailandia, pernottiamo a Nong Khai ed attraversiamo il Mekong una prima volta per arrivare a Vientiane, capitale del Laos. Questo brevissimo assaggio del Paese è sufficiente a proiettarci ad anni luce dalla moderna Thailandia. In pochi chilometri è come tornare indietro di un secolo. Un'esperienza che ci lascia con un conto in sospeso con questo Paese, nel quale torneremo sicuramente non avendo avuto tempo a sufficienza in questo viaggio per visitarlo più a fondo.
Ritorniamo ancora a Bangkok (dove abbiamo un appuntamento, e da due diventiamo quattro), e voliamo ad Ho Chi Minh City, la vecchia Saigon, che merita senza dubbio qualche giorno di sosta. Da qui, escursione in giornata a Vinh Long, per visitare il delta del Mekong. Anche questa è una deviazione alla quale bisogna dedicare come minimo una giornata piena, ma sarebbero meglio un paio.
Da Ho Chi Minh City viaggiamo alla volta di Phnom Penh lungo una strada che, dopo la frontiera cambogiana, diventa una specie di supplizio. Se questa tratta, però, ci appare avventurosa, non è ancora niente rispetto a quello che ci attende davanti.
Phnom Penh merita tutti i giorni che le dedichiamo: è una città che ancora si sta risollevando dalla guerra, con tutto quello che ne deriva. Quindi, partiamo alla volta di Siem Reap e dei famosi templi di Angkor. Il viaggio è magnifico, ancorché faticoso, e segue tutto il corso del Tonlè Sap. Viaggiare in questa zona durante il periodo monsonico, come noi, non lascia molte alternative. La Cambogia in estate è interamente alluvionata e la barca è l'unico mezzo, di fatto, per attraversare il Paese.
Da Siem Raep, un tuffo nella vera vita della campagna cambogiana, visitando il villaggio su palafitte di Chong Khnies. Un'esperienza dalla quale si esce senza parole. Tutti transitano da questo villaggio sulla strada di Angkor senza fermarsi. Vale invece la pena armarsi di caramelle per i bambini e trascorrerci una giornata intera, ad imparare cosa vuol dire vivere davvero nella Cambogia di oggi.
Ancora strade allucinanti ed un viaggio a rotta di collo per raggiungere, da Siem Reap, la frontiera a Poipet. Quindi, ritornati sul moderno asfalto thailandese, viaggiamo di nuovo verso Bangkok, dove arriviamo circa quindici giorni dopo la nostra partenza da Saigon.
Rimane il tempo per un'ultima escursione ad Ayutaya, rinomata località archeologica vicino alla capitale. Se siete arrivati fino a qui con tutto il nostro giro alle spalle, il vostro commento su Ayutaya sarà: "Bah!".

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