Orizzontintorno Carlo Paschetto
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Islanda (2015)
Di venti, tempeste, neve, ghiaccio, lava e mare
Islanda
Una decina di giorni a inizio primavera per completare il classico anello dell'Islanda, seguendo in gran parte la Hringvegur, la strada numero 1 che percorre il periplo dell'isola toccando molte delle principali attrazioni turistiche. La Hringvegur Ŕ interamente asfaltata e aperta tutto l'anno, facilmente percorribile con qualunque mezzo. Basterebbe da sola per soddisfare le aspettative di un viaggio in questo splendido Paese, senza dubbio uno dei pi¨ affascinanti che abbia mai visitato.
Avere a disposizione un 4x4 consente di affrontare in sicurezza anche gli sterrati, la neve e il ghiaccio (che anche a inizio aprile possono essere un problema assai diffuso ovunque), e soprattutto di avventurarsi fuori dell'anello principale lungo altre strade e deviazioni che raggiungono alcune delle mete pi¨ interessanti e significative dell'Islanda.
Durante la stagione invernale e primaverile tutte le strade di categoria F (piste fuoristrada) sono chiuse al traffico, precludendo di fatto cosý l'attraversamento delle regioni interne, anche se Ŕ possibile avventurarvisi con l'aiuto delle numerosissime agenzie turistiche che offrono pacchetti specifici.

Dopo una giornata trascorsa a ReykjavÝk per acclimatarsi, acquistare qualche souvenir e completare il nostro equipaggiamento, ci siamo dunque lasciati alle spalle la capitale per completare l'itinerario pianificato in sette notti.

Prima tappa seguendo inizialmente il Circolo d'oro e toccando il Ůingvallavatn, il Ůingvellir National Park, Geysir e Gullfoss, per poi riagganciarsi alla Hringvegur e puntare verso Výk passando da Seljalandsfoss e Skˇgafoss.
Seconda tappa interamente lungo la Hringvegur, con soste a Reynisfjara, al parco dello Skaftafellsj÷kull e alla laguna di J÷kulsßrlˇn, pernottando qualche chilometro prima di H÷fn.
Terza tappa fino a Egilssta­ir, percorrendo inizialmente la Hringvegur e successivamente tutte le strade costiere lungo i fiordi.
Quarta tappa fino a ReykjahlÝ­, sostando a Dettifoss e, nel tardo pomeriggio, prolungando il percorso fino a H˙savÝk e ritorno, seguendo strade diverse nei due tragitti.
Quinta tappa con escursioni al Krafla, Hverir, Dimmuborgir e pernottamento ad Akureyri, dopo una sosta a Go­afoss.
Sesta tappa seguendo le coste delle penisole Tr÷llaskagi e Vatnsnes, con pernottamento presso Hraunsnef in una fattoria riadattata a hotel.
Settima tappa rientro a Keflavik, con un percorso che dapprima porta all'interno verso Deildartuguhver e Barnafoss, per poi scendere a sud verso ReykjavÝk e la penisola di Keflavik, passando per Reykholt, Borgarnes, Selt˙n, KrřsuvÝk e infine il piccolo villaggio di Hafnir.

L'itinerario complessivo Ŕ lungo 2200km, con una media abbastanza regolare delle tappe, tutte attorno ai 300km. Comprendendo le varie soste per escursioni, fotografie, pranzo, eccetera, abbiamo viaggiato circa una decina di ore al giorno.

Durante la stagione invernale Ŕ consigliabile consultare quotidianamente il sito della Icelandic Road Administration che riporta in tempo quasi reale lo stato dell'intera rete stradale, le condizioni del fondo, le eventuali chiusure al traffico e il meteo locale, arteria per arteria, localitÓ per localitÓ, con collegamenti a numerose webcam.

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